Recensione lo “Spirito della Valchiria” Le cronache del Ragnarök Vol. 2 di Debora Mayfair

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Titolo: Lo spirito della Valchiria

Serie: Le cronache del Ragnarök

Autore: Debora Mayfair

Editore: Dark Zone

Genere: Fantasy

Data pubblicazione: 20 Dicembre 2018

Voto: 4/5

Ebook -> 2,99€


Sinossi

Iris è tornata da poco dall’Islanda, ha lasciato sia la foresta di ferro che il padre per rimanere accanto all’amica Bianca. Sembra essere rimasta la ragazza spensierata di sempre: ogni suo gesto è studiato per non destare sospetti… Eppure qualcosa è cambiato.
Nemmeno il gemello Hallbjörn si è accorto di niente, anche se è uno dei pochi a conoscenza del fatto che anche la sorella è maledetta a contenere lo spirito di un lupo tutt’altro che tranquillo: Sköll non a caso è chiamato “L’ingannatore”.
Étienne, un Re della Persuasione, è il primo ad accorgersi della cattiva strada che sta prendendo la vita della ragazza. Anche se lei cerca di spingerlo sempre più lontano si è reso conto che, da quando si è trovata faccia a faccia con Margot, gli eventi hanno preso una brutta piega.
Tutti sono all’oscuro del patto che Iris ha stipulato con la dea Hel, e delle tremende conseguenze che la porteranno a compiere grandi sacrifici.
Dovrà sopravvivere alla caduta in un vortice di tradimenti e inganni prima di rialzarsi in piedi, diversa e più forte, per affrontare il suo destino.

Recensione

Lessi Cuore di Neve un bel po’ di tempo fa, spudoratamente attirata dalla cultura nordica che fluiva in ampie onde turbinose dalle fragili parole delicate, che componevano tuttavia un volume di lunghezza discreta. La mia impressione fin dal principio positiva durante la lettura delle avventure di Bianca si era soltanto venuta ad incrinare per piccolezze largamente ignorabili, che tuttavia mi sono trovata a ricordare leggendo il secondo volume della saga. Questo unicamente perché qui larga parte di quelle crepe insidiosamente sottili sono state asfaltate in modo poderoso, lasciando un bel muro bianco e fresco di stesura. In “Lo Spirito della Valchiria” la protagonista è Iris, figura che mi aveva molto affascinato nel primo volume anche se praticamente solo citata. La bella islandese, mezza strega e mezza lupo, ha compiuto azioni che le hanno condizionato inevitabilmente la vita, all’interno della foresta di ferro, nel suo paese natio, e ne subisce le conseguenze sulla pelle ogni giorno; a partire dai profondi tagli che si infligge periodicamente per mozzare la voce che le imperversa nella mente, quella del lupo malvagio Skoll, che la sferza con serie di immagini violente e sanguinose che le onnubilano la ragione. Non è più la stessa e sta andando alla deriva, se ne accorge fin da subito Etienne, il giovane Re della Persuasione che ha seguito Bianca in Italia insieme a Margot, la sorellina dell’uomo che ha amato più della sua stessa vita e che ora non c’è più. Come lui, anche la ragazzina è destinata a divenire una Cacciatrice e far a spicchi i demoni che minacciano la Regina Bianca e i due gemelli che porta in grembo. Quelle di Iris e di Etienne sono le due voci che si scambiano in questo racconto, delineando due personalità completamente opposte che malgrado tutto si attirano come magneti. Nella storia fa capolino un nuovo personaggio, Mana, stregone che riesce a far tacere Skoll, dando riposo alla martoriata psiche della giovane valchiria. Il rapporto dei due protagonisti si fa tormentato, burrascoso quanto dolce e tenero lungo l’intera lunghezza della narrazione. I colpi di scena sono molti, anche se in parte si possono presagire sottraendo forse un po’ della veggenza di Bianca; la scrittura è veloce e fa viaggiare bene all’interno degli scenari del romanzo, soltanto questa celerità a volte può generare una lieve confusione nel lettore non attento, poiché i fatti sono molteplici e vengono spesso nominate cose o persone di cui non si ha memoria. A dispetto della blanda staticità con cui inizia il libro, introducendoci nella vita disastrosa della povera Iris e descrivendo le sue emozioni in modo efficace, ad un certo punto tutto si increspa e prende una piega affrettata, come se si tema il finale e si cerchi di condensarlo in una manciata di frasi. Gli avvenimenti che aggrediscono il lettore, potenti come il vento gelido che mi colpisce incurante sul lungarno pisano che sto attraversando bardata come un’eschimese, sono talmente tanti e di una portata così importante che ti lasciano senza parole, impotente davanti alla crudeltà di un finale che finale non è. Non posso far altro che mettermi in ginocchio e pregare affinché seguito esca presto, i miei nervi non possono reggere la sessione invernale e la terribile incertezza che tramortisce nella conclusione del volume!

Voto: 4/5

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