Recensione “Nocturne” di Fabio Murgano

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Titolo: Nocturne

Autore: Fabio Murgano

Editore: Indipendente

Genere: Thriller

Data pubblicazione: 4 Maggio 2017

Voto: 1.5/5

Ebook -> 1,03€


Sinossi

Quando Patricia Walker varca la soglia di Palazzo Diamond, capisce che qualcosa di sinistro aleggia all’interno dell’orfanotrofio. Gli occhi dei bambini sembrano racchiudere una verità spietata.
Patricia intende andare fino in fondo e scoprire chi si cela dietro i membri dello staff…

Recensione

Cielo, quanto odio scrivere recensioni negative. Non mi piace per niente, anche perchè pronunciandosi su un qualcosa che non proviene direttamente dalla nostra mano non si hanno abbastanza informazioni per poter discutere dell’opera. Non si è a conoscenza di tutto l’impegno, la fatica e l’amore che sono stati dietro l’elaborazione dello scritto, ma certamente è indubbio quanto l’autore tenga alla creatura che ha plasmato con le sue mani, nata dalla proiezione di idee e creatività personali, magari punto di partenza per chissà quali fantasiose peregrinazioni mentali. Di solito, quando mi trovo di fronte ad un testo che non mi è particolarmente piaciuto, tendo ad esaltarne i lati positivi, che alla fin fine ci sono sempre (basti il coraggio e la forza d’animo che si cela dietro alla composizione di qualcosa di proprio). Ma sarei ipocrita se tacessi su quanto non va tra queste pagine, quindi sarò il più sincera possibile con la speranza che l’autore di “Nocturne” non se la prenda e accetti il mio umilissimo parere personale.

“Nocturne” tratta delle disavventure della povera Patricia, spedita dal suo capo a far ricerche giornalistiche in una fabbrica, ma che finisce nel bel mezzo di un temporale che la catapulta in una delle situazioni più inquietanti che possano esistere. Eccola infatti davanti ad un sinistro maniero, che si scoprirà poi essere una sorta di orfanotrofio, gestito dalla tipica donna arcigna, dove vivono anche un uomo viscido come una lumaca senza guscio, un gobbo, un prete che si potrebbe definire in tutti i modi eccetto che tale e tanti, tanti bambini. Piccole creature dagli occhioni grandi e profondi, dagli atteggiamenti schivi e impauriti, sotto il comando soverchiante delle autorità dell’istituto. Ma c’è qualcosa che marcisce nelle fondamenta di questo posto, un mistero che la nostra Patricia dovrà sperimentare sulla propria pelle, anche grazia all’aiuto della timida ma determinata Alice, la più grande dei ragazzini qui rinchiusi. Giorno dopo giorno, l’atmosfera si fa sempre più opprimente e lugubre e la giovane donna non può ignorare, nel confortevole spazio della sua sanità mentale, gli orrori che vengono perpetuati sulle innocenti anime che alloggiano nell’edificio. La domanda è: riuscirà a salvare loro ed se stessa, uscendo viva da quell’incubo?

La trama non è affatto scialba anzi, anche se ripercorre dei cliché noti al genere, se la cava piuttosto bene aggiungendo qua e là qualche tocco di innovatività alla concatenazione di eventi. Il vero problema di questo libro a mio parere sta proprio nella scrittura: i tempi verbali sono sconnessi e scorretti, non si riesce ad empatizzare con i protagonisti (forse anche per via della brevità del testo), argomenti fondamentali vengono nominati con un soffio e poi lasciati giacere…                                                          Complice anche il fatto che alcune delle tematiche trattate sono particolarmente forti, probabilmente una cura maggiore nella stesura di questo racconto avrebbe aiutato a risaltare con maggior spicco le idee di fondo della storia. Inoltre la narrazione in prima persona non riesce ad esaudire il suo compito ed è carente di trasporto, abbastanza sterile e quasi tirata via. Davanti a certe esperienze, raccontate proprio dalla persona che le sta vivendo in quel momento, mi aspettavo un po’ più di pathos, emozione e descrittività. Rimane comunque il fatto che gli amanti del genere potrebbero apprezzare questo romanzo, anche passando sopra a ciò che ho elencato; infatti, se si è presi abbastanza dalla storia, certe piccolezze risultano irrilevanti agli occhi del lettore. Forse la mia colpa è stata proprio questa, non lasciarmi sprofondare a pieno nel testo e non riuscendo così a capirlo nella sua completezza. Spero di sentir parlare nuovamente di Fabio Murgano, per poter cambiare idea perdendomi tra le pagine di un suo nuovo libro!

Voto:1.5/5

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