Recensione “Sconosciuti” Il Romanzo che non ti aspetti di Laura Altamura e Natan Tale

Due sconosciuti, una panchina, un viaggio inatteso che si rivelerà essere, forse, il più importante delle loro esistenze. Misteri, sette, profondi sentimenti e destini che si incrociano tra un presente non più sopportabile e un passato che deve inevitabilmente tornare a galla. Questi gli ingredienti di “Sconosciuti”, il romanzo che davvero non ti aspettavi.

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Titolo: Sconosciuti – Il Romanzo che non ti aspetti
Autore: Laura Altamura e Natan Tale
Editore: Indipendente
Genere: Narrativa
Data pubblicazione: 17 Settembre 2012
Voto: 5/5

Classificazione: 5 su 5.

Cartaceo -> 13,99€ | Ebook -> 4,98€

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Recensione

Ben tornati a tutti lettori, oggi torno a scrivere parlandovi di un libro scritto a 4 mani. Una particolarità, accade infatti raramente che un libro venga scritto da più persone, proprio perché gli autori devono trovarsi d’accordo su molte cose che alle volte possono mettere in disaccordo anche gli autori più scafati. In più sono convinta si debba trovare il giusto equilibrio per far funzionare una collaborazione di questo tipo. Ma oggi non voglio addentrarmi in questo argomento, bensì mi accingo a parlarvi di “Sconosciuti” Il Romanzo che non ti aspetti di Laura Altamura e Natan Tale.

Sconosciuti è la storia di un due giovani che si incontrano per caso mentre seguono il binario di due esistenze limbo, in cui si sentono insoddisfatti e la mancanza di un qualcosa è palese. Nara e Natan (omonimo dell’autore) sono sconosciuti e non hanno nulla in comune, almeno apparentemente. Nara è una gemella e il fratello Dylan, l’ha lasciata pochi anni prima. Di questo avvenimento la giovane ricorda poco o nulla e subito dopo aver conosciuto Natan, decide di prendere e partire, per dove? Proprio per il paese in cui è cresciuta e dove ha lasciato i ricordi di una vita con il gemello. Ricordi che tentano di riaffiorare, ma che rimangono celati dietro una coltre di nebbia.

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Non mi dà il tempo di aggiungere nulla che si dirige alla biglietteria automatica…
«Non serve obliterare.» mi dice, serio.
È fatta. Da tempo rimando questo viaggio verso il mio passato, troppe ferite. Esito, vedo che le porte si aprono con quel forte rumore meccanico di ferraglie e un’energia insolita mi spinge. Guardo Natan. In un istante sono sul treno. Anzi, siamo.

Ciò che pensavo di trovarmi a leggere in questo romanzo era molto lontano da quello che invece ho divorato in pochi giorni. Immaginavo che il romanzo fosse un percorso di vita e di superamento di un lutto tramite l’aiuto di un giovane sconosciuto. Molto a grandi linee intendo ovviamente. Invece, ciò che ho trovato è veramente “Il romanzo che non ti aspetti”. Subito dopo averlo compreso il pensiero è andato subito alla copertina del libro giallo che tenevo in mano: “Martina, wow per la prima volta il sottotitolo di un Romanzo calza a pennello e riesce e sorprenderti nonostante tu lo abbia avuto sotto gli occhi dal primo momento”.

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I capitoli sono un susseguirsi di finestre dalle quali al lettore è data la possibilità di seguire la vicenda. Un cambio di prospettiva molto interessante ed intrigante. Inoltre il motto Multae rosae et etiam spina quaedam, ovvero “Molte rose e anche alcune spine” è il filo conduttore del romanzo. Ognuno di noi infatti è luce ed ombra e deve ad un certo punto della proprio vita decidere se essere una rosa o oppure una spina. Quale lato decidere di far prevalere di noi stessi. Esattamente come i nostri due protagonisti, a tratti infatti vediamo in loro spine, per poi poco dopo tornare a vedere delle rose.

Cercare di categorizzare Sconosciuti è un’impresa molto ardua. E’ un viaggio, una storia di vita, un mistery, un giallo e anche un noir con leggere sfumature che possono avvicinarlo all’horror riguardo ad alcune tematiche. Ma è anche una chiacchierata con un vecchio amico, da cui corriamo quando abbiamo bisogno di conforto e di rimettere insieme le idee. E’ tutto questo e assolutamente nulla…è solo un’idea….

“Io non sono nessuno. Sono solo un’idea, un pensiero, un animo senza corpo, una penna che scrive, un cuore congelato che tenta di urlare emozioni che, inevitabilmente, si strozzano in gola. Io sono soltanto un Tale qualunque, pseudonimo del suo stesso Io, nato sotto l’effimero bagliore di una stella morente. Non ho volto, né aspetto, né genere, né patria, né casa, né Dio. E sono uno scrittore. Io sono Natan. E tu chi sei?”

L’autore si descrive così…
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Ciò che mi ha colpita da subito è lo stile di scrittura a livello di romanzi pubblicati da grandi case editrici. Un Romanzo che “divori” in poco tempo perché gli autori hanno saputo (dalla prima all’ultima pagina) tenere il lettore come appeso ad un amo. Tenendolo in tensione quel minimo indispensabile a consentirgli di non “patire” la situazione ma di avere voglia di seguire la direzione che gli autori avevano scelto dovesse seguire per godersi appieno la lettura. Insomma una lettura super consigliata. A presto lettori con molti altri libri pronti sulla mia scrivania per essere letti.

Voto 5/5

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