Recensione “Un posto dove vivere” di Midori Yamane

Titolo: Un posto dove vivere

Autore e Illustratore: Midori Yamane

Editore: Upper Comics

Data pubblicazione: 31 Ottobre 2016

Voto:4/5

Cartonato -> 10,36€


 

Sinossi

Un’autrice di fumetti racconta in modo intimistico la propria infanzia nel Giappone degli anni ’50 e ’60, analizzando i risvolti del rapporto con la sua famiglia, con la sua nazione d’origine e con l’ambiente che la circonda, tutto narrato dalla casa in cui è cresciuta. Midori Yamane, mangaka famosa nel paese del Sol Levante dagli anni ’70, ci regala in esclusiva un’opera autobiografica introspettiva di rara eleganza, raccontata con coscienza di sé e di quello che è stata, anche con un po’ di nostalgia.

Recensione

Alla parola “fumetto” la maggior parte delle persone subito si figura nella mente un albo coloratissimo e pieno di scazzottate fra supereroi, indagini del sovrannaturale o cowboy in camicia gialla e cappello a tesa larga; già le cose cambiano se si parla di manga, ed ecco che appaiono robottoni giganti e Godzilla e i suoi amici alieni e mostruosi. Ma se allontaniamo da davanti agli occhi i pregiudizi e i credo che vanno per la maggiore ci rendiamo conto che nel mondo dell’arte a vignette non ci si limita a questo: fanno la loro presenza infatti anche opere delicate e confortevoli come la carezza leggera di un petalo di rosa caduto dall’alto dell’arco dove le radici della pianta si ingarbugliano, come i pensieri quando insieme al buio della notte arriva la sonnolenza. “Un Posto dove Vivere”, oltre che ad essere una narrazione dolce e capace di condurti verso orizzonti inesplorati, è un volume molto educativo. Sono infatti fornite molte informazioni sul Giappone dopo la seconda guerra mondiale e sui suoi costumi e tradizioni; inoltre veniamo a contatto con un universo molto distante dal nostro, consolidato da valori profondamente radicati e nutriti con cura. La famiglia vi appare preponderante, seguita dal rispetto e dalla gentilezza nei confronti del prossimo. Interessante è anche il modo in cui l’autrice riporta fatti della sua infanzia in modo semplice e al contempo affascinante raccontandoci la costruzione di una casetta giapponese in quel periodo, incantandoci con le loro feste e il modo in cui venivano celebrate nel confortevole nido familiare, esplicando i suoi genuini passatempi, lontani anni luce da PlayStation e cellulari ultra tecnologici che oggi spesso rendono i bambìni schiavi dei loro pixel colorati già dalla più tenera età. Per quanto riguarda il comparto grafico, i disegni non sono particolarmente elaborati, almeno per rappresentare i personaggi all’interno di questa favola autobiografica, ma il nostro occhio è in grado di cogliere alcuni dettagli nelle pagine che ci fanno comprendere come il tratto utilizzato per le figure in primo piano sia una scelta artistica che permette al lettore di focalizzarsi di più sulla voce narrante e le piccole didascalie che spuntano come funghetti tra un monologo e l’altro. Veramente un ottimo fumetto, che intrattiene ma allo stesso tempo insegna molto; se cercate qualcosa che vi riscaldi l’animo con una narrazione che vi culli come le salde braccia di un genitore amorevole, o se come me siete degli appassionati di cultura nipponica, non potete assolutamente lasciarvi scappare quest’opera d’arte!

Voto: 4/5

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