Recensione “La Commedia Dei Pazzi” di Marco Pennella

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Titolo: La commedia dei pazzi

Autore: Marco Pennella

Editore: Lettere animate

Genere: Narrativa contemporanea

Data pubblicazione: 9 Settembre 2016

Voto: 4/5

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Sinossi

La commedia dei pazzi narra del viaggio di Dante Corazzesi, giovane laureato in psicologia che vive in un presente immaginario dove la legge Basaglia non è mai stata proposta. Questo ha permesso ai manicomi di espandersi incontrastati, dando vita al C.D.M. ( Centro di depurazione mentale ). Dante si ritroverà catapultato nella sede più spaventosa, quella di Firenze, dove padiglione dopo padiglione scoprirà i metodi utilizzati per curare la psiche dei soggetti definiti ‘’ pazzi ‘’. La situazione però non è destinata a restar critica: alcunzi pazienti, infatti, hanno messo su un organizzazione, la Resilienza, per provare a combattere il C.D.M. dall’interno. Ma anche il Primario della clinica ha le sue carte da giocare, il più astuto e spietato criminologo italiano: il dott. Virgilio Guidi.

Recensione

In primis devo specificare che se c’è una cosa che adoro, oltre le bruschette al pomodoro a metà pomeriggio in una calda giornata estiva, sono i racconti rivisitati. Santo Cielo come mi piace assaporare una storia condita in una salsa diversa, a prima vista estranea ma man a mano che la leggi i cassetti della mente iniziano ad aprirsi, facendo librare in aria ricordi e nomi che ti donano un senso di familiarità caldo e confortante. È affascinante come il collocare una vicenda in un’altra epoca, in un altro luogo, variando minimamente i personaggi o rendendoli parodie grottesche o stranianti degli originali possa saper dare alle parole che leggiamo un’animata corposità, nonché permetterci di partire a tavoletta con l’immaginazione e crearci i nostri personali scenari e prospettive, i nostri beniamini dipinti con pennelli differenti.
Certo, la Commedia dei Pazzi non è proprio una manipolazione della Divina Commedia, ma gli spunti che le si riferiscono traboccano dalle pagine procedendo nella lettura. Per quanto riguarda me basta soltanto il nome Dante per figurarmi un distinto signore in cappa rossa con il famosissimo nasone adunco che fa la sua bella mostra in un ritratto di profilo! Oltre al giovane Dante in felpa, un insolito e misterioso Virgilio con la migliore poker face di questo mondo, una Beatrice insospettabile e distrutta dalla delusione d’amore ritroviamo una sorta di “gironi” infernali nel C.D.M, Centro di Depurazione Mentale, una sorta di manicomio dove molte persone sono rinchiuse, senza alcuna dignità e con i diritti calpestati, e spesso giustiziate. In uno dei piani dell’Istituto troviamo Francesco, che ci riporta al canto V dell’Inferno, segregato al C.D.M poiché omosessuale, diviso dal suo amato Paolo da un labirinto impercorribile dove molti altri hanno trovato prima di lui la morte. Ancora il vecchio Caronte, una versione parodica del traghettatore infernale a bordo di un furgoncino bianco che trasporta Dante nella sua nuova provvisoria casa; l’avido e mellifluo Pluto che lucra sulle disgrazie altrui e il saccente e rigido Minosse sono soltanto altri due personaggi che ho ritenuto doveroso citare all’interno del romanzo. C’è poi la Resilienza, quella capacità che sviluppano determinate persone di superare e affrontare a muso duro le difficoltà o un grande trauma della loro vita, che in questo caso è una Resistenza formatasi all’interno del folle luogo, capitanata da alcuni dottori pentiti e da molti pazienti che tramano contro il terribile Primario, macchiatosi di atroci cattiverie nei confronti di molti innocenti e spietato all’inverosimile. La situazione che permane all’interno del C.D.M. è ovviamente, come ci fa notare anche lo scrittore in prefazione al libro, inventata e frutto di fantasia, ma ricalca molti tremendi episodi realmente accaduti in numerosissimi manicomi italiani e non; forse ormai ce ne siamo dimenticati, o forse abbiamo voluto nascondere le memorie di un passato così osceno sotto una rudimentale tomba di ricordi rimossi, per orrore o per colpevolezza, ma queste cose succedevano davvero. E magari succedono anche adesso, in contesti e luoghi diversi. Sul serio poveri individui, abbandonati a loro stessi nella più maligna delle indifferenze hanno patito dolori inimmaginabili, hanno dovuto subire le torture fisiche e psicologiche di medici o infermieri disumanizzati dalla loro follia di potere, quante donne sono state violentate, quanti uomini sono stati umiliati in piccole celle umide, costretti a rimanere a stretto contatto con liquami e altre sporcizie, mal nutriti, seviziati, ma soprattutto dimenticati. Quante persone speciali hanno subito trattamenti rudi e maneschi dalle guardie, hanno pianto inconsapevoli del perché stessero subendo tali atrocità nel buio del loro angolino dopo l’ennesima doccia gelata, dopo il brusco pasto cacciatogli giù in gola a forza? A quante menti brillanti sono state tarpate le ali, giovani gettati su lettini sudici con i polsi e le caviglie legati stretti da cinghie di cuoio duro, con i pensieri simili ad api che sbattono alle pareti di vetro del bicchiere sotto cui un dispettoso bambino le ha intrappolate, addormentati dall’enormità di pastiglie ingurgitate contro la loro volontà.
Credo fermamente che l’autore di “La Commedia dei Pazzi” oltre a fornirci un romanzo da leggere con piacere, scorrevole e ben organizzato, veramente ricolmo di colpi di scena e situazioni che mi hanno estorto più che un sorriso o una lacrima, sia stato determinato ad inserire anche questo aspetto nel suo libro, a delineare in modo pittoresco e irreale le crudezze perpetrate per anni all’interno di Centri di Igiene Mentale o manicomi per far sì che un passato nemmeno troppo lontano ogni tanto ci bussi sulla spalla, per ricordarci che sono accadute delle oscenità tali e che è importantissimo non gettare tutto nel dimenticatoio; la memoria di queste persone va onorata e vi va portato rispetto ma soprattutto deve ben rimanerci impresso a fuoco nella mente che cose del genere non dovranno accadere mai, mai più nella storia dell’umanità. Che ogni persona è speciale e unica e che ha i suoi diritti che devono necessariamente essere rispettati e trattati con cura e riguardo. Donna, uomo, bimbo, omosessuale, diversamente abile, anziano, di etnia o ideali differenti; siamo tutti uguali di fronte a madre natura e tutti quanti degni dei diritti che ci vengono donati in quanto esseri umani. Tutte queste differenze futili, impalpabili come finissima sabbia candida, devono divenire fumo, sciogliersi come ghiaccioli sotto il sole cocente, consumarsi come candele profumate. Perdersi nello spazio siderale, che più profondo non si può, tra un milione, un miliardo di stelle incandescenti.

Voto: 4/5

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