Mia nonna dirà: anche tu a imbrattarti di tatuaggi? Ma non ti vergogni? | La Rubrica di Francesca Zorzetto

Con tutta la mia incostanza, eccomi di nuovo su queste pagine. Ho tanto da raccontarvi e tanto di cui parlare, ma a volte occorre il silenzio per trovare di nuovo le parole.

Quale momento migliore per riprendere una rubrica che si chiama “calle a novembre”: Dovete sapere che la calla è un po’ la mia “ginestra Leopardiana”, ed oggi tradurrò in fatti queste parole, facendone il primo tatuaggio della mia vita. Sono molti anni che penso se tatuarmi o meno, ma non ho mai avuto dubbi sul cosa. “Ci saranno delle calle ed una scritta”: questo continuo a ripetere a chi me lo chiede. Ma perché sto scrivendo questo pezzo? Non è pura vanità, anzi, ho un po’ paura, ma credo che la mia esperienza, una piccola parte della mia storia, possa servire a qualcuno. Da adolescente soffrivo molto ed una delle manifestazioni del mio dolore era l’autolesionismo. Purtroppo era più semplice per me far male al mio corpo anziché esternare il mio dolore. So che è un fenomeno molto diffuso, sebbene non sia certo un argomento di cui si parla volentieri.

All’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù le richieste urgenti in pronto soccorso per ideazione e comportamento suicidario negli ultimi 8 anni sono aumentate di 20 volte: si è passati dai 12 casi del 2011 ai 237 del 2018. Tra questi anche bambini di 10-11 anni per autolesionismo e tentato suicidio”. Le cifre sono preoccupanti, sottolinea anche Telefono Amico.

Questo è un estratto di un articolo del 2019 che trovate qui

Ho sempre predicato coraggio e sfida, nei confronti di un sistema che vede il disagio mentale ancora un taboo. L’ho fatto in vari modi, ma mai esponendomi in prima persona. È facile parlare brandendo la mia laurea in Psicologia, ma fa tremare farlo raccontando qualcosa che mi è costato umiliazioni oltre che dolore, e che quindi ho sempre nascosto. Oggi so che non mi devo vergognare di niente e come me tante altre persone.

Il mio tatuaggio è una promessa d’amore per me stessa: farlo sopra le mie cicatrici è uno scusarsi per aver nascosto la sofferenza, e le calle sono la dimostrazione che la bellezza e l’amore (anche per sè) esistono in noi, se abbiamo il coraggio di tirarle fuori.

Ah…No nonna, non mi vergogno più.

7 commenti Aggiungi il tuo

  1. li2015 ha detto:

    È un bellissimo articolo, purtroppo è difficile capire la nostra testa e il fatto che vada a volte per conto suo e talvolta anche senza prevviso ci fa paura. Scrivi “ma a volte occorre il silenzio per trovare di nuovo le parole” è un pensiero straordinario che ti entra dentro. Vorrei poter capire meglio a volte queste situazioni, vivendole sulla mia famiglia, purtroppo spesso mi sento un po’ fuori luogo e inutile e mi mancano le parole giuste

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    1. Francesca Zorzetto ha detto:

      Ti ringrazio tanto per aver condiviso con me il tuo pensiero ed in parte il tuo vissuto. Credo sia normalissimo sentirsi fuori luogo e non sapere quali parole usare, a volte vorremmo aiutare ma finiamo per sentirci frustrati. Personalmente posso dirti che esserci è già fondamentale e cercare un dialogo che non sia giudicante anche. Resto a disposizione se vuoi continuare il dialogo. Un abbraccio

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      1. Zorayda ha detto:

        Molto bello l’articolo io credo che tutti ci autolesionamo per uno u altro motivo ci sono quelli che lo fanno fisicamente e altri mentalmente il fatto che non sempre puoi parlare di quello che ti fa male nello personale mi considero una donna forte però spesso mi faccio a pezzi… Ho nel mio corpo cinque tatuaggi e ogni uno a un significato importante e mi ricordano quello che sono e quello che ho perso. Un bacio bella Francesca

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      2. li2015 ha detto:

        Grazie, un bellissimo messaggio, ci proverò. Mia mamma soffre di decadimento cognitivo è come se fosse una bimba e mia cognata adesso è in ospedale per una forte depressione dalla quale non si riesce a riprendere. Siamo individui così fragili…

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      3. Francesca Zorzetto ha detto:

        Ma anche sorprendentemente forti…mi dispiace della situazione che vivi, come dicevamo non ci sono parole giuste ma azioni che possono farci stare meglio, anche verso noi stessi. Ti abbraccio di nuovo

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      4. li2015 ha detto:

        Anche io ti abbraccio! Grazie per le tue parole😘

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