A quarant’anni compiuti, il Curvo ha visto crollare le certezze del suo piccolo mondo e sente di non avere niente in cui credere. Reduce da una serie di fallimenti professionali e sentimentali, tocca il fondo una sera qualunque: perde le chiavi di casa, si ubriaca e finisce addormentato su un tavolino della solita birreria, il Birba. È lì che lo trova il Coach. Si conoscono da vent’anni, e il Coach è convinto di avere con lui un vecchio debito da saldare. Così, in un attimo, un incontro casuale diventa una karmica mossa del destino; il Coach si propone di aiutare il Curvo a riprendere in mano la sua vita, nell’unico modo che conosce: la corsa. Controvoglia, il Curvo accetta. E quasi senza accorgersene si ritrova trascinato nel bizzarro microcosmo del Vamos Running Club. Allenamento dopo allenamento, una sfida prende forma: preparare una maratona. Per il Curvo, però, non è solo una gara. È forse l’ultima occasione per capire se è ancora capace di andare avanti.
Titolo: Running club
Autori: Emanuele Galesi
Editore: Santelli editore
Genere: Narrativa
Data pubblicazione: 5 Giugno 2026
Voto: 4/5
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Recensione
Bentornati a tutti, lettori! Oggi sono qui per parlarvi di una lettura nata in collaborazione con Santelli Editore: l’autore Emanuele Galesi ha infatti scritto Running Club, pubblicato a giugno 2026.
A volte, la vita ti mette con le spalle al muro proprio quando pensi di aver già dato tutto. È quello che accade al “Curvo”, il protagonista che, varcata la soglia dei quaranta, si ritrova a fare i conti con il naufragio di ogni sua ambizione. Non è un eroe, è un uomo che ha perso la rotta, fino a quando un incontro fortuito in una birreria non gli offre una via d’uscita inaspettata.
Il “Coach”, una figura che sembra uscita da un intreccio karmico, non gli propone una terapia tradizionale, ma qualcosa di molto più fisico e faticoso: la corsa. Quello che nasce come un obbligo controvoglia si trasforma presto in un percorso di riscoperta, dove l’obiettivo non è solo tagliare il traguardo di una maratona, ma capire se, dopo tanti scivoloni, sia ancora possibile andare avanti. Galesi confeziona un romanzo che ha il pregio della sincerità.
La scrittura è matura, asciutta, capace di reggersi con autonomia narrativa senza bisogno di appoggiarsi a vicende personali. L’ambientazione, una Brescia vissuta e reale, non è un semplice sfondo decorativo, ma un tessuto vivo fatto di luoghi quotidiani, birrerie e angoli che sanno di vissuto, regalando a chi legge una sensazione di autenticità immediata. Il cuore pulsante del libro, però, risiede nella coralità dei personaggi. Attorno al Curvo ruotano figure fragili, ognuna segnata da una crepa interiore: il Coach che insegue i chilometri per tacitare i fantasmi del passato, Stella con il suo abisso di solitudine, Claudia e le sue domande senza risposta. Sono anime che cercano, attraverso il movimento o il confronto, un modo per gestire il dolore senza nasconderlo.
Il vero valore di questo romanzo sta nel modo in cui l’autore tratta la vulnerabilità: non come un difetto da estirpare, ma come un tratto essenziale del nostro essere. Non troverete eroismi di facciata o drammi carichi di retorica; troverete, piuttosto, il ritratto lucido di quanto sia complicato, ma necessario, accettarsi per quello che si è.
Lettura particolarmente consigliata a chi sente il peso degli anni che passano, a chi cerca una lettura che unisca cinismo e profonda umanità senza cadere nel sentimentalismo, e a chi ama le storie dove il percorso conta più della meta, parlando a chi ha già vissuto qualche tempesta e sa che, a volte, l’unico modo per guarire è semplicemente ricominciare a muoversi. Voto 4/5
