Recensione “Piangi pure” di Lidia Ravera

Iris vive sola, ha 79 anni, una figlia intelligentissima e antipatica, una nipote bella ma ignorante. Un giorno decide di vendere la casa in cui abita per risolvere qualche difficoltà economica, e comincia a pensare alla morte. Inizia così a tenere un diario di quei pensieri minacciosi come le consiglia lo psicanalista Carlo, che conosce da tre anni. Con lui parla, riesce ad aprirsi, e piano piano scopre di esserne innamorata. Ma può esserci amore, ed eros, nell’inverno della vita? Una storia struggente e divertente, un ritratto straordinario, commovente, gioioso.

Titolo: Piangi pure

Autore: Lidia Ravera

Editore: Bompiani
Genere: Narrativa
Data pubblicazione: 9 Giugno 2015
Voto: 4/5

Classificazione: 4 su 5.

Cartaceo -> 12€ | Ebook -> 6,99€

Recensione

Ben tornati lettori, oggi vi parlo di un libro che ho preso a scatola chiusa ad un mercatino di scambi libri lo scorso anno. Una storia molto lontana dalla mia confort zone, ma trattandosi di un’edizione Bompiani, l’ho presa senza pensarci due volte. La protagonista è Iris De Santis, 79enne che vende la nuda proprietà del suo attico ai Parioli e conduce una dignitosa esistenza da anziana  con qualche velleità letteraria. Ha infatti scritto un romanzo molti anni prima, senza mai replicarne l’esperienza. Carlo, il signor C., che beve con lei un caffè al bar sotto casa e che le presta la sagacia di anni da psicanalista, le regala, pur malato terminale, una storia d’amore vera e profonda.

Il romanzo inizia sotto forma di diario. Carlo consiglia all’amica Iris di tenerne uno a causa dei pensieri della donna riguardo la propria morte, ed è proprio grazie a questo consiglio che ha inizio il libro. La voce narrante è quella di Iris che in prima persona ci racconta della propria vita. Nulla di sdolcinato, scontato o banale. Attraverso l’ utilizzo di questa forma, Lidia Ravera ci rende partecipe di ogni singolo pensiero che passa per la mente della protagonista. Un tipo di scrittura che sicuramente nel mio caso non ha facilitato la lettura, ma che l’ha resa più ardua. Avrei sicuramente apprezzato maggiormente un tipo di scrittura più classica, la quale avrebbe reso maggiore giustizia alla storia. Mi rendo però conto che questa sia una scelta stilistica, presa proprio per differenziare la storia da una qualsiasi altra, per cui a riguardo non mi sento di negativizzare troppo la scelta. Semplicemente ammetto che mi abbia reso la lettura più difficoltosa.

Ma …tu gli piaci? chiese, non potendosi trattenere e volendo comunque cancellare quel quadro penoso. Ti sembra strano vero? disse Iris, dolcemente. Sembra strano anche a me. Mi è sembrato strano da subito. Eppure…pare proprio di si. Ancora oggi gliel’ ho chiesto…Sai che cosa mi ha risposto? Il bambino non è oggetto d’ amore perché è bello, è bello perché è oggetto d’ amore.

Il diario di Iris è molto semplice, senza fronzoli, proprio come è lei nella quotidianità. Ci permette di intrufolarci nella sua vita passata, attuale e futura senza filtri. I pensieri scorrono veloci come un fiume in piena, con continui salti temporali che ci permettono di cogliere sprazzi di colore continui. Il romanzo appare diviso in due parti, nella prima la narrazione sotto forma di diario permette di sedersi accanto ad Iris, mentre nella seconda parte, si ha l’impressione di essere un osservatore esterno che osserva la vicenda alla finestra del proprio salotto.

Piangi Pure racconta la storia di un amore tra due persone che seppur lontani dagli anni dell’ adolescenza sono in grado di svelare al lettore un amore puro e irrazionale. I due, consapevoli che il tempo a loro disposizione è molto breve vivono ogni singola emozione giorno dopo giorno, innamorandosi dell’ “amore” nel senso più profondo e puro del termine.

Una storia atipica, che consiglio a chi abbia voglia di innamorarsi ancora, nonostante la vita si sia impegnata a fargli desiderare il contrario. Nel finale l’autrice ci fa capire a modo suo perché si sorride e si piange:

«È per il sollievo che siamo ancora vivi», dice alla fine Iris a Carlo. «Allora piangi pure». Finché c’è, la vita è. E l’inverno non è altro che una delle stagioni.

Leggi un’anteprima del libro qui sotto

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