Tra scintille di caos e profondità dell’anima: intervista a Sergio Torreggiani, l’architetto di Elmeria

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Ci sono mondi che nascono da grandi progetti a tavolino e mondi che, invece, fioriscono da un singolo, poetico dettaglio. È il caso di Elmeria, l’universo high fantasy vibrante e psicologico nato dalla penna di Sergio Torreggiani. Con il suo romanzo d’esordio, “La Genesi del Caos”, l’autore non si limita a imbastire un’epica battaglia tra forze contrapposte, ma scava nell’interiorità dei suoi personaggi, offrendo al lettore un ritmo serrato che sa però fermarsi per riflettere. Abbiamo avuto il piacere di fare una chiacchierata con lui per scoprire come prende vita un universo letterario, tra intuizioni improvvise, l’amore viscerale per il genere fantasy e il futuro di questa nuova e promettente saga. Intervista in collaborazione con Matilde Bella.

Ecco cosa ci ha raccontato.

Come è nata l’idea alla base di questo romanzo? C’è stata un’immagine, un mito o un pensiero specifico che ha dato il via a tutto?

Essendo da sempre appassionato di fantasy, spesso la mia mente si è ritrovata a vagare tra mondi immaginari. In uno di questi momenti, in un giorno apparentemente simile a tutti gli altri, un’immagine ha catturato la mia attenzione: un piccolo villaggio, nulla più di un agglomerato di poche abitazioni con i tetti di paglia color dell’oro. Il sole del tramonto inoltrato inondava le minuscole vie di una luce tenue e malinconica. Da lì e partito tutto. Mattone dopo mattone ho costruito un universo partendo, come spesso accade, da un modesto, e solo apparentemente insignificante, dettaglio.

Com’è stato il processo di scrittura e di pubblicazione? C’è stato un momento in cui la trama ha preso una direzione completamente diversa da quella che avevi pianificato?

Nello scrivere il racconto ho cercato di seguire una linea particolare e mai scontata. Nonostante infatti avessi un’idea di massima dello svolgersi futuro degli eventi narrati, ho cercato di concedere ampio spazio alle impressioni del momento, lasciandomi libero di modificare la trama in base alle intuizioni che via via si affacciavano alla mia mente. Questo mi ha permesso di non perseguire ciecamente e ostinatamente idee precostituite, ma di adattare ogni singola scelta alla situazione corrente.

Come riesci a bilanciare un ritmo così serrato e spettacolare con le pause necessarie all’indagine filosofica e psicologica?

E’ importante, dal mio punto di vista, concedersi qualche istante per approfondire l’anima del personaggio narrante. Entrare nei suoi pensieri, provare ciò che prova nel momento stesso in cui lo prova, è la chiave per sintonizzarsi con l’essenza del protagonista. Al tempo stesso, dedicare un tempo eccessivo a queste parti potrebbe portare il lettore a dissociarsi dalla storia, interrompendo il flusso degli eventi. Per tale ragione ho sempre cercato di equilibrare le due componenti, in modo da presentare un racconto fluido ma al contempo profondo.

Se un lettore dovesse scegliere una sola emozione o una singola parola da portarsi dietro da questo viaggio a Elmeria, quale ti augureresti che fosse?

Scegliere fra le varie emozioni presenti nell’opera non è affatto facile, perché ognuna è egualmente importante e funzionale allo sviluppo della trama e dei personaggi. L’insieme di immagini, sensazioni, pensieri, introspezioni presenti nel libro consente ad ogni lettore di portarsi dentro qualcosa di differente. E credo sia proprio questa la cosa più importante. Non una definizione univoca, ma una visione altamente soggettiva, un’analisi personale che non può essere uniformata.

Dopo esserti misurato con un high fantasy così epico e psicologico, c’è un genere completamente diverso che ti piacerebbe esplorare in futuro, o il fantasy rimane la tua casa letteraria?

Credo che il fantasy rappresenti il mio presente e il mio futuro letterario. “La Genesi del Caos” costituisce solo il primo capitolo del viaggio attraverso il continente di Elmeria, il principio di una saga che mi vedrà impegnato per gli anni a venire. Quindi preparatevi ad immergervi nuovamente nei meandri di questo mondo inquieto e turbolento, dove ogni azione può determinare i destini dell’intera umanità.

Con la promessa di un viaggio appena iniziato e di un continente, Elmeria, ancora tutto da esplorare, si chiude la nostra chiacchierata con Sergio Torreggiani. Ciò che emerge dalle sue parole è la fotografia di un autore che non ha paura di farsi guidare dall’istinto e che rispetta profondamente la soggettività dei suoi lettori, lasciando loro la libertà di emozionarsi ed interpretare il testo. Ringraziamo calorosamente Sergio per il tempo che ci ha dedicato e per averci aperto le porte del suo laboratorio creativo. A noi non resta che metterci comodi e attendere il prossimo capitolo di questa saga epica; nel frattempo, vi consigliamo di non perdervi “La Genesi del Caos”. Buon viaggio a tutti voi tra le terre di Elmeria!

Il viaggio nel continente di Elmeria è appena iniziato. Lasciati travolgere dall’epicità e dai misteri de “La Genesi del Caos”: Acquista ora la tua copia su Amazon!
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