Recensione “Garlasco: Le vergogne infinite” di Pasquale Bacco, Claudio Brachino e Sofia Vidale

13 agosto 2007. Una villetta di provincia, una ragazza di ventisei anni trovata senza vita. Da quel momento Garlasco entra nella cronaca italiana e non ne uscirà più. Quasi vent’anni dopo, il delitto di Chiara Poggi continua a generare interrogativi, polemiche e nuove ipotesi investigative. È davvero una vicenda chiusa? Oppure esistono ancora zone d’ombra da esplorare? E quanto hanno pesato, negli anni, le indagini, i processi, i media e il tribunale dell’opinione pubblica? Pasquale Bacco, Claudio Brachino e Sofia Vidale affrontano il caso da prospettive diverse ma complementari: quella medico-legale, quella giornalistica e quella criminologica. Attraverso documenti, testimonianze, atti processuali, analisi tecniche e riflessioni critiche, ripercorrono una delle vicende giudiziarie più controverse degli ultimi decenni, mettendo in discussione convinzioni consolidate e interrogandosi sugli aspetti che ancora oggi alimentano il dibattito. Ma questo libro è anche una riflessione sul funzionamento della giustizia, sui limiti dell’investigazione, sul peso dei media e sulla difficoltà di distinguere i fatti dalle interpretazioni quando un caso giudiziario diventa un fenomeno nazionale. Una ricostruzione rigorosa e senza pregiudizi che accompagna il lettore dentro uno dei misteri italiani più discussi del nostro tempo. Perché a volte le sentenze chiudono i processi, ma non sempre riescono a chiudere le domande.

Titolo: Garlasco, Le verità infinite
Autore: Pasquale Bacco, Claudio Brachino, Sofia Vidale
Editore: Santelli editore
Genere: Cronaca
Data pubblicazione: 3 Luglio 2026
Voto: 4/5

Classificazione: 4 su 5.

Recensione

Bentornati a tutti, lettori! Oggi torno a scrivere sul blog per parlarvi di una nuova, importante collaborazione con Santelli Editore. Il volume in questione è “Garlasco, le vergogne infinite”, pubblicato all’inizio di luglio 2026 e scritto a sei mani da tre professionisti d’eccezione, che affrontano il caso da prospettive diverse e complementari.

Il primo autore è Pasquale Bacco, medico legale, autore e divulgatore che si occupa da anni di medicina forense e analisi scientifica applicata ai casi giudiziari. Nel libro, il suo contributo si concentra sugli aspetti prettamente tecnici dell’indagine, soffermandosi sull’analisi delle prove, delle tracce biologiche e delle dinamiche sulla scena del crimine. Troviamo poi Claudio Brachino, uno dei volti più noti e stimati del giornalismo televisivo italiano, storico conduttore di Top Secret, programma cult dedicato ai grandi gialli e ai misteri del nostro Paese. Brachino si occupa di ricostruire accuratamente il contorno mediatico e l’intero percorso delle indagini, mettendone in luce errori e contraddizioni. Infine, Sofia Vidale, criminologa con un background unico: laureata in Lettere classiche e specializzata in Filologia, letterature e storie dell’antichità. Nel volume, il suo sguardo approfondisce in modo mirato le dinamiche investigative e le criticità metodologiche che hanno segnato questa vicenda.

13 agosto 2007. Una villetta di provincia, una ragazza di ventisei anni trovata senza vita. È da questo preciso istante che Garlasco si trasforma da tranquillo comune lombardo a epicentro della cronaca nera italiana, un luogo da cui, mediaticamente parlando, non uscirà mai più. A quasi vent’anni dal delitto di Chiara Poggi, il libro “Garlasco, le vergogne infinite”, scritto a sei mani da Pasquale Bacco, Claudio Brachino e Sofia Vidale, torna a sollevare interrogativi rimasti sospesi nel tempo, affrontando il caso attraverso tre lenti complementari: quella medico-legale, quella giornalistica e quella criminologica.

Diciamolo subito: questo testo non ha la pretesa di svelare un nuovo colpevole o di riscrivere la dinamica dei fatti. Non si tratta di un saggio freddo, bensì di un libro di denuncia basato su documenti, atti processuali e testimonianze. Il vero fulcro dell’opera è l’analisi spietata degli errori commessi fin dal principio. Pagina dopo pagina, emerge quasi una spiegazione del perché, a distanza di due decenni, ci troviamo ancora qui a parlarne. Nonostante una condanna definitiva in Cassazione arrivata dopo una serie di assoluzioni nei gradi precedenti, mancano ancora tasselli fondamentali (come l’arma del delitto) e continuano a emergere dettagli che sembrano spingere le indagini verso piste alternative.

Il rischio più grande quando un’indagine si trascina per così tanto tempo è proprio questo: smettere di cercare i fatti e iniziare a difendere le narrazioni. Il libro affronta con lucidità i limiti dell’investigazione e la difficoltà enorme nel distinguere la realtà dalle interpretazioni quando un dramma privato si trasforma in un fenomeno nazionale. Il caso Garlasco ci insegna una cosa principalmente: che la verità giudiziaria, quella mediatica e quella storica non coincidono quasi mai.

I tre autori mettono sotto la lente d’ingrandimento tutto ciò che è andato storto, a partire dai primissimi rilievi delle forze dell’ordine nella villetta, fino al peso devastante del circo mediatico. Le interviste a figure vicine alle indagini o agli avvocati hanno infatti finito per spostare la linea della giustizia in modo decisamente non consono. La lettura lascia addosso una profonda riflessione sul funzionamento della giustizia italiana e, soprattutto, la speranza che prima o poi si possa arrivare a una verità reale, finale e sacrosanta. Una giustizia autentica per una giovane donna uccisa brutalmente.

Consiglio questo testo a chiunque sia appassionato di cronaca nera e giornalismo d’inchiesta, ma anche a chi vuole capire meglio come i media e l’opinione pubblica possano influenzare il corso di un processo. Una ricostruzione rigorosa che dimostra come, a volte, le sentenze riescano a chiudere i tribunali, ma non le domande. Voto 4/5

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