Recensione “La Donna del mercante di spezie” di Katie Hickman

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Titolo: La donna del mercante di spezie

Autore: Katie Hickman

Editore: Garzanti

Genere: Narrativa storica

Data pubblicazione: 28 Giugno 2018

Voto: 5/5

Cartaceo -> 15,81€| Ebook ->10,99€


Sinossi

Londra 1611. Il rumore dell’elegante carrozza che avanza risuona nel viale alberato. Da lontano si scorge una villa imponente. E lì che Paul e Celia cominceranno la loro nuova vita come marito e moglie dopo gli anni passati ad Aleppo. Il matrimonio sembrava un traguardo impossibile per il loro amore, profondo ma proibito. Perché Paul è un ricco mercante inglese che fa approdare nei porti di tutto il mondo i tesori dell’Oriente, come spezie e seta, mentre Celia è stata vittima della violenza dei turchi ed era una delle favorite del sultano. Ma Paul non ha saputo resistere al fascino dei suoi capelli, color dell’oro, e della sua pelle, bianca come una perla. Ora sono insieme, al sicuro nella casa lussuosa di lui. Tutto, in quel luogo, brilla ed è segno di signorilità. Tutto, in quel luogo, sembra perfetto e immacolato. Tutto tranne l’animo di Celia che è spaventata dall’alta società londinese, dall’etichetta che non conosce, dalle regole del bel mondo che nessuno le ha mai insegnato. Sarà lady Sydenham, una ricca vedova, a farle da chaperon durante le cene di gala, mentre il marito è occupato negli affari, chiuso in stanze dove alle donne non è permesso entrare. Sarà lei a insinuarsi sempre di più nella sua vita per insegnarle come vestirsi, come muoversi, come parlare. Celia ne è affascinata: è così che vorrebbe diventare. Eppure non è solo gentilezza ciò che si nasconde dietro l’educazione impeccabile della donna. Celia deve riuscire a superare le apparenze. Perché in pericolo c’è il suo legame con Paul, la sopravvivenza di quello che hanno conquistato. E qualcosa di altrettanto prezioso, per loro: il leggendario diamante blu che è stato testimone di tutti gli ostacoli che il loro amore ha superato.

Recensione

“Quello che voglio dire”,aggiunse lei, “è che il nostro destino è nelle nostre mani. O in quelle di Dio. Non in quelle di una pietra .”

Siamo sulle  prime pagine di questo libro, trasportati nel lontano 1643 ad Oxford dove nella sala consiliare del re due cortigiani intenti a discutere su dei documenti scorgono in lontananza una figura abbastanza familiare, il noto mercante Paul Pindar.                       Su di lui si è sempre parlato molto, avendo trascorso una vita molto travagliata divisa tra Costantinopoli e Londra, ma l’elemento che ha sempre suscitato più curiosità era senza dubbio sua moglie Celia.

Per comprendere la realtà della storia bisogna ritornare ad Aleppo nel 1611, città dove Paul e Celia hanno trascorso per molto tempo la loro quotidianità, adattata agli usi e costumi del luogo.                                                                                                                                   Ora però è il momento di ritornare in patria con la speranza che l’atmosfera coniugale possa essere più serena.                                                                                                                        Nella capitale inglese nulla risulta come previsto, la loro casa è sempre colma di ospiti, tra cui le note signore inglesi dell’alta aristocrazia sempre alla ricerca dell’ultimo scandalo e pettegolezzo e molte altre persone di cui è meglio non fidarsi .

Protagonista dell’intera vicenda è sicuramente Celia: una figura che ci viene mostrata fin da subito molto delicata, ingenua, ma soprattutto una donna che non riesce ancora a voltare pagina dalla violenza subita dai turchi divenendo infine una delle favorite del sultano; evento che le impedisce di avere una vita serena con suo marito persino nella sfera intima.                                                                                                                              Antagonista è la donna di compagnia Lady Sydenham, una ricca vedova che cerca di far avvicinare Celia alle abitudini inglesi, insegnandole come vestire, parlare e muoversi .      Dovrà passare un po’ di tempo affinché Celia comprenda che la presenza di questa donna è solo sinonimo di instabilità e disordine sia con Paul che per qualcosa di più grande: il Sultan’s Blu, un diamante dal valore inestimabile testimone di tutti gli ostacoli che hanno dovuto affrontare nel corso degli anni .

La storia si conclude con il ritorno al 1643, quando ormai Paul decide di donare il diamante al re e di trascorrere gli ultimi anni nella casa a Bishopshate,  luogo che gli ricorda tutta la vita condivisa con la sua amata.

Un libro non breve ma che pian piano riesce a prenderti e ti trasporta nel passato : carrozze, vestiti, mondo arabo, navi, corte.                                                                                      Non bisogna attendere molto per affezionarsi a Celia, la reale protagonista dell’intera vicenda, fragile e forse a volte fin troppo , la si vorrebbe più forte, più sicura di sè, più intraprendente ma purtroppo il passato è diventato una cicatrice permanente .                    Come ogni buon libro le ultime pagine sanno essere le più belle ma anche le peggiori , consapevoli ormai che il viaggio è giunto al termine , si avverte un senso di nostalgia, di abbandono, di smarrimento…….non dobbiamo far altro che essere generosi dando modo  ad un altro lettore la possibilità di sentire le donne arabe conversare sui tetti, la pioggia inglese scivolare sul viso, sentire i consigli di Annetta, ma ultima cosa se non la più importante; reggere e ammirare davanti il fuoco il Sultan’s Blu.                                                P.S attenzione alla scimmietta Quirkus  😉

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