Recensione “Ah l’amore l’amore” di Antonio Manzini

Rocco Schiavone, vicequestore ad Aosta, è ricoverato in ospedale. Un proiettile lo ha colpito in un conflitto a fuoco, ha perso un rene ma non per questo è meno ansioso di muoversi, meno inquieto. Negli stessi giorni, durante un intervento chirurgico analogo a quello da lui subito, un altro paziente ha perso la vita: Roberto Sirchia, un ricco imprenditore che si è fatto da sé. Un errore imperdonabile, uno scandalo clamoroso. La vedova e il figlio di Sirchia, lei una scialba arricchita, lui, molto ambizioso, ma del tutto privo della energia del padre, puntano il dito contro la malasanità. Ma, una sacca da trasfusione con il gruppo sanguigno sbagliato, agli occhi di Rocco che si annoia e non può reprimere il suo istinto di sbirro, è una disattenzione troppo grossolana. Sente inoltre una profonda gratitudine verso chi sarebbe il responsabile numero uno dell’errore, cioè il primario dottor Negri; gli sembra una brava persona, un uomo malinconico e disincantato come lui. Nello stile brusco e dissacrante che è parte della sua identità, il vicequestore comincia a guidare l’indagine dai corridoi dell’ospedale che clandestinamente riempie di fumo di vario tipo. Se si tratta di delitto, deve esserci un movente, e va ricercato fuori dall’ospedale, nelle pieghe della vita della vittima. Dentro i riti ospedalieri, gli odori, il cibo immangiabile, i vicini molesti, Schiavone si sente come un leone in gabbia. Ma è un leone ferito: risulta faticoso raccogliere gli indizi, difficile dirigere a distanza i suoi uomini, non può che affidarsi all’intuito, alle impressioni sulle persone, ai dati sul funzionamento della macchina sanitaria. E l’autore concede molto spazio alla psicologia e alle atmosfere. Rocco Schiavone ha quasi cinquant’anni, certe durezze si attenuano, forse un amore si affaccia. Sullo sfondo prendono più rilievo le vicende private della squadra. E immancabilmente un’ombra, di quell’oscurità che mai lo lascia, osserva da un angolo della strada lì fuori.

Titolo: Ah l’amore l’amore
Autore: Antonio Manzini
Editore:  Sellerio editore Palermo
Genere: Giallo
Data di pubblicazione: 2 Gennaio 2020
Voto: 5/5

Cartaceo -> 15€ | Ebook -> 9,99€


Recensione

Il Vicequestore Schiavone è in ospedale. Nel conflitto a fuoco con cui si è conclusa l’ultima indagine della sua squadra è rimasto gravemente ferito da un colpo di pistola al rene sinistro e ne ha subito l’asportazione. Un altro paziente muore durante l’esecuzione di un medesimo intervento di nefroctomia da parte dalla medesima equipe, a causa di uno scambio delle sacche di sangue necessarie per una trasfusione. Una coincidenza che rosicchia la mente di Schiavone come un tarlo. Un medico capace e competente, una equipe altamente professionale, come è stato possibile un errore così madornale?
Qualcosa non quadra e, benché in un letto di ospedale, il Vicequestore Schiavone indaga.

Rocco Schiavone, alle soglie dei cinquant’anni, è più scontroso, asociale e “ciancicato” (termine romanesco per significare stropicciato) che mai. Costretto in un luogo dal clima inclemente che si ostina a non considerare indossando scarpe e abiti consoni, invece, a quello mite di Roma, lontano dagli amici di una vita e dai luoghi dove è stato, se pur brevemente, felice, a capo di una squadra, diciamo così, “eterogenea”, tradito da uno dei pochi elementi validi da cui è composta e, infine, ora privo di un rene e vivo per miracolo. L’immagine del Vicequestore che, seduto al bar dell’ospedale spacca con un pugno l’involucro di un panettone, strappandone dei pezzi con le mani per nutrirsi, è emblematica del suo stato d’animo.
Eppure, nonostante la crudezza dei modi e la parole emesse senza filtro dalla sua bocca, che non risparmiano niente e nessuno, dal fondo della sua anima tormentata si intravedono sentimenti propri di un eroe positivo: l’affetto paterno per Gabriele, la preoccupazione per Italo, l’insopprimibile desiderio di giustizia affinché un innocente non paghi per colpe non sue.
Sarà questo contrasto che attira le donne. L’unico amore della sua vita non c’è più e anche il suo fantasma appare sempre meno. Il titolo del romanzo potrebbe mandare fuori strada: non c’è ancora una donna per il Vicequestore Rocco Schiavone. Ma l’amore, si sa, è di tanti tipi.
Il romanzo, che è l’ultimo della serie, è molto avvincente, più vicino nello stile e nel susseguirsi dei fatti alle indagini che hanno preceduto Rien ne va plus e Fate il vostro gioco.
Inutile dire che ne consiglio vivamente la lettura, iniziando, però, dal primo della serie.

5/5

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