Recensione “Silent smiles” di Elena Vitagliano

“Un silenzio vale più di mille balloons.” Per la prima volta fuori dal Giappone, arriva la raccolta di storie auto-conclusive di Elena Vitagliano, prima donna europea a vincere il concorso giapponese “Silent Manga Audition”. Questa brillante autrice riesce ad affrontare, con ironia e tenacia, sia temi frizzanti e leggeri che temi sociali dal forte impatto, quali il bullismo, l’emarginazione, il fair play e l’emancipazione femminile. Attraverso un linguaggio universale, Elena presenta 12 episodi che toccano i sentimenti di chi li legge con immagini tanto delicate quanto potenti.

Titolo: Silent smiles
Autore: Elena Vitagliano 
Editore: Upper Comics
Data pubblicazione: 23 Novembre 2020
Voto: 5/5

Classificazione: 5 su 5.

Cartaceo -> 7,90€


Recensione

Un fumetto deve per forza contenere dei dialoghi per lasciarti un’impronta incandescente nel cuore?

No.

Questa è la premessa che tutti dovrebbero tenere presente prima di affondare piacevolmente nella lettura di un albo come Silent similes, di Elena Vitagliano, un’artista incredibile e talentuosa che, con i suoi disegni delicati e appaganti, riesce a raccontare storie senza spendere una parola.

La sua opera contiene 12 storie che spaziano in un’ampia risma di tematiche, in grado di farti ridere, piangere, emozionare e molto di più. Prima di ogni racconto a immagini, l’autrice fa una piccola premessa dove illustra qualche curiosità su ciò che andremo a visionare, mostrando bozzetti e parlandoci della scheggia narrativa che è andata ad affrescare, in modo impeccabile aggiungerei, e dei suoi personaggi. E dopo la sua presentazione, ci si butta a capofitto nei disegni.

Ci si può imbattere in storie commuoventi come Nelle braccia di mia madre, nella quale si comunica la comprensione e l’amore di un genitore e traspare la certezza che sui propri parenti si può sempre contare, nonostante le litigate e la rabbia che a volte eruttano fuori senza che si possano tenere sotto controllo. Mi ha ricordato tanto la me adolescente (in realtà lo sono un po’ tutt’ora, adolescente; anzi, diciamo anche bambina), delle volte in cui l’ansia e la tensione per un motivo o per un altro mi faceva sbottare, e di come mia madre riuscisse sempre a calmarmi con il suo abbraccio.

Altra tipologia di racconti sono quelli per cui è impossibile non sorridere, che fanno increspare le labbra e trasmettono una gioia spontanea e genuina. Altri ancora che mostrano con potenza l’importanza di certi valori, come l’amore vero o la volontà di emancipazione. Tra i protagonisti di queste storie abbiamo una ragazzina che, infatti, per il suo bene decide di combattere per ottenere l’istruzione che merita. Ci sono alcuni episodi che invece pungono come le spine di un rovo, perchè mi hanno toccata nel profondo e nel personale. E’ stato così per alcune scene di sprezzante bullismo, durante le quali mi sono sentita stringere il cuore e, ammetto, che portare a termine il racconto è stato un po’ difficile. Lo stesso vale quando si vanno a sfiorare argomenti come il sentirsi inadeguati, il non star bene con se stessi ed il proprio corpo. Forse queste storie d’immagini mi hanno fatto questo effetto proprio per la mancanza di dialoghi. La drammaticità si comunica molto più violentemente senza baloons che spieghino per filo e per segno i pensieri dei protagonisti, i loro dialoghi, come esternano i propri sentimenti e così via. Forse perchè, guardando quei visi sofferenti, percependo il senso di vuoto e il dolore non concretizzato dietro a semplici parole, si riversa se stessi dentro quel che si vede. E magicamente diventiamo noi i protagonisti dell’episodio, nelle espressioni degli altri ritroviamo quelle di qualcuno che conosciamo bene e che magari non vorremmo ricordare. Tuttavia, una volta portato a termine il racconto ci si sente meglio. E’ come se si condensassero i propri pensieri e le proprie sofferenze nel brano di linee e forme, e mediante una catarsi purificatrice se ne esca più forti e consapevoli. L’immedesimazione poi sono si limita ai sentimenti e le emozioni negative, in quanto travolge anche la simpatia di certi personaggi, la loro positività e forza.

La gamma di stati d’animo che si provano sfogliando questo manga è talmente tanto grande da sfuggire dalle mani, tanto da far ritrovare interdetti su quale sia il sentimento che si sta provando nel preciso momento in cui ci rendiamo conto di standolo esperendo.

Per quanto riguarda i disegni, sono veramente bellissimi. Si nota il tratto orientaleggiante (che adoro) e il gioco di luci e ombre realizzato è veramente superbo. Per non parlare della capacità dell’autrice di trasferire ogni tipo di sensazione su carta, senza avvalersi delle parole. Capiamo i protagonisti grazie alle accuratissime rappresentazioni dei loro volti, dei gesti, della mimica del corpo. Eccezionale è l’unica cosa che mi viene da dire, unendo in un mix speciale sia illustrazioni che tematiche.

Complimentissimi ad Elena, di cui sicuramente sentiremo riparlare presto!

Voto: 5/5

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