Recensione “L’una di Ferragosto” di Michele Renzullo

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Titolo: L’una di ferragosto

Autore: Michele Renzullo

Casa editrice: Indipendente

Genere: Narrativa contemporanea

Data pubblicazione: 9 Novembre 2019

Voto: 4/5

Cartaceo -> 12,48€ | Ebook -> 4€


Sinossi

Questa è la storia di Patrik, un ingegnere informatico la cui programmatica vita in Finlandia sta cominciando a non rispondere più ai soliti comandi. La carriera, la fidanzata, la famiglia: tutto sembra disconnettersi dalla quotidianità e perdere senso.Ma è anche la storia di Dona Lucelia, una sacerdotessa brasiliana della religione Candomblé, alle prese con una minaccia che incombe su suo nipote Pedro e su tutta la sua numerosa famiglia.L’una di Ferragosto è un romanzo che parla di scelte, di possibilità, di motivazioni profonde. I personaggi, inizialmente bloccati in uno stile di vita che sembra immutabile, trovano il coraggio di compiere un’altra scelta: vanno alla ricerca del loro cammino personale, esclusivo, accettandone le conseguenze e i rischi che questo comporta.Il romanzo, che potrebbe ascriversi nel genere letterario del realismo magico e della saga familiare, affronta i problemi e le contraddizioni della società contemporanea occidentale (l’alienazione per il lavoro, lo stress, uno stile di vita che ci è stato imposto, i ritmi da robot), non giudicandoli, ma facendoli emergere dalla narrazione, in particolare proprio dalla contrapposizione con un mondo così lontano ed esotico: quello del Brasile più selvaggio e più autentico.I colori, i sapori, gli odori della Bahia degli anni ‘70 fanno da sfondo alle vicende della famiglia di Dona Lucelia.Le due storie si intrecciano tra di loro a capitoli alterni, fino a quando Patrik tocca il fondo e trova il punto di svolta, partendo per il Brasile e svelando la relazione tra due mondi così diversi e così distanti.

Recensione

Un po’ emozionata mi accingo a scrivere la mia prima recensione di un libro cartaceo, le pagine mi scorrono leggere come ali di farfalla sulle dita. Queste membrane magiche e sfuggenti però mi parlano, mi regalano una storia indimenticabile che ha tantissimo da insegnare. Cullata dai loro sussurri, sono sprofondata nella lettura, godendomi ogni singola parola donatami. Patrik è un uomo impegnato, dedito alla carriera e fidanzato con un Heidi, ragazza sveglia e focosa con la quale la lite è all’ordine del giorno. Con quest’ultima infatti il protagonista ha un rapporto travagliato che trova fondamento nel sesso sfrenato. La vita di Patrik, che scorre monotona, dettata dall’assillo del lavoro e spesso complicata dalla sua relazione amorosa, è prossima al punto di rottura. Alla situazione già desolante si aggiunge un incubo ricorrente che continua a tormentarlo la notte, che arriva a fondersi con la realtà. Dall’altro capo del mondo, in Brasile, si ambienta la vicenda familiare che vede al suo centro Dona Lucelia, afflitta da una preoccupazione lancinante. La donna, sacerdotessa del culto Candomblè, percepisce una grave minaccia di morte che incombe sulla sua amata famiglia, in particolare sul nipote Pedro. L’atmosfera sud-americana è calda e palpitante di tradizione, e mi ha un po’ ricordato quando con i parenti ci riunivamo intorno al tavolo durante le feste, anche noi fra chiacchiericci e con profumi di nutrienti leccornie a farci compagnia. I due universi narrativi, differenti fra loro per spazio e tempo, si legano in una spirale che li porta ad intrecciarsi in un unico solido filo conduttore, giungendo ad un finale azzeccatissimo. Fondamentalmente, le vicende dei protagonisti si incontrano sposandosi alla perfezione, balzando dalla Finlandia al Brasile, in una ricerca di equilibrio. Infatti Patrick si rende conto che qualcosa nella sua routine si è inceppato; per tentare di far ripartire la sua vita, il ragazzo deve frenare la sua faticosa corsa al successo e comprendere cosa vuole davvero. Tutto ciò sarà possible unicamente mediante un viaggio che condurrà le linee narrative a fondersi a meraviglia.

Che dire, L’una di mezzanotte è un romanzo affascinante e ricolmo di tradizioni, spunti di riflessione e particolari descritti con il cuore, che fanno comprendere quanto dell’autore sia confluito fra le pagine del libro. Sicuramente il piglio narrativo di Renzullo trascina con delicata prepotenza nella trama, spronando a continuare la lettura. Gli argomenti trattati sono piacevoli e al contempo forniscono saggi consigli da applicare nella quotidianità, per vivere meglio. Il credo Candomblè poi mi ha rapita, forse anche con la complicità della mia passione per l’esoterismo.
Consiglio questo volume a chiunque, è destinato allo spazio vuoto che avete in libreria. Vi assicuro che quel posto se lo merita tutto. Buona lettura!

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Voto: 4/5


Il sito dell’autore ->

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. michelerenzullo ha detto:

    Ringrazio moltissimo Chiara per la bellissima recensione
    https://www.scritturacreativa.org/luna-di-ferragosto/

    Piace a 1 persona

    1. Chiara Chuoliny Cionco ha detto:

      È stato un piacere🌸

      Mi piace

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