Recensione “L’inconfondibile tristezza della torta al limone” di Aimee Bender

Alla vigilia del suo nono compleanno, la timida Rose Edelstein scopre improvvisamente di avere uno strano dono: ogni volta che mangia qualcosa, il sapore che sente è quello delle emozioni provate da chi l’ha preparato, mentre lo preparava. I dolci della pasticceria dietro casa hanno un retrogusto di rabbia, il cibo della mensa scolastica sa di noia e frustrazione; ma il peggio è che le torte preparate da sua madre, una donna allegra ed energica, acquistano prima un terrificante sapore di angoscia e disperazione, e poi di senso di colpa. Rose si troverà così costretta a confrontarsi con la vita segreta della sua famiglia apparentemente normale, e con il passare degli anni scoprirà che anche il padre e il fratello – e forse, in fondo, ciascuno di noi – hanno doni misteriosi con cui affrontare il mondo. Mescolando il realismo psicologico e la fiaba, la scrittura sensuale di Aimeé Bender torna a regalarci una storia appassionante sulle sfide che ogni giorno ci pone il rapporto con le persone che amiamo.

Titolo: L’inconfondibile tristezza della torta al limone
Autore:  Aimee Bender
Editore:  Minimum Fax
Genere: Narrativa
Data di pubblicazione: 22 Febbraio 2018
Voto: 2,5/5
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Se la scelta di un libro dipende anche dalla copertina, “l’inconfondibile tristezza della torta al limone” ha già vinto, vista la raffigurazione di una torta invitante e gustosa che spinge il lettore a sceglierlo per il pensiero che, generalmente, si associa ad un dolce: delizioso, succulento, morbido, rilassante. Il libro racconta la quotidianità di una famiglia americana in cui Rose, bambina di nove anni, scopre di avere un dono: assaggiando ed assaporando un dolce riesce a individuare le sensazioni e le emozioni delle persone che le cucinano, incominciando proprio dalle torte che sforna sua madre. E diventa sempre più brava: da un solo assaggio carpisce la provenienza di tutti gli ingredienti della torta ed associa il sapore del manicaretto ad un sentimento legato alla loro storia personale di chi l’ha cucinata. Come tutti i “doni”, però, ci sono anche i risvolti negativi con i quali la piccola Rose dovrà fare i conti. Ma non sarà la sola: anche il resto della famiglia nasconde segreti e misteri con i quali convive quotidianamente. In una storia che, a tratti, sembra la descrizione di un quadro, fissa e statica, emerge il lato oscuro dei personaggi, i quali si celano dietro atteggiamenti e comportamenti del tutto ordinari e pacati. La contrapposizione tra il tradizionale, l’abituale, il “normale” abbraccia il mistero e il segreto, in un’atmosfera spazio-temporale che, a volte, sembra surreale. La lettura risulta abbastanza scorrevole, nonostante lo scarso utilizzo della punteggiatura. Lo stile di Aimee Bender è comunque piacevole, mai scontato.

Voto: 2,5/5


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5 commenti Aggiungi il tuo

  1. skinnyap ha detto:

    Anche a me, ma si concede sempre una possibilità ai libri 😊😇

    Piace a 1 persona

  2. puntodipartenzalibri ha detto:

    Metto in lista anche io, sebbene l’uso scarso della punteggiatura mi spaventi 😉

    Piace a 2 people

  3. annaecamilla ha detto:

    Mi incuriosisce🤔 lo metto in lista! Felice giornata❤️

    Piace a 3 people

    1. skinnyap ha detto:

      Buona giornata a te!

      Piace a 2 people

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