Recensione del film, “The Catacher a Spy” Il ricevitore è la spia (storia di una contraddizione)

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L’ho visto in lingua originale, con i sottotitoli in italiano. Nel nostro paese è uscito nel 2018, la regia è di Ben Lewin, produttore, sceneggiatore e regista australiano. I protagonisti principali sono Paul Rudd, Guy Pearce e Jeff Daniels, forse lo ricordate in “Scemo più scemo “ con Jim Carrey. Sono orgogliosa della partecipazione al film dei nostri Pierfrancesco Favino e Giancarlo Giannini, sebbene non siano tra i personaggi principali. La storia si basa sulla vita reale del giocatore di baseball, Moe Berg, ambientata nella seconda guerra mondiale. Il giocatore viene assoldato dalla Cia per impedire allo scienziato tedesco premio Nobel per la fisica Werner Heisenberg di costruire una bomba atomica per i nazisti. Non manca il riferimento ad Albert Einstein, e curiosando in rete ho trovato un suo aforisma di pacifista convinto “Io non mi considero il padre dell’energia atomica. Essa diventò un fatto pratico grazie alla reazione a catena e questa cosa non la potevo prevedere.” Einstein probabilmente non voleva impiegata la sua energia in una bomba atomica, suo malgrado! Sullo sfondo la storia d’amore tra il giocatore ed una giovane e bella insegnante di piano, interpretata da Estella Huni, oltre ad una velata predisposizione bisex del gicatore. Il senso che il regista ha voluto, a mio modesto parere, dare al film e l’atmosfera che si respira durante la visione dello stesso, è la determinazione degli alleati americani di impedire a tutti costi la creazione dell’ordigno distruttivo. Infatti nei titoli di coda, è sottolineato con enfasi, il successo della missione con riferimenti storici dettagliati. Ritengo sia un film da vedere, per diverse ragioni, la prima sicuramente per la vicenda realmente accaduta, ma principalmente per l’interpretazione del protagonista Paol Rudd, che trovo coinvolgente fino all’ultimo ciack. Assegno dunque il voto 5/5, anche se dissento con il regista per la morale insita nella storia. Gli alleati ne escono da eroi, ma non dobbiamo scordarci di Hiroscima.

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