Recensione “Lotus empire: L’impero del loto” The Burning Kingdoms Vol. 3 di Tasha Suri

Mentre un’antica magia ritorna ad Ahiranya minacciando le sue stesse fondamenta, l’imperatrice Malini e la sacerdotessa Priya sono disposte a tutto pur di salvare i loro regni, persino a distruggersi a vicenda.

Malini ha finalmente reclamato il trono di Parijatdvipa, da sempre suo di diritto, proprio come profetizzato dagli dèi senzanome. Ora, per ottenere il sostegno dell’ordine sacerdotale rimasto fedele all’imperatore caduto, deve prendere una decisione terribile: consolidare il suo potere come imperatrice e bruciare sulla pira per suggellare la sua eredità oppure trovare un’altra persona disposta a farsi immolare.

Nel frattempo, Priya è sopravvissuta alle acque immortali e ora la loro magia scorre nelle sue vene. Ma nelle profondità di quelle acque si nasconde un misterioso yaksa con occhi a forma di fiore e una bocca coronata di spine, che promette protezione ad Ahiranya in cambio di un sacrificio. E per questa missione la sua scelta è ricaduta su Priya.

Titolo: The lotus empire, L’impero del loto
Autore: Tasha Suri
Editore: Fanucci
Genere: Fantasy
Data pubblicazione: 27 Marzo 2026
Voto: 4/5

Recensione

Bentornati, lettori! Oggi sono davvero felice di parlarvi di una bellissima collaborazione con Fanucci Editore dedicata a “The Lotus Empire – L’impero del loto” di Tasha Suri, l’attesissimo capitolo conclusivo della trilogia The Burning Kingdoms.

Ci sono saghe capaci di ridefinire i confini dell’epic fantasy moderno, e l’opera con cui Tasha Suri porta a compimento la sua celebre trilogia ne è la prova assoluta. Ci troviamo di fronte a un volume potente e spietato, che si muove costantemente in un perfetto dualismo tra un profondo atto d’amore e un feroce grido di battaglia, lasciando un segno indelebile nel lettore una volta arrivati alla parola fine. La narrazione si sviluppa attraverso molteplici punti di vista; una struttura ricca e sfaccettata che, se da un lato richiede attenzione e impegno per seguire l’intreccio dei numerosi personaggi, dall’altro regala un affresco politico e magico di rara bellezza. Al centro di tutto brillano le due protagoniste, Malini e Priya, ormai lontane anni luce dalle figure vulnerabili degli esordi. Malini si ritrova a gestire un potere feroce e instabile, costretta a scendere a compromessi con tradizioni spietate pur di consolidare il proprio dominio. Priya, d’altro canto, è diventata un’arma vivente, legata a creature ancestrali e a una magia immortale che scorre nelle sue vene.

La scrittura dell’autrice è pura poesia evocativa, capace di far dialogare elementi opposti: il fuoco della politica e l’acqua della magia, i complessi intrighi di palazzo e il folklore brutale di un mondo colonizzato. Pur partendo con un ritmo iniziale calibrato e riflessivo, la storia trascina dentro un legame magnetico e tormentato tra due donne straordinarie, divise da regni e ideali ma unite da un destino inevitabile. Il sistema magico, unito alla presenza di divinità enigmatiche e spaventose, crea un’atmosfera indimenticabile e ricca di fascino. Consiglio assolutamente questa lettura a chi non ha paura di immergersi in trame complesse e ricche di personaggi, a chi ama i fantasy strutturati e maturi, e a tutti i lettori che cercano storie guidate da figure femminili forti, pronte a tutto pur di difendere il proprio popolo, persino a distruggere se stesse. Voto 4/5

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