Recensione “Mathilda” di Mary Shelley


Titolo: Mathilda

Autore : Mary Shelley

Editore : Darcy Edizioni

Genere : Classico

Data di Pubblicazione: 19 Luglio 2019

Voto: 5/5

Cartaceo -> 12€ | Ebook -> 2,99€

Sinossi

Dopo una serie di tragici lutti, tra cui quello del marito, Mary Shelley scrive il racconto Mathilda, condito da alcuni elementi autobiografici, sfoggiando tutte le sue doti di romantica drammaticità.Mathilda, sedicenne ricca di nascita ma orfana di madre, abbandonata da un padre che le dà la colpa per la scomparsa dell’amata sposa, è costretta a crescere con una zia avara di sentimenti. Quando il padre decide di tornare da lei, succede qualcosa di inaspettato: la somiglianza della fanciulla con la madre è sorprendente al punto che l’uomo la crede una reincarnazione dell’adorata Diana, così da innamorarsi della figlia. Un racconto che è ossessione e passione, sfogo e dolore, lo stesso provato da Mary Shelley in vita. La sua penna sapiente rende immaginario quel che è stata per lei realtà.

Recensione

Dopo aver letto Frankenstein, il romanzo per cui Mary Shelley è famosa, una ventina di anni fa circa, è nata in me una sorta di ammirazione reverenziale per la sua autrice, una giovane donna d’altri tempi in grado di scrivere un tale capolavoro romantico. Proprio a causa di questo sacro timore nei suoi confronti, non ho mai letto altre sue opere, anzi, recentemente ho voluto leggere nuovamente Frankenstein.

Quando Mathilda è stato proposto per la recensione, mi sono subito offerta: improvvisamente volevo approfondire la mia conoscenza di questa autrice per chiarire quella sensazione che anche la rilettura di Frankenstein aveva rafforzato.

E, quindi, si…ho avuto la conferma che quel timoroso rispetto che provavo era giustamente motivato dal fatto che costei, benché giovane e benché donna, possedesse una mente e un cuore eccezionali, grande cultura e profondità spirituale e che, attraverso una superba scrittura, non avesse paura di esprimere sé stessa, dando voce alla propria anima, passionale e tempestosa tramite una visione fantastica e geniale di mondi e tempi e personaggi mitici, veri eroi romantici.

Mathilda è un romanzo breve – con qualche elemento autobiografico, come, ad esempio, il comune destino di una madre perduta subito dopo la nascita – scritto durante uno dei momenti più bui della vita della scrittrice che ha da poco perso due figli e riversa, quindi, in questo racconto, tutto il dolore e l’angoscia che la devastano, immedesimandosi nella storia di una ragazza che, come l’autrice, conterà, nella sua breve vita, pochissimi attimi di felicità, ai quali sempre andrà con il cuore e il pensiero, nella speranza di ritrovarli, se non in vita, almeno nella morte.
E’ una lunga lettera che la protagonista, malata e in fin di vita, scrive per porgere l’estremo saluto all’unico amico che abbia mai posseduto, regalandogli, in una sorta di catarsi, la verità sul vergognoso segreto custodito nel suo cuore.
Benché innocente, assume su di sé tutta la colpa di un illecito sentimento che la avvelena nel corpo e nella mente, conducendola in un crescendo di folle parossismo, degno di una tragedia greca, a una morte desiderata.

Incalzante e appassionante, crudo e angosciante, meraviglioso ed emozionante.

5/5

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