Recensione “Dentro l’acqua” di Paula Hawkins

Quando il corpo di sua sorella Nel viene trovato in fondo al fiume di Beckford, nel nord dell’Inghilterra, Julia Abbott è costretta a mettere di nuovo piede nella soffocante cittadina della loro adolescenza, un luogo da cui i suoi ricordi l’hanno sempre tenuta lontana. Di tutte le cose che Julia sa, o pensa di sapere, di sua sorella, ce n’è solo una di cui è certa davvero: Nel non si sarebbe mai buttata. Allora qual è il segreto che l’ha trascinata con sé dentro l’acqua? E perché Julia, adesso, ha così tanta paura di essere lì, nei luoghi del suo passato? La verità è sepolta sul fondo del fiume, negli sguardi bassi dei suoi abitanti, nelle loro vite intrecciate in cui nulla è come sembra.

Titolo: Dentro l’acqua

Autore: Paula Hawkins

Editore: Piemme

Genere: Thriller

Data pubblicazione: 2 maggio 2017

Voto: 4/5

Classificazione: 4 su 5.

Cartaceo -> 18,52 | Ebook -> 7,99€

L’autrice:

Paula Hawkins è nata e cresciuta in Zimbabwe, dove il padre lavorava come economista. Si trasferisce a Londra all’età di diciassette anni, laureandosi successivamente a Oxford. Lavora per quindici anni nel campo del giornalismo, che abbandona per dedicarsi alla scrittura. Nel 2015 pubblica La ragazza del treno negli Stati Uniti, il suo romanzo d’esordio, che in tre settimane vende 500.000 copie. È autrice di Dentro l’acqua (Piemme, 2017).

Recensione:

Paula Hawkins con “Dentro l’acqua” ci porta a Beckford , una cittadina nel nord dell’Inghilterra attraversata da un fiume che negli anni ha trasportato nelle sue acque i segreti degli abitanti della città. Qui Julia è costretta a fare ritorno in seguito alla morte della sorella. Nel è stata infatti ritrovata nello “Stagno delle Annegate”, in un punto del fiume che è stato teatro di morte per molte donne “scomode” che hanno perso la vita in quelle acque per mano propria o di altri.

Beckford non è un luogo di suicidi, Beckford è il luogo in cui liberarsi delle donne che portano guai.

Donne che nel tempo sono diventate protagoniste di diverse storie e leggende che da sempre hanno affascinato e ossessionato Nel. La donna aveva così iniziato a lavorare su un libro che raccoglieva e analizzava proprio queste storie. Il suo racconto parte dal 1600 quando, durante il periodo della caccia alle streghe, molte donne erano state gettate nel fiume per la cosiddetta “prova dell’acqua”, da allora lo Stagno delle Annegate era stato considerato un luogo maledetto e molte altre vi avevano trovato la morte.

Alcuni dicono che quelle donne hanno lasciato qualcosa di sé nell’acqua, che il fiume ha trattenuto un po’ del loro potere, perché da allora le sue sponde attraggono le donne infelici, disperate, perdute. Vengono qui e nuotano con le loro sorelle.

Julia è convinta che Nel non si sarebbe mai buttata, l’acqua era infatti il suo posto sicuro. Ma allora cos’era successo a sua sorella? Forse le sue ricerche si erano spinte oltre e qualcuno l’aveva messa a tacere, o forse la sua ossessione per il fiume l’aveva spinta a provare quello che avevano vissuto le protagoniste del suo libro.

Durante le indagini Julia torna nella casa dove ha vissuto l’infanzia e l’adolescenza, alla sua mente tornano i ricordi di quei tempi quando, a causa del suo peso, era stata presa di mira dagli altri ragazzi, compresa sua sorella. Julia aveva così abbandonato Beckford cercando di lasciarsi alle spalle il passato, tagliando tutti i legami con quella sorella che non aveva mai perdonato.

Adesso però, tornata in quei luoghi, deve capire cos’è successo a Nel e soprattutto deve prendersi cura di Lena, un’adolescente testarda e chiusa in se stessa che le ricorda in tutto la sorella.

Non potevo più fare niente per te, la mia espiazione dovrà essere un atto di maternità. Molti atti di maternità. Non sono riuscita a essere una sorella per te, ma proverò a essere una madre per tua figlia.

Non sarà facile scoprire la verità che sta dietro la morte di Nel, tutto sembra essere strettamente legato ai segreti dei cittadini di Beckford e molti erano coloro che desideravano la sua scomparsa. Le indagini proseguiranno e pian piano verranno a galla i segreti che ognuno dei personaggi porta con sé fino ad arrivare a un finale che mi ha davvero sorpresa.

Paula Hawkins ha creato un puzzle complesso, fatto di molte piccole storie e tanti grandi segreti. La narrazione è corale, ogni personaggio narra il suo punto di vista ma, se da un lato questo permette al lettore di avere una visione a 360°, dall’altro il lettore rimane confuso dalla presenza di tutte queste voci.

La scrittura è scorrevole e fluida, i capitoli sono brevi e rendono la lettura veloce e non troppo impegnativa. Ho apprezzato la storia in sé anche se le scelte narrative dell’autrice hanno costituito a mio parere il difetto principale di questo libro. La presenza di molti personaggi ha fatto si che alcuni di loro fossero solo abbozzati e il continuo cambio di POV non permette al lettore di sentirsi vicino ai protagonisti. Nonostante questi difetti devo ammettere che questa lettura mi ha presa, ho terminato il libro in un paio di giorni e anche se non ne sono rimasta particolarmente entusiasta devo però dire che non mi ha delusa.

Ne consiglio la lettura agli amanti dei thriller ma soprattutto a chi si vuole approcciare a questo genere.

Il mio voto per questo libro è 4/5!

Alla prossima recensione!

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