Asking Alexandria, dal metalcore al rock

Salve a tutti! Allora, nell’articolo di oggi parlerò della prima rock band in assoluto che mi ha fatto avvicinare a questo genere, che prima non avevo approfondito più di tanto. Mi mancava l’impulso diciamo, non avevo nessuno che mi spingesse ad abbracciare quel sound. Quando il mio ragazzo mi propose gli Asking Alexandria, ero in piena fase Glee Club, delle cui cover mi nutrivo in maniera compulsiva. Forse anche per questo inizialmente non mi trovai molto a mio agio con il loro modo di suonare, tutte quelle urla e quell’aggressività mi parevano fuori luogo e ricercavo nei loro brani delle musicalità che non apparteneva loro. Soltanto quando mi riuscii a scardinare dalle canzoni della serie tv di Murphy mi resi conto di quanto mi intrigavano le performance degli Asking. Ascoltando i loro pezzi un paio di volte, compresi quale era la “struttura” dei loro brani e introdussi il genere metalcore nella mia Playlist musicale, parecchio variegata tutt’ora e che tocca la musica classica fino ad arrivare System of a Down. Ma non divaghiamo e torniamo ai protagonisti dell’articolo, gli Asking Alexandria, Asking per gli amici. Anche loro, come i Bring Me The Horizon, vengono dall’Inghilterra, precisamente da York. In origine però, il gruppo venne formato dal chitarrista Ben Bruce nella calda Dubai, dove viveva in quel momento. Quando il ragazzo si trasferì in Gran Bretagna, la band inevitabilmente si sciolse; ma Bruce, approdato in un appartamentino a York, si accorse del talento del coinquilino, poi grande amico, Danny Worsnop. Anche lui era appassionato di musica e durante l’infanzia era balzato da uno strumento all’altro per poi decidere di cimentarsi nel canto. Ecco che gli Asking Alexandria, con membri completamente diversi, rinascevano dalle ceneri: a fianco del chitarrista e del cantante si aggiunsero il batterista James Cassels, la seconda chitarra Cameron Liddell, Joe Lancaster al basso e Ryan Binns al sintetizzatore. Gli ultimi due musicisti lasciarono presto il complesso per motivi personali e al basso subentró l’inglese Sam Bettely.

I primi album dei ragazzi sono caratterizzati da tonalità rientranti nel genere metalcore ma anche screamo e una punta di post hardcore. Stand Up And Scream e Reckless and Relentless, sotto la Sumerian Records, hanno portato il fortunato gruppo a esibirsi in numerosi tour europei ed americani a fianco di bands come gli Our Last Night (che adoro e dei quali spero di poter parlare), i We Came as Romans e i Motionless in White, tanto per citarne alcuni. Si sono ritrovati anche ad esibirsi insieme a complessi particolarmente conosciuti nel campo, come gli Slipknot o i Motorhead. Alcuni loro brani raggiunsero la cima delle classifiche, apprezzati soprattutto in Australia ed America. Sembrava andare tutto liscio come l’olio per i ragazzi, finché Worsnop si infortunò alle corde vocali, cosa che spesso accade a chi pratica questo genere di musica. Ciò non gli impedì peró di partecipare al concerto per la figlioletta del cantante dei Suicide Silence, Mitch Lucker, deceduto nel 2013. Con il nuovo album From Death to Destiny, gli Asking, con un Danny di nuovo in forma e sprizzante energia da tutti i pori, approdarono ad un nuovo tipo di sound, arricchito da testi più maturi a differenza dei precedenti, che secondo Worsnop erano improvvisati sul momento della registrazione (vorrei saper vivere la vita sul momento come lui, diamine). La veemenza del canto e l’aggressività della musica si attenuarono, giungendo per alcuni pezzi ad un rock più soft ed apprezzabile da un range di ascoltatori più ampio. I tour si susseguivano senza posa, anche in supporto ad altri artisti e in apertura a bands storiche. Poi fulmine a ciel sereno: nel 2015 la notizia che mi ha spezzato il cuore e da cui ho messo parecchio tempo a riprendermi. Danny lasciava gli Asking Alexandria per seri problemi personali, riguardanti anche l’alcolismo. L’artista affermò che riteneva che i membri del gruppo meritassero il meglio e in quel momento non si sentiva alla loro altezza. Si concentrò così sul supergruppo We Are Harlot, ribadendo più volte che la sua non era una scelta e che augurava il meglio ai vecchi amici. Al posto del mitico e unico Danny ecco insediarsi nel ruolo di cantante l’ucraino Denis Stoff, grande ammiratore della band, della quale aveva fatto diverse cover sul suo canale YouTube e di cui imitava le sonorità col suo gruppo Make Me Famous.

Con l’acquisizione di Stoff uscì The Black, album di cui sinceramente ho apprezzato solamente tre o quattro canzoni, ma probabilmente perché sono di parte. Il modo di cantare di Worsnop è insostituibile ed inoltre, durante i lives, la vocalità di Stoff non poteva lontanamente compararsi a quella del vecchio frontman (dico solo PLAYBACK). Mentre cercavo di tirarmi su di morale ascoltando i brani dei We Are Harlot (che tra parentesi non sono per niente male e mischiano il rock con una certa nota country che con la voce di Danny sta da Dio), ecco la grande notizia: il vecchio leader degli AA sarebbe tornato, di nuovo in forma e pronto a riunirsi ai suoi compagni di sempre, con i quali ha condiviso emozioni, vissuto momenti difficili e superato ostacoli.

L’album Asking Alexandria, lanciato con il singolo Into the Fire, dal video molto rappresentativo, si discosta dal metalcore, virando su un rock venato da elementi pop.

Certo, le nuove canzoni non sono paragonabili a quelle degli esordi, ma il cambio stile degli AA è una cosa che ho decisamente approvato, anche perché hanno dimostrato di saper adattarsi a diversi generi in modo eclettico ed efficiente. Lasciatemi lodare un altro po’ la voce del frontman del gruppo, piena e roca quando serve, ma in grado al contempo di arrampicarsi su picchi altissimi di scream, facendomi venire la pelle d’oca. I suoi compagni non sono da meno; i riff ed il ritmo contenuti nei loro brani non possono non donare emozioni e far risuonare le corde più nascoste del nostro Io. Senza stare a dividere i pezzi per album, andate sicuri ascoltando Into the Fire ( https://youtu.be/-jFgNreZPf0) e Moving On, se non avete grande esperienza in campo di musica rock. Per chi invece mastica un po’ di più il genere, consiglio Another Bottle Down, la storica Not the American Average (https://youtu.be/l7Fi8-7HRhcThe), Death of Me e The Final Episode. Nella speranza che vi piacciano almeno un terzo di quanto li ami io, vi auguro buon ascolto!

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