Recensione “Il Figlio del Cimitero” di Neil Gaiman

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Titolo: Il figlio del cimitero

Autore: Neil Gaiman

Editore: Oscar Mondadori

Genere: Fantasy per ragazzi

Data pubblicazione: 2008

Pagine: 344

Voto: 4/5

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Trama

Ogni mattino Bod fa colazione con le buone cose che prepara la signora Owens. Poi va a scuola e ascolta le lezioni del maestro Silas. E il pomeriggio passa il tempo con Liza, sua compagna di giochi. Bod sarebbe un bambino normale. Se non fosse che Liza è una strega sepolta in un terreno sconsacrato. Silas è un fantasma. E la signora Owens è morta duecento anni fa. Bod era ancora in fasce quando è scampato all’omicidio della sua famiglia gattonando fino al cimitero sulla collina, dove i morti l’hanno accolto e adottato per proteggerlo dai suoi assassini. Da allora è Nobody, il bambino che vive tra le tombe, e grazie a un dono della Morte sa comunicare con i defunti. Dietro le porte del cimitero nessuno può fargli del male. Ma Bod è un vivo, e forte è il richiamo del mondo oltre il cancello. Un mondo in cui conoscerà l’amicizia dei suoi simili, ma anche l’impazienza di un coltello che lo aspetta da undici lunghissimi anni..

Recensione

Il Figlio del Cimitero, scritto dal mio amatissimo Neil Gaiman e pubblicato nel 2008, é un libricino davvero godibile che, mantenendo sempre una nota cupa e misteriosa, ci illustra la vita di un bimbo speciale e del suo percorso tra dubbi e consapevolezze, nonché la presa di coscienza di chi è e la prospettiva di un futuro nuovo.
Eh si, perché il nostro Bod, da frugoletto in fasce quale arriva al cimitero, crescendo inizia ad interessarsi al mondo al di fuori delle sbarre gelide del cancello, con desiderio di scoperta che é tipico di ogni infante; la vivace Scarlett inoltre non fa che incrementare questo bisogno di evadere del protagonista, rappresentando qualcosa di altro dal solito, anche se pittoresco, ambiente funereo a cui è abituato. Si sente diviso in due, da una parte la sua casa, da cui non si è mai allontanato, il luogo dove studia con Silas imparando a leggere e a scrivere, quanto a praticare la “Paura” o a sparire dalla vista, o ancora i luoghi lugubri e sacri come la tana dello Sleer, dove abita un antico guerriero a protezione di un tesoro; dall’altra l’incognita, un mondo da scoprire, fatto della “normalità” di cui è pervasa Scarlett, ma anche dal pericolo, che non l’ha mai abbandonato, di venir rintracciato dall’assassino che anni prima ha ucciso i membri della sua famiglia e che pare non voglia rassegnarsi a saperlo vivo e vegeto. In lui questi impulsi opposti e tuttavia irrefrenabili si muovono con l’impetuosità di un’onda, lasciando affiorare in superficie tanti punti interrogativi al posto di bollicine.

Il nostro piccolo protagonista affronta mille peripezie che balzano fuori dalle pagine sfogliate una dopo l’altra e, concluso un capitolo si ha subito voglia di leggerne il seguito. Divertendoci e rilassandoci allo stesso tempo, ma anche riflettendo e immedesimandoci col nostro eroe.

Ho apprezzato questo testo, nonostante sia un’opera non particolarmente di spicco e più adatta a passare il tempo, senza grosse pretese. Personalmente gli assegnerei un bel 4 pieno, sia per la fantasia con cui è stata concepita la trama, sia per la simpatia dei personaggi ma soprattutto per quell’inquietudine e oscurità che giace in sottofondo, sempre presente, che arricchisce la storia di un di più tutto particolare.

Lo consiglio inoltre sia a bambini che a adulti poiché, come altri libri di Gaiman come ad esempio Coraline o ancora Stardust, è ben in grado di intrattenere sia i primi che i secondi, lasciando tutti soddisfatti; una volta terminato il viaggio tra lapidi e spiriti logorroici, streghette dispettose e terribili piatti a base di rape propinati a Bod dalla sua supplente, la rigida signorina Lupescu.

Sicuramente, una volta chiuso il libro e averne sfogliato la copertina con un gesto involontario di affetto, avrete un sorriso dolceamaro sulle labbra.

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