Recensione “Il Marchio del Lupo” di Viviana Leo

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Titolo: Il marchio del lupo

Autore: Viviana Leo

Editore: Darcy Edizioni

Genere: Fantasy

Data pubblicazione: 30 Ottobre 2018

Voto: 2/5

Cartaceo -> 12€ | Ebook -> 0,99 €


Sinossi

Penny lavora come cameriera in una tavola calda e una sera, mentre sta tornando a casa, viene aggredita da uno strano animale. Qualche giorno dopo conosce Ryan, un ragazzo bellissimo e misterioso, che, durante la notte di Halloween, si mostra a lei nelle vesti di lupo e le rivela la verità: è stata morsa da un licantropo e presto sarà una di loro. Penny entra a far parte così di un mondo oscuro e affascinante, che non sapeva esistesse, ma soprattutto si sente fortemente attratta da Ryan, il suo Alpha, che dimostra di desiderarla a sua volta.
Ma cosa succederà quando il licantropo che l’ha marchiata tenterà di reclamarla?

Recensione

In tema con questo periodo dell’anno, ecco che mi capitombola fra le mani questo racconto su licantropi canadesi e amori giovanili che non esito ad iniziare, assaporandomi il tempo coperto, con le nuvole che galleggiano come grossi ammassi soffici nell’atmosfera plumbea. Ben avvolta nel plaid dunque mi sono lanciata nella lettura e in meno di due ore ho finito il libro, rimanendo un pochino delusa. Il motivo della mia insoddisfazione è dovuto al fatto che non sono stata in grado di penetrare nel romanzo come avrei voluto poichè si svolge ad un ritmo molto veloce e forse anche per questo motivo i personaggi sono solamente accennati e non si può gustare una buona caratterizzazione che permetta di empatizzare con essi. Giusto con la protagonista, Penny, c’è stato un minimo di introspezione, ad esempio quando parla dei genitori che ha perduto e di come sia una tipa solitaria, pratica e sveglia. La giovane lavora come cameriera in una sorta di tavola calda ed ama scorrazzare fra i tavoli e prendere ordinazioni ai clienti abituali, con cui scambia spesso qualche chiacchiera. Si sente un po’ in soggezione invece quando al locale si presentano un gruppo di ragazzi vestiti in modo particolare e dai modi bruschi. Una sera, al principio del testo, viene morsa da un grosso animale e beh, il seguito viene quasi da sè; si risveglia in ospedale e proprio non riesce a stare a letto, non vede l’ora di tornarsene alla pace della sua casetta. Una volta constatato che i segni dell’aggressione da parte della bestia sono scomparsi i medici non hanno alcun motivo per cui trattenerla e dunque la ragazza sguscia via dall’edificio prima che i dottori possano obiettare. Si sente in gran forma e a breve incontra quello che sarà il suo amore, Ryan, nuovo membro del gruppo di misteriosi individui che frequentano il ristorante. Non le leva un attimo gli occhi di dosso, come le fa notare la sua gestrice di lavoro nonchè amica gentile e materna e l’attrazione pare reciproca. Chi saranno questi tipi strani? E con Ryan sboccerà l’amore? Cosa ne sarà della nostra Penny? La storia è narrata in prima persona e, come dicevo prima, forse anche a questo è dovuta la leggera sfumatura che si può attribuire al personaggio della giovane. Purtroppo però l’identificazione rimane superficiale, non ci è dato immergerci ulteriormente nei suoi pensieri. Gli altri individui che si muovono all’interno della narrazione non sono per nulla approfonditi, soltanto dei nomi conditi da qualche tratto appena supposto di personalità e questo è un dispiacere poichè la trama e i ragazzi in essa rappresentati potevano permettere ad un grande potenziale di svilupparsi. La dinamica della storia d’amore all’interno del branco di licantropi poteva essere molto stuzzicante ma la velocità e la pochezza di contenuti hanno frenato la crescita e l’evolversi dei fatti sul nascere. Come spiegavo, un peccato perchè la scrittura è sì rapida ma decisamente apprezzabile e le idee non sembrano mancare all’autrice, che mette in scena una meccanica rivista ma dagli ipotizzabili mille sviluppi. Una cosa che ho gradito ancora meno è stata la figura del cattivo, che purtroppo scade decisamente nello stereotipo più visto di sempre, quasi si possono prevedere le battute con le quali esordisce in tutta la sua malvagità da copione. Anche qui, interessante lo spunto del traditore ma poveramente portato avanti e declinato in pochi, fulminei atti. Mi auspico che questo primo volume abbia un seguito in cui vengano approfonditi certi concetti, spiegate alcune cose solamente pronunciate in fretta. Una caratterizzazione dei personaggi più completa, magari che indaga anche gli andamenti dei rapporti fra i membri del branco e la relazione fra Alpha e Beta del gruppo sarebbe stupenda e arricchirebbe molto il romanzo, consentendo anche al lettore di compenetrarsi con le personalità che animano lo svolgimento narrativo. Se si è in cerca di un libro molto leggero e di breve prosa, che contenga un’accenno di mistero e una buona quantità di romanticismo questo racconto è da prendere in considerazione, ma non aspettatevi nulla di impegnativo o particolarmente coinvolgente… Spero in una prosecuzione della storia, per saperne di più!

Voto:2/5

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