Recensione “Il fuoco, il vento e l’immaginazione” di Antonella Salottolo

Il fuoco il vento e l’immaginazione racconta un viaggio attraverso fantasie, manoscritti e luoghi. È un puzzle che prende forma pagina dopo pagina. Il ritrovamento casuale di un libro nel vagone di un treno offre alla protagonista la possibilità di far venire alla luce un segreto celato per decenni. Una storia sospesa nel tempo, che non riusciva a trovare la parola fine e che aveva coinvolto più generazioni. Ma la vera protagonista di questo romanzo è l’immaginazione che sprigiona tutta la sua forza, mostrando ogni sua sfaccettatura. Fa intravedere il suo lato intrigante, svela il suo lato amaro, rivela il suo lato pericoloso e folle e infine palesa il suo lato magico.

Titolo: Il fuoco, il vento e l’immaginazione
Autore: Antonella Salottolo
Editore: Kubera Edizioni 
Genere: Narrativa
Data di pubblicazione: 25 Febbraio 2019
Voto: 2,5/5

Cartaceo -> 14€ | Ebook ->3,99€

Recensione

La premessa si presenta pretenziosa e difficile. L’autrice introduce che il romanzo sarà composto da un insieme di storie: un racconto di viaggio, un diario, una guida gastronomica, una raccolta di favole ma anche una storia drammatica e tutte, saranno tenute insieme da un solo filo conduttore, l’immaginazione! Sembra una sorta di inno alla stessa dunque ma procediamo per gradi; non andrò a raccontare niente della storia, in quanto ci sono talmente tante sfaccettature e collegamenti che presentarvi parti di trama come esempio per le analisi che andranno a seguire è pressoché impossibile, a meno che io non voglia narrarvi tutto il libro.

Quindi, il punto di forza del romanzo forse è proprio l’intreccio. Tanti dettagli, tanti sotto contesti e l’autrice riesce a chiuderli tutti con un’attenzione minuziosa, la storia infatti nel complesso sarebbe affascinante ma in qualche modo questa sua complessità manca di sapore.

Cosa intendo? Nonostante sia un romanzo che tutto sommato si fa leggere, non riesce sempre a tenere il lettore incollato alle pagine. Viene narrato molto, ma la storia la si vive poco, e soltanto nelle fasi conclusive cominciano a saltar fuori tutti gli elementi di suspense e vitalità che poi sono anche le parti principali della storia stessa. E’ come se per la maggior parte del tempo l’autrice facesse una grossa introduzione che però rimane relativamente piatta, in quanto mancano elementi fondamentali per far si che il lettore si appassioni abbastanza. I personaggi poi sono ben caratterizzati e si sente la diversità di uno dagli altri ma forse anche questo non è stato fatto al meglio e infatti poteva essere utile maggiore spessore per ognuno di essi. E’ mancato vederli provare emozioni, nonostante ci venga narrato che invece le provino.

Una scelta funzionale invece è che ogni capitolo si apre con un aforisma di grandi autori o figure della nostra storia: si passa da Seneca a Pasolini, da Einstein a Baudelaire ed ognuna di queste frasi fa da morale o concettualizzazione degli aspetti di ogni capitolo che andiamo ad affrontare; non sempre riesce ma quando riesce, riesce bene.

Quindi tirando le somme forse ciò che è mancato è soltanto esperienza. Ciò che il romanzo doveva essere, cioè un inno all’immaginazione, riesce ad esserlo veramente e con i suoi alti e bassi si merita un 2,5/5. Ma scendiamo nel dettaglio: in un particolare momento, il personaggio di Clara afferma quanto alimentare l’immaginazione in un bambino possa essere importante, non soltanto per il suo svago ma anche come una sorta di esercizio per la sua mente, un ampliamento dei suoi orizzonti che non devono avere limiti, tutte capacità che da adulto perdiamo ma invece dovremmo avere, sia per il nostro svago ma anche per riuscire ad ottenere una visione più ampia e camaleontica della vita, saper immaginare più scenari per il proprio futuro favorendo una maggiore flessibilità nelle scelte della nostra vita. Nel suo incredibile film “Stalker“, il regista Tarkovskij disse:

«La debolezza è potenza, e la forza è niente. Quando l’uomo nasce è debole e duttile, quando muore è forte e rigido, così come l’albero: mentre cresce è tenero e flessibile, e quando è duro e secco, muore. Rigidità e forza sono compagne della morte, debolezza e flessibilità esprimono la freschezza dell’esistenza.»

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.