Dopo lo straordinario successo de “La portalettere” e “Domani, domani”, Francesca Giannone torna a emozionare i lettori con una potente saga familiare che si è già imposta come il libro più venduto nella narrativa multigenerazionale. In “Gli anni in bianco e nero”, l’autrice ci porta nel Salento degli anni ’60, all’interno della sartoria della famiglia Elia, dove un padre autoritario tenta invano di arginare il desiderio di libertà delle sue quattro figlie. Tra musica ribelle, letture d’evasione e sogni di emancipazione, è soprattutto la giovanissima Mimì a tracciare una strada nuova: dalla cabina di proiezione del Cinema Apollo, affascinata dai capolavori di Fellini e Visconti, la ragazza decide di prendere in mano la macchina da presa. Mentre fuori divampano le lotte studentesche e i primi movimenti femministi, Mimì filma la verità senza sconti della sua famiglia, registrando i desideri, i sacrifici e le sfide delle sorelle per dare vita a un’impresa quasi impossibile. Una narrazione intensa e cinematografica che ci ricorda come raccontare la propria storia sia il primo, fondamentale atto di resistenza per trasformare una realtà in bianco e nero in un futuro a colori.
