I fiori della notte, la forza del riscatto: Licia Tumminello e la voce delle gelsominaie ne “La lunga estate dei gelsomini”

Nella Sicilia dell’estate del 1945, mentre l’Italia tenta di risollevarsi dalle macerie della guerra, nella piana di Milazzo si consuma una battaglia silenziosa ed estenuante. Tra la mezzanotte e l’alba, migliaia di donne e bambine lavorano chine nella fango per raccogliere delicati fiori di gelsomino, destinati ai più lussuosi profumi francesi. Per loro, tuttavia, non c’è traccia di quel lusso: solo una fatica immane, l’ombra del caporalato e salari da fame. È da questo scenario storico dimenticato che nasce La lunga estate dei gelsomini di Licia Tumminello.

La protagonista di questa intensa saga è Grazia, ventitré anni e caposquadra delle braccianti, cresciuta con il sogno spezzato di diventare maestra e con il desiderio di ereditare il coraggio di una zia libera e indipendente. In un mondo che continua a imporle di “stare al suo posto”, il ritorno in paese di Francesco — un vecchio compagno di scuola diventato medico al Nord — riaccende in lei la consapevolezza dei propri diritti e la spinta a non tacere più di fronte agli abusi.

Incoraggiata da questo sentimento ritrovato e dalla vicinanza alle sue compagne di lavoro, Grazia troverà la forza di guidare una protesta storica per la dignità, il rispetto e la libertà di tutte le donne.

Ispirato a vicende reali della nostra Storia contemporanea, il romanzo di Licia Tumminello offre un ritratto intimo, polifonico e appassionante di una comunità femminile che ha saputo lottare per conquistare un futuro diverso.

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