Recensione “La stanza della tessitrice” di Cristina Caboni

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Titolo: La stanza della tessitrice

Autore: Cristina Caboni

Genere: Narrativa

Editore: Garzanti

Data pubblicazione: 18 Ottobre 2018

Voto: 3,75/5

Cartaceo -> 18,60€ | Ebook -> 9,99€


Sinossi

Bellagio è il luogo dove Camilla si è rifugiata per iniziare una nuova vita. Solo qui è libera di realizzare i suoi abiti capaci di infondere coraggio, creazioni che sono ben più di qualcosa da indossare e mostrare. Ma ora è costretta ad abbandonare tutto perché Marianne, la donna che l’ha cresciuta come una madre, ha bisogno del suo sostegno. È lei a mostrarle il contenuto di un antico baule, un abito che nasconde un segreto: vicino alle cuciture interne c’è un sacchetto che custodisce una frase di augurio per una vita felice. È l’unico indizio per ritrovare la sorella che Marianne non ha mai conosciuto. Camilla non ha mai visto nulla di simile, ma conosce la leggenda di Maribelle, una stilista che, all’epoca della seconda guerra mondiale, era famosa come «Tessitrice di sogni». Nei suoi capi erano nascosti i desideri e le speranze delle donne che li portavano. Maribelle è una figura che la affascina da sempre: si dice che sia morta nell’incendio del suo atelier parigino, circondata dalle sue creazioni. Camilla non sa quale sia il legame tra Maribelle e la sorella che Marianne vuole ritrovare. Ma sa che è disposta a fare di tutto per scoprirlo. Sente che la sua intuizione è giusta: Parigi è il luogo da dove iniziare le ricerche; stoffe, tessuti e bozzetti la strada da seguire. Una strada tortuosa, come complesso è ogni filo di una trama che viene da lontano. Perché i misteri da svelare sono a ogni angolo. Perché Maribelle ha lottato per affermare le proprie idee. Perché seguirne le orme significa per Camilla scavare dentro sé stessa, dove batte un cuore che anche l’ago più acuminato non può scalfire.

Recensione

La stanza della tessitrice è il primo romanzo che leggo dell’autrice. Ciò che si apprezza fin da subito è il flusso narrativo che permette al lettore di non annoiarsi e di rimanere connessi fino all’ultima pagina.

Il genere del libro è un mix tra una storia familiare, con inquadramenti storici e storie d’amore ma solo la prima è veramente il fulcro di tutto.

La protagonista fugge da un destino che non sente suo ma improvvisamente viene richiamata a casa e dovrá affrontare ciò che più temeva. Inoltre il suo amore di ragazzina non è sfiorito e fiorisce dove lei era convinta non ci fosse futuro.

Il rapporto con la donna che l’ha presa con se è quasi unidirezionale in alcuni momenti. Ciò che ho notato manchi è la profondità di alcuni sentimenti e la nebbia in altre situazioni. Per esempio quasi nulla sappiamo sul passato dei protagonisti, come è stato possibile che un’orfana sia poi stata cresciuta da una signora incontrata per caso? Come è stata la sua perdita? Come è cresciuta ed è diventata donna, tutto ciò manca.

In seguito capiamo che la vera protagonista è la nonna adottiva se così possiamo definirla ma avrei preferito sapere di più anche su chi scoprirà la verità. Avrebbe reso il tutto completo e così purtroppo non è stato.

Il libro è un’ottima lettura, per nulla scontata ne banale. Voto 3,75/5.

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