Recensione “Come un faro nella notte” di Maria Katja Raganato

Un’antica casa nel centro storico di Gallipoli, nelle cui viuzze si respira l’odore frizzante della salsedine, che si mescola agli intensi aromi della cucina tipica salentina, fa da palcoscenico a diversi personaggi. Una giovane che, giunta alla soglia del suo trentacinquesimo anno di età, decide di dare una svolta ad un’esistenza piatta, lasciando un lavoro che non la gratifica e trasferendosi in un’altra città. Un artista di strada claudicante e bellissimo, tanto da sembrare un angelo appena caduto dal cielo, con un passato ingombrante da dimenticare, che dopo un lungo girovagare per l’Italia, ha fatto di un faro abbandonato il proprio rifugio. Il rampollo di un’importante famiglia di produttori di vini, dotato di grande fascino e idolatrato dalle donne. Un misterioso vecchio, venuto dal Nord, alla ricerca delle proprie radici e di una ragione per vivere. E poi un pasticcere imbranato, una ragazza impacciata in conflitto con la propria immagine, due anziani coniugi, custodi di una dimora storica e del suo lussureggiante giardino pensile e un vetusto rigattiere, depositario di un’arte ormai perduta: la capacità di riparare vecchi oggetti, rimettendoli a nuovo…

Titolo: Come un faro nella notte
Autore: Maria Katja Raganato
Editore: Pav Edizioni
Genere: Narrativa rosa
Data pubblicazione: 25 luglio 2020
Voto: 3.5/5

Classificazione: 3.5 su 5.

Cartaceo -> 13€ | Ebook -> 2,99€

Recensione

La dolce Annalena si sente soffocare dalla monotonia della sua vita. Così, non appena le si presenta l’occasione di poter cambiare vita, non se la lascia sfuggire. L’autrice Maria Katja Raganato ci regala un romanzo dal sapore retrò, che ricorda vagamente la dolcezza dei romanzi di Jane Austen o della regina del romanzo rosa Sophie Kinsella. La casa di zia Elvira è un involucro prezioso: ma non racchiude solo vestiti eleganti e gioielli preziosi; in essa è contenuto un intero mondo da scoprire. Amicizie, amori, un incantevole paesino tutto da scoprire: Agata e Sebastiano, Gianmarco, il “marinaio” sono co-protagonisti perfetti, e le accurate descrizioni del Salento ci permettono di immergerci perfettamente nell’anima del romanzo.

La scrittura è semplice e lineare; i periodi brevi e ciò rende il romanzo scorrevole e di facile lettura. Il punto di forza del libro sono le meravigliose descrizioni del paesaggio, e le minuziose esposizioni dei sentimenti dei personaggi, che ci permettono di vivere quasi in prima persona le vicende descritte. D’altro canto, ho trovato la trama del romanzo in parte debole, e alcuni punti un po’ “tirati”. Annalena è chiaramente una persona impetuosa che impara a vivere giorno per giorno, ma in alcune parti trovo leggermente esasperato il suo essere così travolgente, ad esempio il fidarsi ciecamente di qualcuno solo perché sembra un gentiluomo di altri tempo, o addirittura permettersi di sbirciare le nudità di un uomo incosciente solo per curiosità.

Nel complesso ritengo il romanzo davvero un bel prodotto, scorrevole, da consigliare a chi vuole immergersi in una lettura leggera e sognare un po’ nelle magnifiche e romantiche atmosfere salentine.


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