Recensione “Non ancora” di Cristina Pacinotti 

All’indomani del disastro nucleare di Černobyl’, Maria Fermi è a Parigi, grazie a una borsa di studio in Semiotica. Nella metropoli, più che agli studi, si dedica alla danza, e alla stampa di magliette manifesto che indichino a lei la via e a chi le guarda con chi hanno a che fare. Lì conosce gli amici che l’accompagneranno lungo la strada dei giorni e dei sogni: il cinico Umberto, gay ironico che le dispensa consigli via telefono come un novello Frate Indovino e l’enigmatica Laure, scrittrice di porno e di romanzi per signore, che la inizia al suo stesso lavoro. A legarla all’Italia c’è un sogno d’amore: Marvin, giovane ecologista benestante che gestisce in Umbria un centro di vita naturale, rappresenta lo sfuggente fulcro del suo sogno più sognato: una storia d’amore assoluta. La loro è una relazione a distanza, in assenza, che Maria non fa niente per rendere reale, perché il non ancora offre molto più spazio alla fantasia. Di discoteca in discoteca, di incontro in incontro, di libro in libro, spesso nel metrò, davanti a uno specchio, attaccata al telefono o alla macchina da scrivere, il suo intimo microcosmo del non ancora si anima grazie a incontri fugaci e si popola di situazioni intriganti. Un annuncio su Libération, con cui cercava “relazioni di qualità”, darà un’improvvisa sterzata alla sua vita e ai suoi appuntamenti mancati con Marvin. Un romanzo che è soprattutto il viaggio interiore di una ragazzaccia perbene, alle prese con l’eterno dilemma tra amore e libertà. Ironico, disincantato e travolgente, per chi ha sempre pensato che gli amori migliori fossero quelli non realizzati.

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Titolo: Non ancora


Autore: Cristina Pacinotti 

Editore: Fandango Libri
Genere: Narrativa
Data pubblicazione: 17 Febbraio 2022
Voto: 5/5

Classificazione: 5 su 5.

Cartaceo -> 18€ | Ebook -> 2,99€

Recensione

Non è il primo libro di quest’autrice che ho il piacere di leggere, quindi posso dirlo forte e chiaro: Cristina è formidabile! Spiazzandoci completamente, dopo il meraviglioso e toccante Giorni senza tempo, ci regala quest’avventura on the road incredibilmente accattivante che ci trasporta in lungo e in largo sul mappamondo. Prima Parigi, poi gli Usa, il Messico, l’Italia sempre presente nei ricordi e nel cuore della protagonista. Proprio in patria si risolverà la tormentata storia d’amore (e non solo) dell’eroina del romanzo, con un finale dolce che sa di emancipazione e speranza.

La protagonista, Maria Fermi, è una ragazza che, a dispetto del cognome, ferma proprio non ci sa stare. La giovane deve ancora trovare il suo posto nel mondo, che esplora grazie a una borsa di studio in Semiotica e, più avanti, in seguito agli eventi che si susseguono tra le pagine del libro e della sua vita. Mentre cerca di comprendere importanti verità su se stessa e su quel che la circonda, Maria balza da un’esperienza all’altra, vivendo alla giornata e conoscendo un sacco di persone interessanti tra un viaggio e l’altro, con le quali si tiene in contatto tramite lunghe telefonate, lettere e ricordi.

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Tra queste spiccano quelle degli amici: i più iconici, a mio parere, sono Umberto, simpaticissimo ragazzo omosessuale che la infarcisce di consigli e dritte indispensabili, e Laure, curiosa autrice di romanzi rosa e erotici che condivide con Maria la passione per la scrittura e la sprona a cimentarsi lei stessa in un romanzo a tinte rosa, che non è altro che la manipolazione delle vicende reali che vedono al loro centro Maria e suoi love affaires.

A tal proposito, due personaggi chiave di Non ancora sono Marvin e Jim, interessi amorosi di Maria, anche se solamente il primo corrisponde realmente al suo sogno dall’aspirato (o forse no) lieto fine. Jim può parere una sorta di ripiego, un’alternativa con la quale la protagonista cerca di distrarsi per non soccombere all’influenza spiazzante che Marvin, bel milanese amante della natura, esercita su di lei. Tuttavia, il suo ruolo all’interno della narrazione è fondamentale perché aiuta Maria a far chiarezza sui suoi sentimenti. Marvin è colui che assorbirà tutta l’attenzione della protagonista, che si ritroverà in balia del rapporto a distanza che lega lei e il misterioso italiano in una catena indissolubile di confusione, possesso e procrastinazione.

