Recensione “La parte muta del canto” Vite ritrovate di musicisti di Giorgio Galli

Titolo: La parte muta del canto

Autore: Giorgio Galli

Editore: Joker

Genere: Raccolta di Racconti/Biografia

Data pubblicazione: 1 Gennaio 2016

Voto: 4,5/5

Cartaceo -> 12 €


Sinossi

Una raccolta di ritratti, di vite di musicisti “ritrovate” e mai del tutto afferrate. Un tentativo di frugare nel rapporto fra le opere e il rovello psicologico e storico che le precede, di avvicinarsi al momento insondabile in cui la forma prende forma trascendendo tutto ciò ch’è altro da se stessa. È nella tensione fra il canto e ciò che resta fuori del canto, nel modo in cui l’artista la risolve che cerchiamo il nucleo caldo della sua ispirazione. Questi “ritratti” provano ad avvicinarsi a quel nucleo, sapendo di non poterlo toccare. “La parte muta del canto” ha anche un senso più storico. I musicisti non sono esseri astratti. Hanno affrontato, come noi, il difficile di essere contemporanei. Hanno vissuto guerre e dittature, rivalità e rovesci di fortuna. Come Hans Rott, il giovane amico di Mahler, talentuoso ma troppo ingenuo per non farsi inghiottire dalle guerre musicali ottocentesche. Come Andrea Luchesi, che sparì, con tutta la sua musica, dalle cronache del Settecento. Come Franco Ferrara, direttore sublime ma che cadeva dal podio, e che si espresse insegnando ad altri a dirigere. Parti mute del canto, luce diversa su vite più grandi e più celebri.

Recensione

Un saggio che raccoglie svariati racconti di vita di coloro che vengono definiti musicisti minori, ma che molto spesso non lo sono per nulla.

Per chi ha studiato storia della musica o ha un’infarinatura generale in questo campo, é sicuramente molto facile seguirne il filo narrativo, senza ricadere in banalità. La scrittura non è infatti biografica ma alle volte passa tramite l’ausilio del racconto di fatti salienti, ad illustrarci la vita o una caratteristica comune ai più. Questa caratteristica può essere agli antipodi come no ma ci permette in ogni caso di vedere varie personalità a confronto.

Ho molto aprezzato questo testo in quanto non è così scontato trovarne al di fuori del campo musicologico vero e proprio.

Avrei maggiormente aprezzato fosse fatta maggiore luce anche sulle numerose figure femminili di musiciste, ma mi auguro a questo punto, venga destinato loro un volume a parte.

Consigliatissimo anche a chi non è del mestiere. Voto 4,5/5.

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