Recensione “IT” di Stephen King

Titolo: IT

Autore: Stephen King

Editore: Sperling & Kupfer

Genere: Horror

Data pubblicazione: 27 Giugno 2017

Voto: 5/5

Cartaceo: 21,90€ | Ebook: 11,99€


Sinossi

Il terrore che sarebbe durato per ventotto anni, ma forse di più, ebbe inizio, per quel che mi è dato di sapere e di narrare, con una barchetta di carta di giornale che scendeva lungo un marciapiede in un rivolo gonfio di pioggia.

Recensione

Non credo ci siano bisogno di presentazioni quindi parto subito con la mia personalissima riflessione.All’alba, dopo quasi 20 anni, ho terminato la rilettura. Eh sì, il film mi ha fatto venire voglia di rileggerlo: sicuramente è stata una lettura diversa. Intendiamoci, mi era piaciuto anche la prima volta ma questa volta è stata più lenta, e non solo perché il tempo da poter dedicare alla lettura purtroppo è drasticamente diminuito, e sicuramente più intensa. All’epoca, per quanto mi siano piaciuti i personaggi, la cosa che ho apprezzato di più è stato il racconto mentre ora mi sono letteralmente innamorata dei perdenti: così reali che ogni lettore può tranquillamente identificarvisi. It è stato il collante che li ha fatti unire e per me la personificazione degli ostacoli e di tutte le esperienze che ci portano alla crescita. Non ho amato nessun personaggio in particolare, ma, fatta eccezione per Stan, li ho amati tutti, sia per le loro debolezze che per le loro caratteristiche positive. Ho odiato lo Stan adulto per il suo aver gettato la spugna, ma purtroppo ci sta: anche questo è così maledettamente umano. Invece la vera parte orrorifica, magistralmente presente anche nel film, per me è stata l’indifferenza della società: qui la colpa è di It, ma nella realtà?Questa mattina ho salutato l’alba con i miei, anzi i nostri, amici perdenti, ma so già che, come per la Torre Nera, si è trattato solo di un arrivederci e per questo devo ringraziare ancora una volta lo Zio.Per quanto riguarda lo stile c’è chi definisce la scrittura dello Zio prolissa e ricca di dettagli inutili e pesanti, ma secondo il mio personalissimo parere non è così, anzi. Soprattutto quando si tratta di romanzi corali come questo ogni singola parola è essenziale: è proprio grazie a tale prolissità che King mi permette di immedesimarmi ogni volta nei suoi personaggi ed in questo caso sono cresciuta con ognuno dei perdenti. Per farvi capire quanto io ami questo romanzo vi basti sapere che qualche mese fa gli ho pure dedicato un tatuaggio.Quindi sarò anche di parte ma lo ritengo un capolavoro della letteratura contemporanea e, secondo me, merita di essere letto proprio per tutte le sue sfaccettature che vanno oltre al genere horror.

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