Recensione “Non fare domande” di Sophie Hannah

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Titolo: Non fare domande

Autore: Sophie Hannah

Editore:  Garzanti

Genere: Thriller

Data pubblicazione: 30 Agosto 2018

Voto: 5/5

Cartaceo -> 19,60 € | Ebook -> 10,99€


Sinossi

Abbarbicata sulle colline del Devon, Speedwell House si staglia imponente contro il cielo terso. È impossibile non notarla, circondata com’è da rampicanti verdissimi e dalla calma del fiume che la lambisce. Appena la vede, Justine capisce che è la casa perfetta per lei. Qui potrà ricominciare da capo, lontano dal caos londinese, e dedicare più tempo alla figlia Ellen. Ma a soli quattro mesi dal suo trasferimento, quella promessa di tranquillità viene spezzata. Ellen diventa introversa e sfuggente. Un comportamento insolito, a cui Justine non riesce a trovare spiegazione. Finché, tra i compiti di letteratura della figlia, non si imbatte in un tema, una breve storia di omicidi seriali commessi in passato proprio a Speedwell House. Justine non può crederci. Ellen deve essersi immaginata tutto. A questa scoperta fa seguito una serie di telefonate anonime: dall’altro capo del ricevitore la voce di una donna si rivolge a Justine chiamandola «Sandie» e minaccia di ucciderla se non lascia al più presto il Devon. Quando questa voce le parla degli omicidi di cui ha scritto anche Ellen, Justine inizia ad avere paura e a chiedersi chi sia quella donna e che cosa voglia veramente da lei. Forse c’è un fondo di verità nella storia raccontata dalla figlia che all’inizio le era sembrata tanto irreale. Per Justine è arrivato il momento di vincere la paura e andare a fondo della questione prima che sia troppo tardi. Perché non può permettere che qualcuno distrugga tutto il suo mondo. Non un’altra volta.

Recensione

Eccoci qui con l’ennesima recensione della mia CE preferita. Questa volta siamo alle prese con un genere diverso per i miei standard: un Giallo/Thriller.

Da dove cominciare? Bhè vi starere chiedendo, sei tu ad aver terminato il libro, per cui dovresti saperlo da sola. Ma alle volte, miei cari non è così semplice.

Partiamo dagli albori, i protagonisti sono una famiglia composta da padre (cantante lirico), madre (nullafacente) e figlia adolescente. Decidono di trasferirsi dalla rumorosa Londra, alla più tranquilla campagna. La madre ha lavorato nel settore dello spettacolo per anni e ora si è ritirata per stare più tranquilla e serena, ma ovviamente così non sará.

Da subito la donna inizia a ricevere chiamate minatorie, dove viene minacciata, chiamata con un altro mome (non suo) e dove viene intimata a lasciare la sua nuova casa o avrebbe e ricevuto ripercussioni. Dopo essersi rivolta alla polizia ed essere stata licquidata decide di assumere un investigatore privato. Nel frattempo però la figlia inizia ad essere più taciturna ed inoltre, il suo giaccone è sparito e il suo nuovo migliore amico espulso dalla scuola privata che frequentano insieme. La donna esausta di vedere la figlia sconvolta, decide di fare visita alla preside, chiedendo notizie del giovane, ma l’unica risposta che riceve è “non abbiamo mai avuto uno studente con quel nome e nessuno è stato espulso dall’istituto”.

Il mistero si infittisce, la figlia le sta raccontando tutto? Oppure le cela dei segreti? Chi è questo giovane misterioso? Chi la minaccia? I due eventi sono collegati? Bhè io ovviamente so rispondere a queste domande ma fidatevi sono le stesse che mi sono posta per buona parte del libro. Un susseguirsi di mistero e pathos, in grado di tenere il lettore incollato e far terminare la lettura in meno di 48 h, il tutto nonostante la mole del libro. Sono riuscita a prevedere solo un misero 5% di tutta la storia….e fidatevi…in genere prevedo quasi sempre tutto. Ma qui la capacità dell’autore di sorprendere è stata tale da lasciarmi spiazzata.

Ciò che rende il libro ancora meglio di quanto ci si possa aspettare, é la continua psicologia inserita, mi spiego meglio. I personaggi, i fatti, le varie trame in parallelo, tutto collima ed è tenuto insieme da un intreccio psicologico umanamente reale, da lasciare interdetti i più. Oltre tutto, la finezza e la sottigliezza che c’è nella descrizione dei fatti, rendono il lettore per nulla passivo. Se infatti, l’attenzione dovesse scemare in qualche modo, fidatevi che non capireste più nulla. Ancora adesso io rimango stupita dalla lettura che ho avuto tra le mani. Qui non si tratta di valutare la storia o un romanzo, cioè che si legge é ben oltre tutto ciò e potrete capirlo solo leggendolo.

Insomma, libri super-iper-mega consigliato. Voto? 5+

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3 pensieri su “Recensione “Non fare domande” di Sophie Hannah

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