Recensione American Horror Story parte VI

Davanti ad un prodotto come American Horror Story: Roanoke, non si può fare a meno che darsi una sonora pacca sulla fronte, producendo uno schiocco che rimbomberà fino a casa di Ryan Murphy per fargli intuire che questa volta il segno non l’ha proprio colpito. Questa sesta stagione è un’accozzaglia di personaggi senza grande spessore e di idee che potevano essere buone come i maritozzi con la panna, ma a quanto pare per impastarli è stato usato il sale al posto dello zucchero; prima di trascinarvi nelle mie elucubrazioni mentali sul perchè questa serie sia andata a ballodole vi offro un piccolo scorcio di trama. Partendo dal fatto che la stagione si divide diciamo in due, nella prima assistiamo ad una sorta di documentario (mio dio odio i falsi documentari), dove i coniugi Miller in seguito a brutti fattacci si trasferiscono in una casa coloniale sperduta e circondata da meravigliose foreste verdeggianti. Sarebbe tutto fantastico se la struttura e il terreno su cui è costruito l’edificio non fossero abitati dalla colonia fantasma di Roanoke, capitanata da una matta infervorata armata di mannaia e assetata di sangue più di Lady Gaga nella scorsa stagione. Risultati immagini per american horror story roanokeMatt e Shelby Miller e la sorella dell’uomo, Lee, narrano i fatti sconvolgenti di cui sono stati i protagonisti da una comoda sedia di fronte al tipico sfondo triste che si scorge nelle interviste su History Channel, mentre a noi “telespettatori” vengono riproposti spezzoni degli avvenimenti in cui i membri della famiglia vengono interpretati da alcuni attori, che conosceremo meglio in seguito. Ai tre personaggi si aggiunge la figlia di Lee, Flora, che dopo una brevissima comparsa attuata a posta per farti affezionare a lei PUFF! scompare nel nulla, rapita dallo spirito di una bimba della colonia, Priscilla. Allora vai con le ricerche disperate, interrotte dalla visita dell’ex della madre che vuole portarsi via la sua piccola ma non fa in tempo a dire “A…” che viene brutalmente ucciso, ritrovato nei pressi del bosco. Per farla breve, dopo svariate inquietanti apparizioni tra cui una figura antropomorfa dalla testa suina che mi ha ricordato un sacco Saw, il gruppo di sfortunati riesce a scappare dal luogo in seguito a una tortuosa fuga durante la quale vengono esposti a gravi pericoli e rischiano più di una volta di rimanerci secchi tutti. La seconda parte della serie vede i Miller e i principali interpreti della ricostruzione documentaristica tornare nella casa dei loro incubi, da cui erano fuggiti a gambe levate e in cui avevano spergiurato di non mettere più piede ma, beh, a quanto pare gli orrori non erano stati abbastanza per loro e volevano divertirsi un altro po’, allettati dal denaro proposto loro dal direttore dello show, voglioso di lucrare ancor di più sulla fama raggiunta da “My Roanoke Nightmare”. E indovinate un po’ cosa succede a tornare in una struttura infestata nel bel mezzo di un territorio maledetto? I guai non tardano ad arrivare e, mentre le relazioni fra i vari personaggi si sfaldano e prendono pieghe prevedibili ma comunque sconcertanti, la luna di sangue che preannuncia lo sterminio degli abitanti della terra da parte della Macellaia si avvicina minacciosa. Sembra di essere in una sorta di Hunger Games a livello superiore visto che gli impavidi protagonisti iniziano a morire uno dopo l’altro come se fossero mosche, ammazzati dalle temibili presenze del posto, quasi mangiati dai cannibali Polk che si nascondono nelle foreste e hanno un patto profondo con gli spiriti di Roanoke; se i fantasmi assassini non sono abbastanza, ci pensano gli stessi Matt, Shelby e compagnia bella a togliersi di mezzo a vicenda, cosa che mi ha fatto grattare la testa assorta. Cioè, c’è un enorme pericolo comune e voi vi mettete a tirar fuori cavilli personali e a fare le bizze condite da qualche bell’omicidio? Ma cooperate un po’, che diamine! Il finale poi non mi è proprio andato giù, il personaggio di Lee che diventa malvagio e che per amore della figlia Flora si sacrifica dopo aver ucciso mezzo mondo è stata una scelta frettolosa e di nessun impatto, anche perchè durante il corso degli episodi non riusciamo a simpatizzare per la donna nè tanto meno a comprenderla. Questa stagione ha collezionato delusioni su delusioni: innanzitutto i ruoli interpretati dagli attori. Passiamo sopra al fatto che ci avete dato poco Evan Peters questa volta, e questo non, ripeto NON, ci piace, Risultati immagini per american horror story roanoke

ma vengono introdotti nuovi artisti nel panorama di AHS e viene dato loro un ruolo troppo importante a mio parere, a discapito della familiarità che ormai si era instaurata fra i fans e gli interpreti quali Frances Conroy o Kathy Bates, rilegati a parti marginali che non permettono loro di esprimere a pieno il loro potenziale. Non ho nulla contro i nuovi arrivati, ci mancherebbe, ma secondo me per immetterli nell’universo grottesco della serie sarebbe stato meglio farceli conoscere a piccole dosi, per insegnarci come amarli.

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Altro punto dolente è la mancanza di idee che ha portato ad una stagione confusionaria e poco convincente, nella quale i personaggi agiscono in modo a noi non decifrabile, come ho già detto prima, proprio perchè non entriamo in sintonia con essi nonostante il livello di recitazione si mantenga sempre alto e i loro visi ben catturino un’ampissima gamma di emozioni differenti. Dalla brillante idea di riunire tutti gli attori e coloro che interpretano nella casa coloniale, trovata che avrebbe potuto svilupparsi benissimo grazie ai contrasti latenti tra loro e che avrebbe potuto generare un’ottima crescita delle dinamiche interne al gruppo o ad ogni singolo personaggio non ha condotto a ciò che io e molti altri scoraggiati fans speravamo; per non parlare dell’utilizzo di quell’odiosa videocamera usata per realizzare la “serie tv nella serie tv”, situazione palesemente inverosimile e a tratti fastidiosa. La storia non era male, le occasioni per poter sviluppare una buona trama e far scintillare gli attori che impersonavano i loro ruoli abbondavano, ma una povertà di idee di fondo non ha permesso a questi spunti di evolversi in qualcosa di positivo, scadendo nel banale o accarezzando i livelli del trash per le scene disgustose e splatter che vengono impiegate come riempimento solamente per impressionare uno spettatore già mal disposto, memore della precedente stagione.

Ci avviciniamo alla conclusione del nostro viaggio, la prossima volta tratterò di AHS: Cult, serie che vede coinvolte le elezioni negli Stati Uniti che hanno condotto alla vittoria di Donald Trump, ancora molto discussa e chiacchierata. Fino ad ora posso dire che da un picco di creatività e inventiva assurdo nelle prime stagioni dello show, con una grande parabola si è giunti a terminare quel materiale che tanto affascinava e teneva con il fiato sospeso. Forse in parte ciò è dovuto all’abitudine allo spavento e ai contorsionismi di trama che pian piano progredisce nel fan sfegatato dopo così tanti episodi. Probabilmente l’innovatività di American Horror Story, dosataci come un vaccino a piccole dosi, ci ha reso immuni a quell’estremismo e quella fantasia che hanno permeato il programma fino a un po’ di tempo fa… in attesa anche dell’ottava stagione, staremo a vedere se quel brivido di inquietudine riuscirà a percorrerci la schiena un’altra volta!Risultati immagini per american horror story roanoke

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