L’inevitabile disgregazione delle vocal band

Nel mondo della musica vige una rigida e impassibile regola, una legge non scritta che conduce milioni di fans sull’orlo della disperazione e porta scompiglio in produttori e case discografiche. L’ombra che si staglia sul destino dei gruppi musicali non lascia scampo e, fatale e minacciosa, oscura l’animo dei tanti patiti e supporters di famosissimi complessi dal successo internazionale. Eh si signori miei, è inevitabile; arrivati ad un certo punto della loro carriera le band, non importa quanto popolari siano, tendono ad implodere, disseminando cuori infranti e nuove aspiranti star liberatesi dai vecchi compagni di notorietà e musica. Devo farvi qualche esempio? La mia lunga lista (altro che rotoloni Regina) si estende da gruppi più recenti come gli One Direction (a regola sarebbero stati tutti solisti fin dall’inizio, se non ci avesse pensato la giuria di X factor UK) o le Fifth (dovrebbero essere fourth adesso) Harmony e per l’amor del cielo i JONAS BROTHERS fino a risalire ad epoche passate che paiono lontane anni luce, ma che tutt’ora spiccano nelle cicatrici dei cuori degli ammiratori più accaniti: i Take That, le Destiny’s Child, le Spice Girls, i Police, The Clash e tantissimi altri, gruppi dai quali hanno cavato le gambe in modo egregio intraprendendo l’attività da solista unicamente Bèyonce, Robbie Williams e Sting. Ma perchè la piaga della disgregazione deve abbattersi in modo impietoso ogni volta che un insieme di artisti decide di collaborare, unendo fatiche, impegni e splendide voci? A che scopo abbandonare il familiare ambiente di partenza, separarsi da amici e deludere tanti sostenitori per gettarsi a muso duro nell’appartata, e ovviamente più redditizia se tutto va bene, carriera solista? Presto detto, ve l’ho anche anticipato con la frase precedente: il dinero. Niente tira di più dei soldi e della gloria da star, del sentir gridare unicamente il proprio nome dai fans che si scatenano sotto il palco; oltre a ciò in queste decisioni c’è spesso un sostrato di egocentrismo e voglia di prevalsa sugli altri membri della banda, un senso d’ambizione di voler essere sufficienti a se stessi che porta a preferire la libertà di poter prendere decisioni autonomamente, escludendo possibili scontri con i compagni. Quando una voce si leva dal coro divenendo un’unica melodia a sè stante arrivano quasi sempre a pioggia i litigi tra celebrità, le ripicche e le tensioni amare fra persone che fin poco tempo prima dichiaravano di essere una cosa sola e si scorgevano abbracciarsi nei videoclip musicali di tendenza. Il risultato di questi battibecchi inutili? Accrescere ancora di più la fama del singolo oppure segnare la celere decadenza di entrambe le parti in questione, che vedono venir meno l’appoggio dei più fedeli ammiratori e groopies; Link ->

Tirando le somme del mio sconclusionato discorso, non c’è niente di male a voler ricercare un’attività da solista per chi voglia intraprendere un percorso nuovo o per chi non si trovava più a suo agio con i restanti membri della band. Una volta che Harry Styles ha lasciato gli One Direction le fans se ne sono dovute fare una ragione, facendosi forza pensando che magari quel distaccarsi dal primordiale nucleo di giovani cantanti giovasse al beniamino non tanto in senso economico, quanto personale; meno stress, più privacy, niente più probabili scontri con gli altri ragazzi, un cammino tutto inedito davanti a lui, che magari soffriva a sentirsi vincolato a Louis, Niall e co, pur volendo loro bene.

Quello che proprio non mi piace invece è quando, una volta lasciato il gruppo, la star di turno e gli ex compagni iniziano una guerriglia famelica perpetuata a colpi di male lingue e rumors discriminatori e offensivi; non penso che fra persone che fino a quel momento hanno praticamente vissuto insieme ci sia bisogno di render pubblici contrasti e questioni personali, ritengo molto più discreto e giusto, anche nei confronti della passata collaborazione, discutere dei contrasti fuori dall’obiettivo delle macchinette dei paparazzi e dalle pagine delle riviste, visto che mettendo il tutto in bella mostra viene sottolineato come le ostilità e le cattiverie scambiatesi siano unicamente una sterile operazione di marketing. Dunque, solisti va bene, ma senza scannarsi con gli individui con i quali si è percorsa la lunga strada per arrivare al successo, con cui si potrebbero mantenere buoni rapporti e, magari, fare una bella reunion ogni tanto come hanno fatto i Take That recentemente:

Ora, ben consapevole che mai nessun artista di fama mondiale leggerà il mio articolo, mi dileguo e vi mando un caloroso abbraccione, che con ‘sto caldo scommetto che è proprio ciò che desiderate! Ciaoooo 🙂

Annunci

Un pensiero su “L’inevitabile disgregazione delle vocal band

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.