Recensione “Metamorfosi inverse” di Alessandra Bucci

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Titolo: Metamorfosi inverse

Autore: Alessandra Bucci

Casa editrice:Chiaredizioni

Genere: Narrativa contemporanea

Data pubblicazione: 16 Febbraio 2019

Voto: 3/5

Cartaceo -> 13,50€ 


Sinossi

Una storia che si offre al lettore come una sorta di intricato “nodo”, una matassa ingarbugliata da sciogliere, pagina dopo pagina, passo dopo passo. Un metaforico viaggio ricco di sfumature e colpi di scena che porterà Betta, la protagonista, il goffo e paffuto bruco costretto ad affrontare situazioni difficili e dolorose, a spiccare finalmente il volo dopo aver allentato e sciolto gli stretti nodi che la tenevano legata a terra. Problematiche di origine psicologica, quali tricotillomania e bulimia, segnano e caratterizzano il passaggio alla maturità mentre sullo sfondo storie di degrado e bullismo non riescono a impedire alla nuova Elisabetta di poter sbocciare innalzandosi verso l’alto per diffondere nell’aria la sua nuova e gradevole essenza. Un profumo che sarà d’aiuto anche a chi nuota ancora nel fango e avrà bisogno di legarsi in qualche modo a lei per venirne fuori.

Recensione

Quando si ha fra le mani la vita di una persona, vergata su carta e contenuta fra le pagine, dare un responso e giuducare è veramente complicato. Soprattutto se le vicende narrate sono dolorose come quelle dell’autrice di Metamorfosi Inverse, che ha dovuto combattere contro una delle bestie più atroci al mondo, che dilania la mente con artigli di senso di colpa e porta in fondo, un piombo di disperazione. I rimandi alla gioventù, alla bulimia e a ciò che l’ha provocata feriscono l’animo senza pietà e danno modo di pensare a quanto banali scherzi o battute rivolte al momento giusto siano in grado di rovinare una persona per sempre. Ma per Elisabetta non è stato così; lei ha trovato il modo di cavarne le gambe, sbocciando più forte di prima. Grazie alla sua determinazione, ad una dieta bilanciata e a del sano movimento, da ragazza paffuta e bullizzata che era è divenuta una splendida donna, insegnante sensibile e devota al suo lavoro. A scuola, Elisabetta ha modo di confrontarsi con un alunno particolarmente difficile, che sputa fuori la rabbia che gli dimora nel cuore vessando i suoi compagni di classe. La professoressa, con metodo delicato e rispettoso, ma anche risoluto, si prodiga per aiutarlo come può, ma ecco che, inaspettatamente, il passato riemerge a poco a poco…

Sostanzialmente, Metamorfosi Inverse è un libro piacevole da leggere, fluido, ma anche toccante e un po’ triste in certi punti, a causa del ritratto dell’adolescenza odierna sul quale ci fa puntare lo sguardo. Ho trovato però un po’ forzati i dialoghi dei personaggi, che ricalcano alla perfezione stereotipi triti e ritriti. Le loro parole sembrano battute di una recita teatrale, preimpostata e non spontanea, ed alcune azioni compiute sono alquanto inverosimili. Oltre questo e al fatto che la protagonista mi sembra un po’ piena di sé, cosa che comunque può quadrare dopo quello che ha sopportato, Metamorfosi Inverse dona numerosi spunti di riflessione e intenerisce con il rapporto creatosi fra Elisabetta e Ramón. La definirei una lettura profonda e toccante, ma camuffata da testo da leggere per spezzare una giornata pesante!

Voto: 3/5

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