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Oggi vi porto a fare un viaggio tra i profumi dell’autunno e la magia della Radura Incantata. In collaborazione con LCS – Ultime dai libri, ho avuto il piacere di intervistare l’autrice Antonella Arietano per parlare del suo libro, Il Folletto Martin e le mele di Gedeone.
In questa piacevole chiacchierata, Antonella ci svela come è nato il legame speciale tra il vivace folletto Martin e l’imponente gigante Gedeone. Tra il valore della pazienza, la scoperta del proprio talento attraverso la Pixikum e l’importanza di rimediare ai propri errori, l’autrice ci porta dietro le quinte di una storia ricca di significato ed emozioni per grandi e piccini.
Buona lettura!
Quando hai capito che Martin aveva ancora qualcosa di importante da raccontarci e che meritava una nuova storia tutta sua?
Quando ho scritto i racconti di “Avvento nella Radura Incantata” ho volutamente inserito un collegamento tra due di loro, “Un albero di Natale per Gedeone” e “Un Famiglio per Natale”, che potrebbe essere sfuggito a molti: la volpe che si introduce nella baita di Gedeone è la stessa che Martin incontra nel bosco, incastrata nei rovi, e che diventa il suo Famiglio. Si tratta di Bella, in effetti. Da quel momento ho aspettato il momento giusto per creare una storia che richiamasse questo dettaglio, e l’occasione si è presentata con “Il Folletto Martin e le mele di Gedeone”. E poi mi stuzzicava molto l’idea di creare un’amicizia speciale tra il Gigante buono e il giovane Folletto vivace e combinaguai! Me li vedevo benissimo, una combinazione davvero peculiare, non potevo non sfruttare questa idea.
Tra Avvento nella Radura Incantata e quest’ultima avventura, come ritrovi cambiato Martin? In che modo cresce rispetto alla sua precedente sfida?
Sono passati pochi mesi in realtà, si passa da dicembre al settembre successivo. Martin è sempre impaziente, ma è certamente cresciuto, quindi è rapido nel trarre lezioni da quello che accade nel giardino di Gedeone. In questa nuova storia ne conosciamo anche l’aspetto più irruente e vivace: combina guai perché si lascia guidare dalla fretta, dall’irruenza dell’infanzia. Non ha ancora acquisito l’importanza di dedicarsi alle cose con attenzione e pazienza, ma imparerà durante la Pixikum dal Gigante come gestire questo aspetto al meglio.
Cosa rende la Pixikum così speciale nell’universo della Radura Incantata da farne il perno attorno a cui ruota l’intero racconto?
Streghe e Fate hanno un Talento speciale che nasce con loro, di cui diventano facilmente consapevoli. In più, possiedono la magia, perciò tutta la loro vita ruota attorno al mettere a frutto ciò che sanno fare meglio con un pizzico d’incanto. I Folletti, invece, non possiedono la magia; scoprire ciò che sono portati a fare è fondamentale per dare un “senso” più completo alla loro vita. Un mestiere per un Folletto non è solamente un modo di contribuire alla società, né tantomeno di portare a casa la pagnotta: è ciò che li contraddistingue, che completa il loro stare al mondo. Una vocazione, in pratica. La Pixikum, ripetuta ogni anno a partire dai dodici anni, offre ai giovani Folletti la possibilità di sperimentare diverse Capacità, per capire quale potrebbe essere la loro. Non è facile da trovare, bisogna cercarla. E questo la rende una conquista preziosa.
Martin e Gedeone si trovano a condividere un momento cruciale: quali sfumature emotive o valori hai voluto mettere al centro del loro rapporto?
Martin e Gedeone sono molto diversi: l’uno giovane, vivace, si dedica alle cose con troppa foga e tralascia i dettagli, ma buono e gentile; l’altro grande, grosso, scorbutico e restio a stabilire legami, ma sotto sotto buono come il pane. Sono due brave persone, e ciascuno può imparare dall’altro: Gedeone grazie a Martin può allenare la pazienza e può sperimentare la soddisfazione nel trasmettere le proprie conoscenze ad altri; Martin impara da Gedeone la dedizione al lavoro, la cura, il bisogno di prendere le cose con la giusta calma per fare bene. Sono due creature opposte, fisicamente e per temperamento, ma sono accomunate dal fatto di non possedere la magia. Mi piacerebbe che attraverso la loro amicizia passasse il messaggio che c’è sempre modo di trarre profitto dalle situazioni più improbabili; non sappiamo mai che cosa potrà regalarci un’esperienza apparentemente indesiderabile, meglio affrontare ogni sfida con apertura e fiducia.
L’autunno e i frutti del raccolto regalano al libro un’atmosfera molto suggestiva. In che modo questi colori e questi temi hanno guidato la tua scrittura?
La mela è un simbolo caratteristico di Mabon, ovvero la celebrazione dell’equinozio d’autunno che sta alla base del racconto. Sapevo di voler scrivere una storia in cui ci fossero mele, tante mele, e il posto migliore per trovarne nella Radura Incantata è il frutteto di Gedeone. Inoltre, l’inizio dell’autunno è un momento che invita a lasciare da parte la frenesia dell’estate per ritrovare calma ed equilibrio; Martin incarna l’energia dell’estate, mentre Gedeone, con la sua attitudine pacata e riservata, è molto più autunnale. L’incontro tra i due esprime alla perfezione il passaggio da una stagione all’altra. Infine, il verde è il colore che rimane prima che le piante si colorino di rosso e d’oro e perdano le foglie; c’è tanto verde nelle illustrazioni di questo libro, a rimarcare da una parte la giovinezza del Folletto, dall’altra il legame del Gigante con il suo giardino.
Se dovessi individuare il cuore d’insegnamento di questa avventura, quale verità su se stesso scopre Martin che risuona anche per chi legge?
Martin scopre l’importanza di mettere il cuore in ciò che fa, sempre. È l’impegno profuso in un’azione che ne determina il valore. Il risultato può essere inferiore alle aspettative, ma se si è spesa energia buona per portare a termine il compito, allora la differenza si sentirà in ogni caso. Impara anche l’importanza di rimediare ai propri errori: sbagliare ci sta, fa parte del crescere e dell’evoluzione individuale, ma occorre sempre porre rimedio. A volte un “mi dispiace” è sufficiente. Mi auguro che questi messaggi possano arrivare ai piccoli lettori e lasciare loro qualcosa di buono.
Giocando un po’ con la fantasia: se l’autrice Antonella Arietano vivesse nella radura, quale talento o virtù segreta vorrebbe veder fiorire?
Strega Antonella vorrebbe comunque scrivere! Mi piacerebbe però possedere un po’ più di pollice verde: sviluppare l’attitudine e le conoscenze per curare le piante, sapere quali raccogliere e che usi farne. Sì, mi piacerebbe essere una Strega Verde!
Ringrazio di cuore Antonella Arietano per la sua disponibilità, la dolcezza e per averci guidato con le sue parole tra i colori della Radura Incantata. Un grazie speciale anche al team di LCS – Ultime dai libri per questa splendida collaborazione. E a voi che avete letto fino a qui: grazie per il vostro tempo e continuare a seguirmi per altre novità e contenuti dedicati al mondo dei libri!
