Recensione “Cosmetica del nemico” di Amélie Nothomb

Tutto comincia nella sala d’attesa di un aeroporto. Non poteva essere altri che lui, una vittima perfetta. È stato sufficiente parlargli. E aspettare che la trappola scattasse. Tutto finisce nella sala d’attesa di un aeroporto. Va detto comunque che il caso non esiste. Un giallo? Forse. Certamente la doppiezza dell’uomo, la crudeltà, la bellezza e la bruttezza.

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Titolo: Cosmetica del nemico
Autori:Amélie Nothomb
Editore: Voland
Genere: Narrativa
Data pubblicazione: 28 Settembre 2021
Voto: 5/5

Classificazione: 5 su 5.

Recensione

Insegnando, mi trovo spesso ad assegnare ai miei alunni dei romanzi da leggere. Stilare la lista dei titoli è una delle cose più complicate che ci siano, per me, perché tengo davvero tanto a farli avvicinare al mondo della letteratura. Uno dei prerequisiti necessari perché un libro sia scelto, ho avuto modo di constatare, è che sia breve, brevissimo. Meglio se sotto le cento pagine. Ovviamente questo esclude un sacco di opere meravigliose, che però so già finirebbero ricercate su ChatGPT o Gemini sotto forma di riassunto e quindi svalutate e non godute. Dunque mi sono scervellata per comporre una rosa di titoli apprezzabili da un gruppo di adolescenti con la capacità d’attenzione minata da TikTok (e non è che succede solo con i ragazzi, ma con ogni santissima generazione) che equiparano la lettura a una tortura del tipo toro di Falaride. Non tutti, sia chiaro, sto generalizzando, ma molti di loro hanno davvero difficoltà ad approcciarsi a quest’attività.

Comunque, tornando ai libri scelti, ho attinto a piene mani da una formidabile autrice belga, Amélie Nothomb, che scrive tutti volumetti brevi ma densissimi. E siccome non assegnerei mai ai miei studenti qualcosa che non ho letto io, ho comprato qualche suo romanzo da Libraccio. Tra tutti, quello che ho apprezzato di più è Cosmetica del nemico, un dialogo folle e raccapricciante che riesce a parlare di ogni cosa e trascinarti da un’emozione all’altra con il semplice impiego delle parole in meno di cinque minuti.

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Il protagonista, Angust, è un tizio un po’ burbero che viaggia per affari. Il suo aereo è in ritardo, così si mette ad attenderlo in aeroporto. Qui fa la conoscenza di un tizio dal nome improbabile, che sostiene di essere olandese e di volerlo annoiare a morte, perché è l’unico modo di salvarlo. Sì, lo so, non vuol dir nulla. Già da qui, il mio pensiero è stato: “O è una bomba, o una trashata pazzesca” (per non citare troppo esplicitamente Fantozzi). Textor Texel, questo il nome del disturbatore seriale, si attacca come una sanguisuga al povero Angust, che cerca in tutti i modi di liberarsi di lui senza riuscirci e alla fine si rassegna alla rottura di scatole. L’olandese racconta una serie di turpitudini su di lui e quel che ha compiuto nel corso della sua vita. Si va dal mangiare cibo per gatti allo stupro e lo stalking, giusto per avvertirvi. Angust, dapprima infastidito, si accorge che c’è qualcosa in quello strano individuo che non quadra. Un’inquietudine strisciante lo assale, fino a una rivelazione finale che…mamma mia. Non posso dirlo, ma non avete idea di quanto ne sia rimasta sconvolta. Per la prima volta nella mia vita, posso affermare che non avevo intuito minimamente il termine del romanzo. Folgorante, lascia senza parole. Mi ha affascinato talmente tanto che sono corsa dal mio compagno e l’ho rincoglionito con la storia assurda di Nothomb, per poi prendere un altro dei suoi libri e buttarmici a capofitto.

Non solo la trama è geniale e ambiziosa. Anche la scrittura del premio Nobel affascina, perché Nothomb costruisce una storia incredibile con il solo uso del dialogo. La prosa è scarna ed essenziale, l’intreccio è il rimbalzare di una palla che si lanciano i due unici personaggi in un gioco serrato che fa stare con il fiato sospeso fino alla rivelazione del finale.

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Leggendo, in più, ci si imbatte spesso in tematiche complesse e delicate. Nothomb fornisce spunti di riflessione con una battuta o una risposta sagace, prolungando il ragionamento del lettore anche quando smette di sfogliare il romanzo.

Di certo, Cosmetica del nemico è un romanzo particolare e avvincente, che costringe ad arrivare alla conclusione grazie al trasporto e alla curiosità che l’autrice riesce a instillare nel pubblico. Non è semplice da comprendere, può turbare e devo ancora decidere se inserirlo nella lista di libri da leggere a scuola. Una cosa è sicura, però. Ho scoperto una scrittrice formidabile!

Voto: 5/5

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. moniquetruant ha detto:

    Buogniorno,

    relativamente alla recensione di Cosmetica del Nemico:

    • Nothomb non è stata insignita del Premio Nobel
    • Il colpo di scena del romanzo non è così sorprendente: era prevedibile fin da subito.

    Cordiali saluti

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    1. Chiara Cionco ha detto:

      Giusto. È un’autrice che, secondo me, non ha nulla da invidiare ad alcuni vincitori!
      Riguardo il colpo di scena, sono cose che variano in base a chi legge ☺️

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