Recensione “L’archivio degli Dei” di Miriam Palombi

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Titolo: L’Archivio degli Dei

Autore: Miriam Palombi

Editore: Dark Zone

Genere: Thriller

Data pubblicazione: 1 Giugno 2017

Voto: 3,75/5

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Sinossi

Una maledizione antica ha originato una scia di sangue che attraversa i secoli. Macabri omicidi rimasti insoluti. La galleria degli uffizi mostra opere d’arte che custodiscono inquietanti rivelazioni nascoste nelle loro pennellate. Un segreto pericoloso, taciuto da alcuni e rincorso da altri, che renderà l’uomo simile agli dei. Un’insidiosa caccia al tesoro disseminata di trappole mortali dalle quali ci si potrà salvare soltanto grazie a astuzia e conoscenza.

Recensione

Qualche giorno per meditare su questa lettura che nonostante sia molto corta, purtroppo è perdurata per molto tempo. Inizialmente la trama e le morti improvvise di tutti coloro che avevano a che fare con questo mistero, mi avevano conquistata moltissimo, portandomi a leggere un terzo del libro in un unico respiro. Dopo purtroppo il ritmo che inizialmente ho trovato incalzante è andato scemando. I capitoli inizialmente erano un continuo salto temporale che passava di secolo in secolo, in un continuo susseguirsi di mistero che mi ha affascinata moltissimo. Quanto poi la storia si è stabilizzata al nostro secolo, purtroppo la narrazione ha perso tantissimo, facendo vedere quanto fosse precaria la struttura su cui poggiava la trama fino a quel momento.

Gli ultimi capitoli invece hanno saputo ridestarmi e farmi assaporare ogni parola. La genialità del labirinto e il meccanismo che lo metteva in moto, oltre che l’elenco degli stralci dei libri andati perduti, mi hanno fatto capire quanto l’autrice abbia da dare e quale ricerca e lavoro sia presente dietro questo libro, apparentemente molto piccolo. Se lo consiglio? Assolutamente si! Perchè nonostante lo abbia trovato lento nella parte centrale, il finale è talmente esplosivo e inaspettato,oltre che ricco, da portare il lettore in un oltre emotivamente empatico. Scommetto infatti, che non sarei la sola a desiderare di avere la possibilità di stringere tra le mani i libri andati perduti, di cui possiamo leggere degli stralci nella parte finale del libro. Starlci scritti con una coglizione di causa tale da far appassionare ancora di più, ma che elencati così miseramente nel finale, non danno loro la luce che avrebbero meritato.

Un libro che a tratti è eccellente e in altri più che sufficiente, avrei apprezzato più omogeneità, ma spero di poter leggere presto altro dell’autrice.

Buona lettura e un saluto da Muaty.

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