Recensione “L’arte di costruire una barca” Un padre, una figlia e il grande mare aperto di Jonathan Gornall

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Titolo: L’arte di costruire una barca

Autore: Jonathan Gornall

Editore: DeA Planeta

Genere: Narrativa

Data pubblicazione: 16 Aprile 2019

Voto: 5/5

Cartaceo: 17€ | Ebook: 9,99€


Sinossi

Jonathan Gornall è un uomo che per lavoro usa le parole, non le mani. È nato nel Suffolk, sulla costa inglese bagnata dal Mare del Nord, fa il giornalista e ama il mare più di ogni altra cosa. Cresciuto con il mito di navigatori e avventurieri, per due volte ha tentato di attraversare l’Atlantico a remi, rischiando seriamente di non tornare a casa vivo: la stella polare della sua vita adulta, insomma, è ancora quel senso di libertà e d’avventura incontrato leggendo da bambino “Il vento tra i salici” di Kenneth Grahame. Da quando è nata sua figlia Phoebe, e la vita è cambiata di colpo, Jonathan non riesce a togliersi dalla testa un’immagine: quella di un ragazzo intento a costruire una barca, che campeggia sulla copertina di un libriccino di Rudyard Kipling. Quella figura, rimasta per anni assopita sotto la polvere di una mensola, sembra essersi ridestata per sfidarlo. E lui accetta la sfida. Come romantico e visionario dono d’amore per Phoebe, Jonathan decide di costruire, pezzo per pezzo, quella barca: una barca tradizionale, di legno a fasciami sovrapposti, solo con l’aiuto delle sue mani morbide, di un senso pratico limitato e con alle spalle «un’ignominiosa collezione di disastri sul fronte del bricolage». Inizia così un viaggio duro e dolcissimo, fatto di fatica e dedizione, di grandi slanci e difficoltà all’apparenza insormontabili, di bonacce e paure: un viaggio che conduce Jonathan non solo a conoscere come pochi “L’arte di costruire una barca”, ma a mettere alla prova come mai aveva fatto prima se stesso e il proprio amore.

Recensione

Ci riusciresti con le tue mani lisce e la tua esistenza digitale, inquadrata in un monitor?Riusciresti a creare un oggetto di una bellezza così perfetta eppure così funzionale, sagomandolo dal legno degli alberi cresciuti dalla terra prima ancora che tuo nonno nascesse…?

Arte, costruire e barca non sono solo tre parole, sono forze capaci di evocare la nostra immaginazione e suscitare un’emozione che ci strappa via dal torpore di una società narcotizzante.

L’amore di un padre che spinge a sfidarsi in qualcosa di sconosciuto, impossibile da immaginare (almeno nella nostra epoca), per lasciare qualcosa di eterno all’adorata figlia, è senza dubbio uno dei protagonisti di questo racconto. L’oggetto della sfida è la costruzione di una barca, impresa che richiama l’antichissima arte dei vichinghi e che richiede un’ottima capacità manualistica.

Quest’ultimo aspetto viene naturalmente evidenziato per contrasto con la”società digitale” in cui viviamo(come la definisce Gornall) che sta completamente perdendo le antiche e preziose capacità e i saperi dei nostri nonni,…

Cosa potremmo mai fabbricare fra gli oggetti quotidiani che ci circondano?(…).Puntiamo,clicchiamo e un sacco di roba che non capiamo e che nemmeno ci serve davvero si materializza alla nostra porta“.

Gornall denuncia la società, non tanto per il fatto di essere “digitale”in quanto tale,ma per l’impoverimento che ciascuno di noi ne sta traendo. Non sappiamo cosa ci serve veramente, non ci sforziamo più di tenere allenata la creatività e di conseguenza perdiamo saperi e capacità che sono insostituibili e fonte di vera felicità.

Questa barca non rappresenta un semplice oggetto di gioco per la sua bambina, questa barca è una metafora dell’eredità spirituale che il padre vuole lasciare alla figlia.

Un incoraggiamento per la vita a cimentarsi in qualsiasi sfida per quanto impossibile possa apparire, meglio provarci e fallire che non provarci per niente.

Un invito a conoscere e amare il mare:

per la promessa che racchiude…che si cela oltre l’orizzonte(…).Forse la caratteristica più importante del mare è che non è terra(…)lasciare la mente libera di esplorare un territorio sconfinato (…)“.

L’ amore che rimbomba in tutti questi desideri è commovente, trapela da ogni parola, pensiero e azione che durante il racconto nascono dalla mente, dalla bocca e dalle mani dell’autore. Un amore totalmente incondizionato e libero al punto che il nostro papà durante l’impresa che gli costerà, sudore, fatica e anche sangue è pronto ad accettare l’eventuale rifiuto del dono da parte della bambina.

Essere genitori ci obbliga ad abbandonare le nostre misere ambizioni egoistiche(…)“.

Un uomo che vive per passione, del mare, della figlia, della vita stessa non condurra’ mai un’esistenza stagnante, ma saprà trovare da ogni difficoltà un’occasione per crescere.

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