Recensione: “Volando non si annega” di Patrizia Alessio

Laura è una ragazza calabrese proveniente da un contesto sociale difficile, ha appena finito di scontare una pena detentiva, un nuovo amore le fornirà lo slancio per allontanarsi da scelte erronee intraprese da adolescente. Le sue giornate saranno caratterizzate da bagliori di passione, desiderio, introspezione, tormento, lampi di ironia, strappi dell’anima, poesie di strada tratte da episodi realmente accaduti. La protagonista cerca di ritrovare sé stessa, ripartendo dal luogo in cui la sua esistenza si era fermata, una terra dove la ‘ndrangheta ha tracciato un’onta incancellabile nel tessuto culturale. Inizia un nuovo percorso in una pubblica assistenza, abbandona le armi da fuoco e la sua nuova arma di riscatto diviene quella di allontanare i giovani dalla strada. Inaspettatamente i fantasmi del passato tornano con prepotenza a bussare alle porte del presente, riservandole sorprese sgradite, anche il suo amato nasconde torbidi segreti. Ricade, senza accorgersene, nel vortice della cocaina, la gestione della sua vita sentimentale sarà piuttosto complessa, come se vivesse una doppia esistenza, sin quando non si renderà conto di aver toccato il fondo.

Titolo: Volando non si annega. Un passato scomodo, una speranza di normalità

Autore: Patrizia Alessio

Editore Susil Edizioni

Genere: Narrativa contemporanea

Data pubblicazione: 23 Luglio 2020

Voto: 4,5/5

Classificazione: 4.5 su 5.

Cartaceo -> 19,50€


Recensione

Il passato è come una fiumana o un’alluvione che travolge il vissuto di chiunque e non lascia nulla se non l’amarezza dei ricordi e di attimi intensi, scolpiti nella memoria, questa istanza temporale a volte con le sue invisibili membra sembra voler divorare con cupidigia e avidità ogni briciola di un’esistenza macerata che proietta pellicole arrugginite in cui non è nemmeno possibile guardarsi vivere. La nostra Laura Portutì annaspa brancolando nel buio di fronte alla luce che le sta davanti, forse intravede il barlume di una speranza nascente; la nostra giovane protagonista ha avuto un trascorso molto burrascoso, è stata vittima di violenza domestica a opera del padre, fin da subito fu adottata dalla malavita calabrese e assoldata dai clan mafiosi della zona come “vedetta”, immancabilmente viene arrestata e dopo quattro lunghi anni in carcere si ritrova a dover affrontare il mondo portando addosso un bagaglio, un giogo di fragilità che le strozza il respiro, nella sua vita c’è un cappio che le priva ogni possibilità di redenzione. Il romanzo “Volando non si annega” di Patrizia Alessio è un grido di allarme, un’opera che intende denunciare il mal costume e la nefandezza del crimine in una terra stupenda come la Calabria, mi sono molto identificata con questo ritratto che l’autrice ha sapientemente dipinto per i suoi lettori, in quanto io sono siciliana quindi anche io conosco vicende orribili che hanno “macchiato” la Sicilia come isola dagli uomini col “basco” e con la “lupara”. Il messaggio, prettamente sociale, è determinante in “Volando non si annega” infatti narra di giovani che si lasciano inghiottire dal vortice del “nonsenso”, dell’inconcludenza e dalla dipendenza di sostanze stupefacenti che causano una potente distorsione della realtà. Patrizia Alessio, da ricercatrice devota alla sua professione, scardina ogni pregiudizio sui giovani cresciuti nei quartieri di periferia, tanto è vero che non solo essi stessi a distruggere il sistema, ma è spesso la società a rigettarli come un vulcano che erutta le sue scorie. La protagonista si impegnerà al massimo per cambiare le sue stelle e sorride alla luna, ella si inserirà nei servizi di primo soccorso e darà il suo sostegno ai giovanissimi in un istituto cercando di insegnare loro i valori: il rispetto, il sano vivere comune, la legalità. Laura riuscirà a prendere consapevolezza di se stessa di ciò che la rendeva un tempo vulnerabile, gli amici Ginevra e Massimo le fanno da corollario, sono la cornice della crescita della giovane, anche se questi ultimi sono al bivio delle loro scelte e non mancheranno momenti di crisi, drammi, dubbi, angosce e perplessità. Questi eroi problematici hanno destato piacevolmente la mia attenzione, sebbene le loro storie non fossero liete non ne sono rimasta inquietata bensì mi hanno instradata a empatizzare con i destini avversi e perversi che la vita ci mette davanti. Il meccanismo di suspence e colpi di scena sono molteplici e Patrizia Alessio li adopera con sapiente maestria letteraria riuscendo a non far schiodare gli occhi del lettore dal libro; la comparsa di Piero, uomo amato da Laura, sarà un espediente per incollare i cocci di un presente che potrebbe frantumarsi. “Volando non si annega” è un romanzo di formazione che valorizza l’amicizia e la crescita educativa(profondo sarà il legame fra Laura e Nunziato, un ragazzino dell’istituto), la riabilitazione del reo e, soprattutto, gli inconfessabili segreti del cuore, le cicatrici dell’anima che ci procurano dolore possono guarire. Forse ognuno di noi riuscirà a volare nel “nido del cuculo”? I bruchi diverrano farfalle? La nostra scrittrice si è posta queste domande e questo romanzo è il frutto del suo tormento riflessivo e critico, dunque auspica a una visione etica scevra da moralismi che annichiliscono e catapultano l’uomo nel solipsismo dell’Io.

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