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Sì, procrastinazione è la prima parola che mi viene in mente pensando alla relazione fra Marvin e Maria. Non solo: il rimandare, il non ancora, costituisce il leitmotiv della caratterizzazione della protagonista. Maria allontana da sé la concretezza, preferendo lasciarsi aperte diverse strade e possibilità, forse per il timore di rimanere incastrata in una vita che non vuole per via di qualche scelta sbagliata. Nel rapporto con Marvin come nella vita di tutti i giorni, la ragazza si nutre di sogni e aspettative, fantasticando e cambiando frequentemente città quasi come per lasciarsi alle spalle le decisioni e gli oneri di una vita “adulta” che, a una certa età, suona veramente troppo stretta. È una sognatrice, un’anima libera, e anche per questo è una protagonista straordinaria: empatizzare con lei, soprattutto per un pubblico di giovani adulti, è estremamente facile e soddisfacente.

Maria è fantastica anche per il suo temperamento forte che ho letteralmente adorato; non si lascia mettere i piedi in testa, va dritta per la sua strada con le idee chiare, non facendosi influenzare da nessuno… Se non fosse per quel Marvin, accidenti che antipatico. Antipatico ma, come ogni controparte maschile e misteriosa che si rispetti, affascinante (fino a una certa). Diciamo che non ho faticato a comprendere il legame che Maria instaura con lui, lo stesso che molte ragazze della sua/nostra età hanno sperimentato almeno una volta nel corso della loro vita. Si tratta di un amore, se così può definirsi, che poggia le sue fondamenta su nuvole di immaginazione e zucchero filato, ma che alla resa dei conti si rivelano essere costituite di aria fritta della peggior specie, realizzata con olio esausto e disgustoso.

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Il collegamento con l’olio esausto mi ispira per evidenziare un altro punto focale del romanzo: la battaglia contro l’indifferenza del genere umano nei confronti di madre natura e di quanto costei ci ha donato. Il fatto che Marvin sia un ecologista e tanti altri piccoli riferimenti all’inquinamento nel corso della storia, che potrebbero risultare inconsistenti o non collegati a una prima lettura, si situano sui binari di un ambientalismo molto sentito dall’autrice, che ne ha trattato anche in altri suoi scritti.

Sensibilizzare le nuove generazioni e non solo riguardo l’importanza della difesa dell’ambiente è fondamentale al giorno d’oggi e lo diviene sempre di più, soprattutto constatando quanto la faccenda anneghi nel principale disinteresse. Basta guardare fuori dalla finestra per notare le tonnellate di mascherine che, in seguito alla pandemia da Covid-19, hanno cominciato a invadere strade, foreste e oceani a una velocità spiazzante. Questo è, ovviamente, solo un esempio fresco fresco di una profonda mancanza di rispetto nei confronti della natura che ormai va avanti da decenni e più.

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In Non ancora si parla anche di attualità dunque, ma ci si osserva anche alle spalle, guardando a un passato prossimo nel quale scoppiava il panico da AIDS e il disastro di Chernobyl atterriva la società, impreparata per un simile evento. Spaccati di storia contemporanea donano al libro un tocco in più, istruendo e informando il lettore e rendendolo partecipe di una verità poco distante da sé ma che, incredibilmente, pare lontana anni luce e spesso, ahimè, è dimenticata.

Che dire dunque, per tirare le fila di questa sconclusionata e dispersiva recensione (perdonatemi, il dono della sintesi ancora non sono riuscita a sbloccarlo del tutto, magari quando salirò di livello potrei ottemperare a questo deficit).

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Non ancora è una storia d’amore, di formazione e di riscatto personale. Volendo minimizzare, è il racconto di una protagonista forte e emancipata che non ha nulla a che vedere con le principesse Disney o altri stereotipi del genere, ma che vive al massimo e non si priva di nessuna esperienza durante il viaggio verso il raggiungimento della sua identità. Tuttavia, come ho detto, una simile definizione è riduttiva, perciò correte in libreria e accaparratevi una copia di questo meraviglioso romanzo, da leggere tutto di un fiato. Complimenti all’autrice!

Voto: 5/5

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