Recensione “Malem” di Sarah Canepa

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Titolo: Malem

Autore: Sarah Canepa

Editore: Independently published

Genere: Fantasy

Data pubblicazione: 9 Aprile 2018

Voto: 2.5/5


Sinossi

Gemma è una ragazza adolescente che si ritrova a vivere una vita che non le appartiene; una vita di odio e malignità. Ma lei non sa che al di là del vecchio e impolverato specchio di camera sua c’è un nuovo mondo che l’aspetta, un mondo tutto da scoprire e un ragazzo che le farà compagnia mostrandole una nuova vita.
Il mondo del bene e il mondo del male, chi vincerà?

Recensione

Sinceramente mi appresto a scrivere questa recensione con un po’ di delusione, perché leggendo l’anteprima di quest’opera, mi ero sentita intrigata e invogliata a divorarla come un dolce al cioccolato appena sfornato; la trama prospettava un intreccio succulento, due fazioni completamente opposte che si devono scontrare, due giovani tra i quali, me lo aspettavo, nascerà del tenero, profondi scandagli psicologici relativi a questi Bene e Male con l’iniziale maiuscola, due estremi troppo ben definiti per non presentare sfumature al loro interno. Inoltre ero molto colpita dal fatto che la scrittrice fosse veramente giovane, eppure avesse saputo partorire un’idea così particolare!

Già notando la sua breve lunghezza, però, c’era qualcosa che non mi tornava… tutto questo in poche pagine per me sarebbe stato impossibile da racchiudere!

Immergendomi nella lettura mi son trovata avviluppata in un mondo che definire malvagio e grottesco è dir poco, dove il termine morte è una costante e tutti, e dico TUTTI, sono pervasi da una cattiveria immane che brucia al loro interno come un fuoco, alimentata dal sangue che ogni giorno è versato in una specie di arena nella quale povere persone vengono torturate e uccise per “crimini” inesistenti quali l’aver fatto troppo del bene. Sono rimasta sconcertata da un ambiente del genere… possibile che proprio nessuno nessuno avesse un briciolo di umanità in quell’inferno? Eccola qua, la nostra protagonista. Gemma si sente un “pezzo di puzzle” nel posto sbagliato, non condivide la malignità del suo autoritario padre e dei cittadini di Portia.

Fin dalle prime pagine il suo astio è tangibile e spesso ripete che odia la sua vita, costretta a fare un lavoro che la disumanizza, con il destino già scritto come una bestia pronta per il macello. Mi sono subito sentita attratta dalla scrittura veloce, espressiva e tagliente che ci racconta la vicenda e ho ingranato la marcia volando sulle pagine e passando sopra gli errori di scrittura che, ahimè, son frequenti e per un lettore pignolo potrebbero risultare davvero fastidiosi.

Ma io non lo sono e quindi mi godo la lettura; i fatti si susseguono e mi aspettavo qualche riflessione profonda, qualche discorso interiore di Gemma che mi dicesse un po’ di più su di lei, che non si limitasse a frasi affettate sull’orrore e il risentimento che sente, ma purtroppo non ne ho trovate di veramente soddisfacenti. Magari avrei gradito qualcosa di più sulla nostra protagonista, soprattutto mano a mano che gli eventi le crollano addosso l’uno dopo l’altro! La ragazza passa in mezzo a un vortice di emozioni contrastanti, prima la curiosità per il ritrovamento dello specchio, poi l’incontro con Aron e il meraviglioso mondo di Miride, i loro brevi (avrei sperato un po’ di storia in più riguardo ai due, che invece si esaurisce in poche battute e lunghissimi silenzi) scambi di opinioni e affetti… per non parlare poi della confusione che avrebbe dovuto scatenare nella sua mente seppur robusta la prima uccisione, accadimento che avrebbe stravolto chiunque! Gemma invece ce ne accenna brevemente, forse perché troppo abituata a quel genere di cose? Non so..

Passiamo ad Aron, per lui valgono più o meno le stesse cose che ho detto riguardo la sua controparte femminile. Viste le premesse, ero curiosissima di come sarebbe stato sviluppato il personaggio, e invece, anche qui con mio grande dispiacere, ci riduciamo ad una sagoma tagliata con le forbici, un ragazzo tranquillo, stop. Non ci viene detto più di tanto su di lui, ma voglio pensare che sia perché, nonostante a volte sia lui a condurre il racconto dal suo punto di vista, la vera protagonista di Malem è Gemma. Mi sarebbe piaciuto anche un ulteriore approfondimento sui personaggi secondari: Sam, la dolce Clara, Darrell; ma il tempo corre, e le pagine continuano con quelle frasi brevi e concrete che scorrevano tanto bene all’inizio del libro.

Un tipo di narrazione del genere, a mio umilissimo parere, è adatta per un incipit, un’apertura dove conosciamo i personaggi e in breve lo stato di cose che perdura quando siamo introdotti nel racconto, ma mano a mano che le cose succedono, e signori, qui di cose ne succedono veramente tantissime, la scrittura deve soffermarsi di più, descrivere, narrare, far acquistare ai personaggi un loro spessore e ampliare il campo di lettura. È ovvio che uno scorrere veloce dei fatti tiene più incollati alla pagina, ma a volte rischia di deludere lasciando punti interrogativi e falle nella trama quando magari vorremmo delle spiegazioni in più, conoscere di più coloro con i quali ci immedesimiamo, i protagonisti, soprattutto se un testo è scritto in prima persona.

Per concludere, ho trovato Malem un libro interessante per trama, decisamente curiosa e affascinante, ma ho risentito molto delle lacune sulla narrazione e del modo brusco e definitivo in cui si conclude la storia, visto che a mio parere c’era ancora molto da narrare, spiegazioni da dare e rassicurazioni che un lettore si sarebbe, penso, aspettato, soprattutto dal finale che mi ha veramente lasciato l’amaro in bocca. Detto questo, non affermo che non valga la pena leggere questo libro, anche solo per la particolarità della storia che mi ha portato a pensare e ripensare a migliaia di finali alternativi, oppure come sarebbe stato vivere in uno di questi due mondi, o bianco o nero, o pioggia o sole; ma mi trovo a non poter non sottolineare certe cose che lo hanno penalizzato molto come racconto. Spero in un seguito, perché non mi sono rassegnata al finale e sono curiosa e positiva sull’evolversi della carriera di questa giovanissima scrittrice, a cui faccio i miei complimenti per il coraggio e la determinazione mostrati per portare a termine il faticoso ed estenuante, se pur pieno di soddisfazioni, viaggio verso la scrittura!

 

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