Recensione “Invisible monsters” di Chuck Palahniuk

Titolo: Invisible monsters
Autore: Chuck Palahniuk
Genere: Narrativa
Editore: Mondadori
Data pubblicazione: 10 Novembre 2017
Voto 4/5

Classificazione: 4 su 5.

Cartaceo -> 13€ | Ebook -> 7,99€


Recensione

Chuck Palahniuk è un autore che, lo ammetto, ho scoperto di recente. Invisible monsters è soltanto l’inizio perché da ora in poi credo che lo integrerò moooolto di più nelle mie letture.

Vediamo, di cosa tratta questo romanzo. Shannon è una modella che pare avere tutto nella vita: il ragazzo dei sogni, l’amica del cuore perfetta, un lavoro che ama… Tutto ciò almeno all’apparenza. La protagonista ci racconta la sua storia in prima persona e non è semplice, in principio, comprendere se quello che dice è vero. La ragazza ha un incidente grave che le fa saltare la mascella, sfigurandola per sempre. Da qui, inizia per lei un viaggio all’insegna del bizzarro, dell’irrazionale. In ospedale fa la conoscenza di Brandy Alexander, una bellissima transgender che la prende sotto la sua ala. Lei sarà la compagna di questa avventura, durante la quale impareremo ad avere a che fare con insoliti avvenimenti arrotolati su loro stessi, in un circolo di eventi che talvolta si ripetono, seppur raccontati sotto una voce diversa. Palahniuk ha un modo di scrivere che strega, lascia senza fiato, spiazza. Rompe in continuazione la quarta parete, appellandosi al lettore, e struttura la narrazione in modo originale e innovativo. Tramite le sue parole, i personaggi e gli accadimenti si caricano di un forte elemento grottesco che fa sfociare sempre più i fatti nell’irreale.

La protagonista è davvero chi dice di essere? I colpi di scena che riempiono la seconda metà del romanzo ci fanno sempre più dubitare, portandoci al limite di questa storia assurda e meravigliosa.

È impossibile, inoltre, non cogliere la critica dell’autore a questa società malata, cosa che arricchisce ancora di più la storia di Shannon e della sua stramba esistenza. Consiglio questa narrazione a tutti, veramente a tutti. Ammetto che quella di Palahniuk è una scrittura particolare e estraniante ma, dopo qualche pagina per ingranare, lo divorerete in un paio d’ore!

Voto: 4/5

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