Intervista al Soprano Federica Vitali: “Il ruolo che in questo momento ha un posto particolare nel mio cuore è Madama Butterfly”

Federica Vitali, Soprano. Inizia gli studi di canto nel 2009 e frequenta Masterclass internazionali con Alberto Gazale, Elena lo Forte, Giuseppe Sabbatini, Nicola Martinucci, Alessandra Althoff-Pugliese, Monserrat Caballe, Renata Scotto. Nel 2016 viene selezionata per il “Corso di alta specializzazione per voci Verdiane” del Teatro Comunale di Bologna. Attualmente studia sotto la guida del soprano Elisabetta Battaglia.

Vince premi e riconoscimenti internazionali, tra cui il premio come più giovane talento al Concorso “Spiros Argiris” , il secondo premio al Concorso Internazionale “Giulio Neri”, il premio speciale della Wiener Staatsoper al Concorso “Salicedoro”, il terzo premio al Concorso “Maria Kraja” a Tirana, è finalista alla prima edizione del concorso “Callas” a Verona, vince il ruolo di Violetta ne La Traviata al concorso “Voce All’Opera” e viene selezionata come Amalia ne I Masnadieri al concorso “Voci Verdiane” di Busseto

Ha fatto il suo primo debutto nel 2010 come Clarina ne La Cambiale di Matrimonio e negli anni successivi debutta nei ruoli di Mimì e di Musetta ne La Bohème, nel ruolo di Violetta ne La Traviata, è la prima interprete di Malvy nella prima esecuzione mondiale di “Una DiVino Commedia” del premio Oscar Luis Bacalov, debutta nel ruolo di Micaela in Carmen e nel ruolo di Amalia ne I Masnadieri per il Festival Verdi di Parma.
Il 2018 segna il suo debutto nel ruolo di Cio-Cio San in Madama Butterfly al Teatro Carlo Felice di Genova e successivamente debutta nel ruolo di Antonia ne Les contes d’Hoffmann al Teatro San Carlo di Napoli, è nuovamente Cio-Cio San in Madama Butterfly al Teatro Verdi di Trieste e Micaela ne La Carmen al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino

Tra gli impegni futuri, tornerà al Teatro Verdi di Trieste come Musetta ne La Bohème.


Salve Federica, la ringraziamo per aver accettatoto di essere intervista da muatyland.com, Iniziamo chiedendole: come e quando si è avvicinata allo studio della Musica?

Mi sono avvicinata allo studio della musica quando ero alle scuole medie e suonavo il sassofono in banda e il pianoforte, ma ancora non avevo idea di cosa fosse l’opera lirica. 


Quando è arrivato l’amore per l’Opera? Quando invece ha capito che avrebbe voluto farne un lavoro?

Ho scoperto l’opera in modo inaspettato a 20 anni in un momento molto difficile della mia vita. L’anno dopo ho deciso di provare a studiare canto per svago e ho così cominciato in una scuola di musica vicino casa. Dopo un anno di studio mi fu detto che avrei potuto farlo come lavoro e grazie al mio primo insegnante ho debuttato il primo ruolo e ho cominciato a partecipare a concorsi di canto. Al primo concorso ero terrorizzata e non andò bene, ma al secondo vinsi una borsa di studio come più giovane talento e i giurati mi incoraggiarono a continuare.

Tutto è cominciato molto in fretta e senza che io conoscessi nulla del mondo dell’opera. Avevo visto solo un’opera dal vivo all’Arena di Verona: Aida


Quando si approccia ad un nuovo spartito, come organizza lo studio dal punto di vista drammaturgico, interpretativo e musicale? Come crede che questi fattori debbano influenzarsi ed interagire tra loro per una migliore esecuzione?

Sono una persona molto sensibile ed istintiva e per questo il primo approccio a un nuovo ruolo è ascoltare, emozionarmi ed entrare in empatia col personaggio. Dopodiché apro lo spartito e comincio lo studio prima da sola, poi con la mia insegnante e infine con il pianista.

Per me è importantissimo oltre allo studio della musica la preparazione della parte teatrale: studiare, capire il personaggio e assimilarlo. L’opera deve essere teatro in musica. Non solo uno o l’altra. Per questo quando non riesco a capire e sentire un personaggio non riesco neanche a rendere bene dal punto di vista vocale e musicale. 


Ha fatto il suo primo debutto nel 2010 come Clarina ne La Cambiale di Matrimonio. Ha poi debuttato in Boheme e Traviata, fino ad arrivare ai Masnadieri al Festival Verdi del 2016. Come ricorda i suoi primi debutti? Quali emozioni hanno scaturito in lei? In cosa è cambiato (se è cambiato) il suo approccio ad un nuovo personaggio?

