La club culture italiana degli anni Novanta incontra la nuova geografia elettronica globale nel nuovo progetto discografico firmato da MaxNeri. Il DJ, producer e sassofonista italiano torna sulla scena con “UNIVERSAL”, un vero e proprio atlante sonoro in 15 tracce che rifiuta la logica dei singoli slegati usa-e-getta per abbracciare la forma dell’album come un unico, grande viaggio interculturale.

Attualmente residente nel Salento, ma con un background maturato tra le storiche scene dream-progressive di Piemonte e Lombardia, MaxNeri ha sintetizzato la sua formazione classica e la sua esperienza nei club in un disco fortemente identitario. “UNIVERSAL” non si chiude dentro un solo genere, ma si muove fluido tra afro house, melodic techno, synthwave e sonorità mediterranee, trovando il suo filo conduttore in una costante contrapposizione: da un lato la precisione dei synth analogici e dei groove elettronici, dall’altro il calore fisico di strumenti reali come sitar, oboe, sax, flauto, clarinetto, fisarmonica e persino i fiati di una banda tradizionale.
A dare vita a questa complessa architettura sonora sono cinque straordinarie voci femminili. Neuma, Nasha, Margot, Leonor ed Élen Virel non intervengono come semplici ospiti, ma come guide culturali di ogni tappa. Attraverso le loro interpretazioni, l’album intreccia una pluralità di lingue che va dall’italiano all’inglese, passando per il francese, il portoghese, lo spagnolo, il dialetto salentino e suggestioni partenopee.
Ogni traccia diventa così una finestra aperta su un immaginario preciso. Si passa dal Brasile caldo e percussivo del brano d’apertura “Pulso Dourado” all’alba synthwave di “Before the Sunrise”; dalle atmosfere della notte parigina in “Dans la Nuit” al mito mediterraneo di Partenope raccontato in “Cor’e’Mar”. Tra i passaggi più originali spicca senza dubbio “Mo’ sona la festa”, dove una vera banda salentina, ritmiche ska e folk-pop si fondono con l’elettronica scura in un testo di ribellione e autonomia cantato in dialetto e spagnolo. Il viaggio si conclude infine oltre i confini della pista da ballo con l’ipnotica “To the Desert”, dove percussioni afro e scale mediorientali dialogano con il suono ancestrale del sitar.
Con “UNIVERSAL”, MaxNeri riesce a rispondere a una delle sfide più stimolanti della musica elettronica contemporanea: creare un suono dal respiro internazionale senza mai recidere il legame con la propria storia, le radici e la cura melodica tipicamente italiana. Il risultato è un disco profondo e pulsante, nato per far ballare il corpo ma anche per essere esplorato come una mappa geografica. L’album è già disponibile per l’ascolto su Spotify.