Toy Story 5: Il ritorno dei giocattoli al momento giusto

Eccomi qui, cari lettori! C’è un film che ho visto poco tempo fa al cinema di cui avevo assolutamente dimenticato di parlarvi, e non mi sarei mai perdonata se non avessi rimediato subito. Sto parlando di Toy Story 5, uscito nelle sale lo scorso giovedì 18 giugno 2026, distribuito da Walt Disney. Lo ammetto: quando ho sentito l’annuncio di un quinto capitolo ho storto il naso. Dopo ben quattro film straordinari, il rischio di cadere nel banale o nell’operazione puramente commerciale era altissimo. Invece, la Pixar ha sfornato un cartone d’animazione che non solo evita i cliché, ma arriva veramente al momento giusto. Si tratta di un’opera che sposta il fulcro della narrazione sui monitor, sui tablet e sui dispositivi elettronici che oggi vengono dati ai bambini per giocare, analizzando come questi li allontanino dalla realtà, dalla socializzazione e dalla creatività che solo il gioco vero sa dare.

La storia mette subito al centro Jessie. La nostra cowgirl preferita è terrorizzata dall’idea che la sua bambina, Bonnie, la abbandoni proprio come avevano fatto a loro tempo l’amata Jennifer e, successivamente, Andy. Sappiamo bene che la crescita dei bambini è il dramma biologico dei giocattoli, destinati a essere accantonati. Questa volta, però, il nemico non è solo il tempo che passa, ma un rivale subdolo, freddo e magnetico: la tecnologia. I mille dispositivi elettronici rubano il tempo ai giovanissimi, impedendo loro di continuare a giocare nella realtà. L’era dei giocattoli tradizionali sembra arrivata al definitivo tramonto e l’intera banda – da Rex a Dollie, da Slinky Dog a Mr. e Mrs. Potato – teme un imminente destino di estinzione. Quando i genitori regalano a Bonnie un tablet, Jessie si vede perduta. Decide quindi di chiedere l’aiuto di Woody e Buzz, richiamando tutti gli amici di sempre, a partire dal fido destriero Bullseye. Nel frattempo, la trama si arricchisce di risvolti caotici ed esilaranti: da un container escono decine di Buzz Lightyear che individuano in Jessie e nella sua stella da sceriffa il “comando stellare” che sono destinati a incontrare. E, in tutto questo, il Buzz originario cerca disperatamente il momento perfetto per chiedere a Jessie di unirsi a lui per sempre.

Toy Story 5 affronta a viso aperto l’elefante in salotto dei nostri giorni: il modo in cui i device hanno soppiantato non solo il gioco attivo e in presenza, ma la possibilità stessa di farsi degli amici disposti a condividere lo spazio reale rispetto a quello virtuale. Come da tradizione per la saga ideata da John Lasseter, regista dei primi due storici episodi, la sceneggiatura scava nelle paure più profonde dei bambini e degli adulti: l’abbandono, la solitudine, la mancanza di veri legami e il sentimento di estraneità rispetto a ciò che li circonda. Ma l’angolatura, come al solito, non è quella dei genitori o dei figli, bensì quella, vulnerabile e commovente, dei giocattoli ad alto rischio di abbandono.

“Non stavolta”, asserisce con fermezza Jessie davanti allo spettro dell’ennesimo distacco forzato. E la sua non è una resa: lotterà con tutte le sue forze per riavvicinare Bonnie a un’altra bambina che abbia la sua stessa immaginazione e la stessa voglia di divertirsi con i giocattoli di sempre. Quei giochi concreti che richiedono uno sforzo di fantasia per creare mondi fantastici e che aiutano i bambini a decodificare la realtà, preparandoli ad entrarci da grandi. Il rischio più grande di questo film era quello di cadere nel moralismo spicciolo, trasformando i tablet e le interazioni online nel cattivo di turno in stile tecnofobico. La Pixar, anche per ovvi motivi di equilibrio commerciale, evita la trappola e trova una mediazione narrativa geniale: dare un ruolo chiave nella storia agli antesignani di quei device, ovvero le vecchie tecnologie presto superate e dimenticate nei cassetti di casa.

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A causa della spaventosa velocità di rinnovamento tecnologico e dell’obsolescenza programmata, i vecchi dispositivi elettronici scoprono di condividere lo stesso identico destino di Jessie e compagni: essere rottamati in tempi sempre più brevi. Questa consapevolezza li trasforma da nemici ad alleati naturali dei giocattoli di pezza e plastica. I veri cattivi si confermano così essere le dinamiche umane, impersonate dalle mean girls della scuola elementare che escludono Bonnie, trasferendo i loro gossip al veleno nelle chat di gruppo. Il problema profondo non è lo strumento, suggerisce il film, ma il modo in cui viene usato.

La regia a quattro mani di Andrew Stanton, la mente dietro perle come Wall-E e Alla ricerca di Nemo, nonché storico sceneggiatore della saga, e McKenna Harris rispetta fedelmente la natura profonda dei personaggi. Ritroviamo l’essenza di Toy Story: solidarietà, crescita, nostalgia e i meravigliosi battibecchi tra Woody e Buzz. Il comparto musicale è impreziosito non solo dal leggendario Randy Newman, ma anche dall’eccezionale contributo della popstar Taylor Swift, che scrive con Jack Antonoff e interpreta il brano principale. La produzione esecutiva di Pete Docter, già regista di Inside Out, funge da assoluta garanzia di qualità emotiva.

Menzione d’onore per i nuovi personaggi: il tablet Lilypad, caratterizzato splendidamente in un mix di servilismo tecnologico, incoscienza e buone intenzioni, e la bambina Blaze, un personaggio supercool capace di difendere i propri spazi di autenticità. In conclusione, Toy Story 5 ci ricorda che nella vita “non può essere tutto così facile”. I device digitali rischiano di sostituire quelle interazioni umane e quelle fatiche cognitive che sono fondamentali per crescere. Essere connessi non deve essere solo un impulso virtuale, ma il risultato di un contatto umano reale. Con questo film i bambini riscoprono il valore dei giochi veri e capiscono che le due cose possono andare di pari passo, senza abusare della tecnologia. Un colpo di genio narrativo che continua a reinventarsi aggiornandosi ai tempi che viviamo.

Consigliato assolutamente! Voi lo avete già visto? Cosa ne pensate della svolta tecnologica di Bonnie? Fatemelo sapere qui sotto nei commenti!

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