Recensione “La collezionista di meraviglie” di Valentina Cebeni

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Titolo: La collezionista di meraviglie

Autore: Valentina Cebeni

Editore: Garzanti

Genere: Narrativa contemporanea

Data pubblicazione: 28 Settembre 2018

Voto: 3,5/5

Cartaceo -> 18,60€ |Ebook -> 9,99 €


Sinossi

Dafne è solo una bambina quando, in un vecchio baule di casa, trova una spazzola d’argento. È così brillante che non riesce a distogliere lo sguardo. Quando la prende in mano le appare una donna che, seduta davanti a uno specchio, si spazzola la lunga chioma bruna. È così che scopre di avere un dono straordinario: le basta sfiorare oggetti antichi per vedere la storia dei loro proprietari. Da allora sono passati anni, in cui ha cercato di ignorare questa capacità, che le parla di un passato che ha fatto di tutto per dimenticare. Ma ora che la sua vita non la soddisfa più, non può fare finta di niente: devetornare a Torralta, dove tutto è cominciato. Solo lì potrà sperare in un nuovo inizio. Ad aspettarla c’è la bottega antiquaria di nonno Levante. Appena vi mette piede, si rivede bambina mentre corre tra gli scatoloni ingombri di chincaglierie di ogni genere. E soprattutto ritrova il familiare odore di polvere e vernice. Troppo familiare per non farle venir voglia di riaprire il negozio e riportarlo all’antico splendore. Con l’aiuto dell’amorevole nonna Clelia e di Milan, un insolito collaboratore che ha trovato rifugio proprio nel negozio vuoto, Dafne trasforma la bottega in un ospedale per oggetti dimenticati, dando loro nuova vita. Ma un giorno, tra gli scaffali polverosi, si imbatte in un vecchio orologio da taschino che le parla di una coppia e del loro amore contrastato. Dafne non sa a chi sia appartenuto, né per quale motivo sua nonna ne conservi uno identico. Sente però che, in qualche modo, quell’orologio ha a che fare con la sua famiglia e con il dono che è tornato a farle visita. Per questo, è pronta a scoprire la verità sul mistero che lo avvolge. Perché solo così, ascoltando ciò che il passato ha da dirle, potrà ritrovare sé stessa.
Valentina Cebeni è una delle autrici italiane più amate in Germania. La collezionista di meraviglie è un romanzo prezioso. È la storia di una donna risoluta e indipendente che impara a guardare oltre ciò che la circonda per scoprire che spesso, nelle piccole cose di ogni giorno, si nascondo tesori.

Recensione

Eccoci qui, ennesima recensione ed ennesimo dubbio esistenziale. Insomma ho visto il libro pubblicizato a destra e a manca, in ogni vetrina di libreria che incrociavo. Mi aspettavo un capolavoro come solitamente mi fa trovare la Garzanti, ma non è ciò che ho trovato. La protagonista ha un dono, che si tramanda nella sua famiglia in linea femminile, e che le fa vedere persone che non ci sono più. Improvvisamente dopo un rapporto sbagliato, di cui in realtà sappiamo molto  poco; e dopo un tumore che l’ha devastata nel corpo e nell’animo, Dafne torna nella casa della Nonna dove è cresciuta dopo la morte prematura della madre. Avrei apprezzato notetevolmente se fosse fatta più luce riguardo la realzione amorosa, in maniera tale anche da poter avere una lettura maggiormente empatica. Quello che ci viene spiegato invece è il rapporto con l’uomo che incontrerà in maniera inaspettata e che prenderà a lavorare nella bottega appena riaperta del nonno. Uno sconosciuto a cui lei darà totale fiducia e che scoprirà poi avere legami con la sua famiglia.

Durante la guerra infatti, la bisnonna era stata innmorata di un giovane, un amore non approvato dal padre e che li ha tenuti lontani pur avendo dato alla luce un bambino morto troppo presto. Due orologi gemelli, e un omodicio irrisolto molto tempo prima, questo ciò che la giovane si ritroverà tra le mani. Lettere rimaste nascoste per decenni e foto rimaste custodite nel baule di un antiquario ritrovate per puro caso. Tutti pezzi di un puzzle che ricostruirà la vicenda dei due antenati e che metterà la parola fine ad una morte che ha devastato due famiglie per generazioni.

Durante la storia lunga più di 500 pagine, vengono citati personaggi e situazioni non del tutto spiegati ne delucidati in maniera esaustiva. Sembra quasi che siano stati inseriti per fare “volume” ma in realtà se sviluppati avrebbero arricchito notevolmente una storia con del potenziale e molto interessante, ma con lacune e parti troppo noiose che rendono il tutto assai pesante. Il romanzo ora come ora avrebbe bisogno di una sfoltita, ma ricordate qusto è solo il mio parere, ciò non toglie la possibilità che ad altri lettori possa sembrare una lettura tutt’altro che pesante.

Libro consiagliato? Si perché è una storia bella, inusuale e drammatica al punto giusto, forse un pochino scontata sotto alcuni punti di vista, ma ciò non toglie il valore che solo una narrazione di stampo Garzanti sa dare. Voto 3,5/5

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