Prima che Milano diventasse la metropoli livida e nebbiosa della celebre quadrilogia di Duca Lamberti, nell’immediato dopoguerra c’era un’Italia ferita, affamata e sospesa tra le macerie. È in questo scenario che prende vita Si paga sempre. Cinquanta delitti, una straordinaria antologia curata da Cecilia Scerbanenco che raccoglie, per la prima volta in volume, i racconti scritti dal padre del noir italiano tra il 1947 e il 1949. Si tratta di un patrimonio rimasto a lungo sepolto tra i giornali dell’epoca, che oggi ci restituisce un autore all’apice della sua fertilità creativa ma tormentato sul piano affettivo. Le cinquanta storie che compongono la raccolta mettono in scena un’umanità disperata, uomini che vagano per le città alla ricerca di un lavoro qualsiasi e che, pur di sbarcare il lunario, finiscono per cedere alle lusinghe del crimine, ripercorrendo le vecchie rotte del contrabbando bellico tra traffici d’armi, droga e gioielli rubati. Accanto a loro si muove una sfilata ipnotica di figure femminili sfaccettate e complesse: dalla contessina d’animo sensibile alla prostituta cinica e perduta, fino a spietate e insospettabili assassine. Considerato all’epoca uno scrittore scandaloso, Scerbanenco colpisce ancora oggi per la crudezza senza sconti con cui fotografa le dinamiche del desiderio, del possesso e dell’attrazione. Nelle sue pagine non c’è spazio per il facile romanticismo; vi si trova invece una spiazzante, improvvisa tenerezza, l’unica cura per anime colte nella loro verità più profonda. Per gli amanti del genere, questa raccolta è un tassello imprescindibile: un viaggio a ritroso nel tempo dove, tra le pieghe di questi delitti dimenticati, si intravedono già in filigrana i capolavori che avrebbero rivoluzionato la letteratura poliziesca italiana vent’anni più tardi.
