Questione di karma #Film

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Giacomo è lo stravagante erede di una dinastia di industriali, ma più che interessarsi all’azienda, preferisce occuparsi delle sue mille passioni. La sua vita è stata segnata dalla scomparsa del padre quando era molto piccolo. L’incontro con un eccentrico esoterista francese gli cambia la vita: lo studioso infatti afferma di aver individuato l’attuale reincarnazione del padre di Giacomo. Trattasi di tal Mario Pitagora, un uomo tutt’altro che spirituale, interessato solo ai soldi e indebitato con mezza città. Questo incontro apparentemente assurdo cambierà la vita di entrambi.

  • DATA USCITA: 09 marzo 2017
  • GENERE: Commedia
  • ANNO: 2017
  • REGIA: Edoardo Falcone
  • ATTORI: Elio Germano, Fabio De Luigi, Daniela Virgilio, Valentina Cenni, Massimo De Lorenzo, Isabella Ragonese, Corrado Solari, Philippe Leroy, Eros Pagni, Stefania Sandrelli
  • SCENEGGIATURA: Edoardo Falcone, Marco Martani
  • FOTOGRAFIA: Maurizio Calvesi
  • MONTAGGIO: Luciana Pandolfelli
  • MUSICHE: Michele Braga
  • DISTRIBUZIONE: 01 Distribution
  • PAESE: Italia
  • DURATA: 90 Min

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Fabio De Luigi non delude mai, ennesima pellicola divertente ma reale. La soglia della commedia con lui tocca altri livelli, e la comicità è pura ed elegante. La trama fa riflettere e fa capire che ognuno di noi può recuperare la propria vita, e farne un capolavoro. Basta volerlo!

Voto 4/5

Citazione

Se vuoi fare contento un bambino dagli un foglio bianco e una matita colorata. Io non ero diverso dagli altri bambini, a parte il fatto che mio padre aveva una fabbrica di matite. La ditta Antonelli, premiata fabbrica di penne stilografiche, matite e articoli da cancelleria era stata fondata nel lontano 1887 dal mio trisavolo Paolo Emilio Antonelli, io ovviamente tutte queste cose all’epoca ancora non le sapevo, sapevo solo che mio papà si chiamava Ulisse, e che mi voleva tanto bene. Fondamentalmente ero un bambino felice, ma si sa che la felicità dura poco. La cosa positiva di diventare orfani a 4 anni è che non te ne rendi conto, per fortuna c’era mia madre Caterina che ogni tanto me lo ricordava. Furono anni difficili per lei, poi arrivò Fabrizio, un caro amico di mio padre, in pochi mesi Fabrizio diventò amministratore delegato della ditta di famiglia, sposò mia madre e con lei mi se al mondo mia sorella Ginevra, ora mia madre stava di nuovo bene, io un po’ meno, anzichè giocare con i miei compagni di scuola, preferivo passare i pomeriggi nello studio di mio padre, praticamente era diventato il mio amico immaginario. Tra i suoi libri me ne piaceva uno in particolare. un antico testo indiano dal nome impronunciabile, ma pieno di figure colorate, e fu così che scoprii la reincarnazione. Fu un bel sollievo scoprire che noi in realtà non moriamo mai, questo significava che mio padre da qualche parte, non so dove, non so quando, forse si era già reincarnato.Potenziamente chiunque nato dopo la sua morte poteva essere lui, compresa mia sorella. Calcolando che sulla terra all’epoca c’era 5 miliardi di abitanti, la ricerca di restringeva ad occhio e croce tra 800 milioni di persone, neanche troppe. Nonostante il mio ottimismo, rimaneva però una domanda a cui non ero ancora riuscito ad ottenere risposta, come lo avrei riconosciuto? Il tempo passa che nemmeno te ne accorgi….una cosa che avevo sicuramente ereditato da mio padre, era la voglia di conoscere, perché se non si conosce, non si può neanche capire. E io in questi anni un paio di cose le avevo capite, la prima, come diceva un famoso architetto tedesco “E’ che Dio è nei dettagli”, la seconda è che mio padre mi mancava ancora, detto questo potevo anche mettermi l’anima in pace, mio padre se ne era andato per sempre, al problema non c’era soluzione. Così non la pensava Ludovic Sterne, grazie alle sue capacità straordinarie il prof. Sterne sosteneva di poter sostere non solo in chi si era reincarnata una persona, ma addirittura il nome e il conognome, una follia, ma a me le follie erano sempre piaciute. Peccato che negli ultimi 20 anni di lui si fossero perse completamente le traccie, anche se alcuni sostenevano che lasciata la Francia, si fosse ritirato in un paese sperduto del centro Italia, lontano da tutto e da tutti,

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