Recensione “La Dama nera” di Lucia Guazzoni

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Titolo: La dama nera

Autore: Lucia Guazzoni

Editore: Santi Editore

Genere: Romance/Giallo

Data pubblicazione: 30 Luglio 2015

Voto: 3,75/5

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Sinossi

Durante una gita ai castelli della Loira, Gabriel si ritrova a Montleloup, dove la madre, figlia dei giardinieri, è vissuta ed ha giocato da bambina. La ragazza conosce alla perfezione la storia della maledizione che aleggia su quel castello da quando Guiscard de Montleloup, di ritorno dalle Crociate, portò con sé una bella saracena, soprannominata La Dama Nera, che morì pochi anni dopo, lasciando un erede. La madre di Gabriel le raccontava che ad ogni generazione nasceva un barone di pelle scura come la La Dama Nera e che quel sangue saraceno portava disgrazie alla famiglia. Al castello Gabriel si incontra con Brian de Montleloup, l’ultimo barone, scuro di pelle come la saracena. Ma subito dopo ecco comparire un altro barone di Montleloup, identico al primo ma bianco e biondo. Chi dei due sarà il vero barone di Montleloup? E che terribile mistero si nasconde tra le mura di quel castello incantato dove sta nascendo l’amore di Gabriel? Un amore diviso a metà, tra i due baroni, senza sapere quale scegliere. Tra di loro, La Dama Nera allunga la sua ombra minacciosa…

Recensione

Trattandosi del primo libro che leggo dell’autrice e primo approccio alla casa editrice, non sapevo bene cosa aspettarmi, ma premettendo che ho letto il libro in meno di 24 ore, posso dirvi che ne sono rimasta piacevolmente colpita. Una trama interessante e per nulla scontata. Due Baroni che sostengono entrambi di essere la medesima persona e accusando l’altro di essere un impostore. Ovviamente ero convinta che mi sarei fatta da subito una mia idea su chi fosse il reale impostore, ma purtroppo non è stato per nulla facile. L’autrice è in grado di farti cambiare idea e farti propendere ogni volta per il Barone che sta parlando in quel momento. Se inizialmente infatti non si può che essere convinti che il giovane di colore sia il reale Barone, dopo pochi capitoli si cambia nettamente idea e proprio come la protagonista si finisce per essere totalmente confusi. Insomma ma chi è il vero Barone?

Il libro è un Romanzo Rosa è un Giallo? Credo sia un mix di entrambi. La storia d’amore non manca, anche se amore ce ne è ben poco. Insomma i due giovani si innamorano a prima vita e non essendo nemmeno sicuri si chi sia l’impostore o meno, è anche parecchio difficile credere che i sentimenti del giovane siano reali. Un uomo che rinchiude una sconosciuta nel suo castello per salvare la sanità mentale del fratello, si innamora di lei, il tutto in meno di un giorno. Le propone di scegliere tra lo restare e tornare dalla sua famiglia e lei decide di rimanere, nel luogo dove un giovane è quasi sicuramente pazzo da legare e la chiama come un’ava scomparsa ai tempi della rivoluzione francese; mentre la ex propensa a saldare i suoi debiti, decide di rinchiuderla in un nascondiglio segreto da cui è quasi impossibile uscire, murandola viva…..e lei? Decide di rimanere…..insomma, la logicità non la fa da padrone. In più in tutto questo dovrebbe trovare un tesoro nascosto, in un castello che non ha mai visitato ma che è stato perlustrato avidamente per secoli da chi lo ha abitato….e dove sarà il tesoro? In una torre inacessibile….insomma ma io mi chiedo ma in tutti questi secoli nessuno ha mai pensato: ho un torre in cui non riesco ad entrare, perchè? Se non c’è una porta ma è presente una finestra, forse potrei calarmi da un elicottero, oppure mandare una telecamerina volante…..ma queste sono solo le prime idee che mi sono venute in mente.

Passando alla storia d’amore, non sono contraria all’amore a prima vista, anzi, ma quando un autore sceglie questo tipo di legame, dovrebbe descriverlo in maniera minuziosa in modo da farci sentire il cuore che batte, il profumo che sentono e ciò che provano. Qui tutto questo manca, tra i due non cè nulla di concreto, non c’è passione, non c’è legame, non sembra quasi esserci sentimento se non quando si dicono che si amano alla follia. Sarebbe bello se nella vita di tutti i giorsi si potesse essere così diretti, alcune persone non sono in grado di ammettere a se stesse ciò che provano, figurarsi dirselo dopo un giorno di conoscenza. Che poi in realtà dopo un giorno non si conosce nemmeno realmente una persona…ma questa probabilmente è la zitella che è in me a parlare, per cui fate finta che non lo abbia detto.

Insomma consiglio questo libro? Si assolutamente perché ha una trama che ha la capicità di tenerti legata alle pagine (si possono chiamare pagine anche se si è letto il libro dal cellulare? sob!), però non posso che aggiungere che se l’autrice avesse ampliato le fasi narrative sarebbe stata in grado di creare un vero e proprio capolavoro.

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