Il primo debutto è stato come una droga. Sentire per la prima volta un’orchestra che sostiene la tua voce è una sensazione pazzesca. Non si può più farne a meno. E la prima volta che ho cantato ruoli drammatici e da protagonista è stato il momento in cui ho raggiunto la possibilità di massima espressione personale. Per fortuna ho avuto tante e grandi possibilità di affrontare ruoli complessi e che amo poter mettere in vita sul palco. 

Quello che è cambiato con gli anni nella preparazione ad un personaggio è solo il maggior controllo di me stessa nell’esecuzione. Il non superare il limite in cui il personaggio ti inghiotte completamente e perdi il controllo vocale.


Il suo ruolo preferito e perché? Quale ruolo invece le piacerebbe affrontare in un prossimo futuro?

Il ruolo che in questo momento ha un posto particolare nel mio cuore è Madama Butterfly. Mi ha dato grandi soddisfazioni e mi ha aiutata a uscire da un momento di stallo e di difficoltà in cui non sapevo cosa fare del mio futuro. È un ruolo che mi lacera, ma che mi fa rinascere e scoprire me stessa tutte le volte.

Nel prossimo futuro vorrei poter debuttare Liù in Turandot e Nedda nei Pagliacci.


C’è un ruolo che è stato particolarmente ostico ad un primo approccio, ma che poi le ha dato grandi soddisfazioni?

Il ruolo che nonostante la grande difficoltà mi ha dato più soddisfazioni è ancora una volta Cio Cio San in Madama Butterfly.


Opera preferita? Ha un autore che sente più affine a se?

Non ho un’opera preferita, ma Giacomo Puccini è sicuramente il mio compositore preferito. 


Come descriverebbe la sua vocalità?

Non mi piace classificare e relegare la voce in una categoria limitata perché è uno strumento unico e siamo tutti diversi. Posso dire però che affronto il repertorio lirico.


Qual è l’artista vivente che stima di più e perché? E da quale mito del passato si sente maggiormente ispirata?

L’artista vivente alla quale sono più legata è Angela Gheorghiu perché è stata la prima artista che ho ascoltato. Grazie alla sua Traviata mi sono innamorata dell’opera. 

Invece il mito del passato che adoro è Monserrat Caballè


Nel 2016 è entrata a far parte della Scuola dell’opera di Bologna per il corso di alto perfezionamento per voci verdiane. Può raccontarci di questa esperienza?

È stata una bellissima esperienza che mi ha permesso di crescere tantissimo. Ho affrontato uno dei ruoli più difficili che ho cantato e ho potuto lavorare con Leo Muscato che oltre ad essere un bravissimo regista è stato il didatta di cui avevo tanto bisogno per imparare a indirizzare al meglio le mie energie ed intenzioni come attrice. 


Lei ha vinto premi in diversi concorsi internazionali tra cui il premio come più giovane talento al concorso internazionale Spiros Argiris, il secondo premio al concorso Giulio Neri e si è guadagnata il ruolo di Violetta ne LA TRAVIATA al Teatro Filodrammatici di Milano nell’ambito del Concorso Voce all’opera, organizzato dagli Amici del Loggione del Teatro alla Scala. Ha vinto inoltre il premio speciale della Wiener Staatsoper al Concorso Salicedoro e il terzo premio al concorso Maria Kraja a Tirana, Albania. È stata finalista al concorso internazionale Maria Callas e al concorso Gaetano Fraschini. Come queste vittorie hanno arricchito il suo percorso di formazione e di studio e come crede abbiano influenzato il suo percoso successivo? Ricorda maggiormente una di queste rispetto alle altre? Se si, quale?

I concorsi sono stati croce e delizia. A volte ti schiacciano e a volte ti elevano. Sono stati ad ogni modo fondamentali per capire che strada prendere, quali cose andavano sistemate, quali erano i punti di forza e per imparare a mettersi in discussione e per imparare dagli altri concorrenti.

Quelli che ricordo con più affetto sono lo “Spiros Argiris” e il “Callas“. 


Quali appuntamenti occuperanno il suo calendario prossimamente, può darci qualche anticipazione?

Ad ottobre debutterò al Maggio Musicale Fiorentino nel ruolo di Micaela ne La Carmen, poi sarò a Trieste con La Bohème e debutterò un grande ruolo verdiano che ancora non posso ufficializzare.


Quali aspettative ha per il futuro? Come si vede da qui a 10 anni?

Mi vedo felice. Spero che la carriera proceda al meglio e di avere grandi soddisfazioni, ma spero anche di avere una vita piena di affetti e felice in generale non solo nel lavoro.


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