“Nodo alla gola” (1948) di Alfred Hitchcock

Quando si parla di cinema, il nome di Alfred Hitchcock è quello che più spesso salta all’orecchio. Popolarmente conosciuto per “Psycho”, per la scena dell’omicidio sotto la doccia mentre quel violino suona il motivetto più famoso del cinema, Sir Alfred Hitchcock è stato per molti il più grande regista di tutti i tempi.

Quando si parla di cineasti del genere, in realtà tanti sono i nomi degni da citare e spero di riuscire a farveli conoscere tutti nel corso delle mie recensioni. Oggi vorrei parlare di “Rope” primo film a colori del Maestro con titolo italiano “Nodo alla gola”. Nonostante sia stato un flop per via di un senso del macabro per quell’epoca eccessivo, nel corso del tempo il film è stato nettamente rivalutato. Quello che è importante dire prima che vada avanti, è quanto sia diversa l’impostazione dei film moderni in confronto a quella dei film del passato. Mentre adesso infatti si predilige una struttura dialogica nella quale sono le battute del copione a trasmettere le informazioni della trama, in passato era attraverso le immagini che si dava forma ad essa. Un metodo che ahimè, va sempre di più a scomparire vista la necessità della maggior parte del pubblico ad avere sempre più “spiegoni” per una visione sempre più semplice e rilassata possibile. Meno artistica oserei aggiungere. In “Nodo alla gola”, le immagini ci vengono presentate sia per arricchire la trama sia per alimentare la “suspence” (Hitchcock è considerato il maestro della suspence). Non vi preoccupate il film non è una sequenza di immagini lente e difficili da comprendere. La pellicola scorre velocissima e dura solo 1 ora e venti. Naturalmente c’è anche una vasta struttura dialogica (nel film si parla parecchio), e sia questo, che le ricche immagini esplicative fanno da portante ad un’opera ricca in tutti i suoi aspetti. Tutto è necessario alla narrazione.

Il film inizia con i due protagonisti Brandon e Philip, alla prese nello stringere con una corda, la gola del loro amico David. Una volta morto, Brandon propone di nasconderlo dentro una cassa panca. I due però, hanno anche organizzato una cena che per non destare sospetti non possono rimandare. Soprattutto se gli inviati sono: il padre e la zia di David, la fidanzata e il miglior amico di David, e il loro vecchio professore (James Stewart).

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Hitchcock utilizza moltissime tecniche per aumentare la tensione all’interno della pellicola. Elencherò le principali. I due serviranno la cena sopra la cassapanca nella quale è nascosto il cadavere. Tutto il film è girato in piano sequenza e tutto nella stessa stanza, il che comporta che la cassapanca sia sempre al centro dell’inquadratura o quasi. La telecamera non fa mai tagli e questo comporta una dilatazione nello scorrere del tempo all’interno del film. Provo a spiegarmi: se David muore al minuto 3:00 del film, al minuto 5:00 della realtà filmica, e anche della nostra, David sarà morto da soli 2 minuti. Difatti quando gli invitati della cena arrivano al minuto 15 del film, David sarà morto esattamente da soli 15 minuti. Molto suggestivo no? Aiuta a farci sentire quanto è fresco l’omicidio e di conseguenza a quanto è più probabile che i protagonisti vengano scoperti. In più, come se non bastasse, fin da prima del suo arrivo, il professore ci viene presentato come l’uomo che durante la scuola scopriva sempre le malefatte di Brandon e Philip. I due quindi. saranno alle strette per tutta la durata dell’opera fino al meraviglioso finale veramente realistico e con un interpretazione magistrale.

Il film tiene quindi incollati allo schermo e in fremito sul bordo della sedia. Gli espedienti narrativi (narrazione ad immagini) che aumentano la tensione sono tantissimi e a ripetizione, il ritmo dell’opera rimane sostenuto e non annoia mai. Quando una pellicola riesce ad intrattenere e a stregare per tutta la sua durata non può che essere un capolavoro, in più è facilissima da comprendere e non impegnativa, girata in modo talmente moderno che non sentirete nemmeno 1, dei 70 anni che porta. Se questa presentazione vi ha incuriosito, e se mai lo guarderete, commentate e fatemi sapere se vi è piaciuto. O se magari è il caso che cominci a guardare roba un po’ più moderna… Al prossimo appuntamento con i film del passato. Grazie a tutti i pochi che mi mettono sempre un like. Mi fa molto piacere.

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