Il bisogno di consenso che ci consuma: mAledetto racconta la dipendenza affettiva nel nuovo singolo “Il peggio di me”

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Che valore diamo oggi alla parola consenso? Se nella nostra dimensione pubblica e social siamo ormai abituati a misurarlo in base a metriche, visualizzazioni e like, esiste una sua forma molto più intima, privata e distruttiva: quella che cerchiamo disperatamente nei legami affettivi tossici.

Nasce da questa riflessione “Il peggio di me”, il nuovo singolo di mAledetto (progetto artistico del cantautore romano classe 2005 Alessandro Marchese), pubblicato per Troppo Records e prodotto da Lorenzo Mazzia. Il brano fotografa con spietata lucidità il punto cieco della dipendenza affettiva, quel momento esatto in cui non si resta per amore, ma per non perdere l’ultima conferma da cui abbiamo fatto dipendere il nostro valore personale.

Attraverso una scrittura intima e viscerale, mAledetto non giudica dall’esterno, ma racconta la dinamica dal di dentro, dando voce a chi intuisce il pericolo e decide di restare comunque. Crediamo per non crollare e rimandiamo la verità perché affrontarla significherebbe riconoscere di essere rimasti troppo a lungo nel posto sbagliato. Nel testo, canzoniere di sguardi taciuti e verità lasciate sulla soglia di un bicchiere da bere insieme, emerge la paura profonda del giudizio e la tendenza a “nascondere la vita” pur di non affrontare il vuoto della fine.

«Ci fidiamo troppo spesso di persone a cui crediamo perché non vogliamo stare male»

Musicalmente, “Il peggio di me” evita lo sfogo rabbioso fine a sé stesso. La produzione di Lorenzo Mazzia sceglie di mettere al centro la voce e le parole di mAledetto, lasciando che l’arrangiamento accompagni l’ascoltatore dentro quel limbo emotivo in cui si è già capito tutto, ma non si ha ancora la forza di andare via. Il brano è ora disponibile all’ascolto su Spotify.

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